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Ryanair paga le donne il 67% in meno degli uomini

È anche vero che la differenza di salario nel Regno Unito è fortemente influenzata dal numero ridotto di piloti donna nel settore dell’aviazione.

Si parla ancora di “gap” sugli stipendi tra uomini e donne all’interno delle compagnie aeree in Regno Unito. A scriverlo è il Corriere.it che riporta la pubblicazione dei dati di Ryanair, la principale low cost europea, secondo cui per ogni sterlina guadagnata da un dipendente di sesso maschile, la collega – nella stessa azienda – ne ottiene 33 centesimi. Da qui ne viene fuori un quadro assai preoccupante secondo il quotidiano di via Solferino sulla scorta di un documento pubblicato da Ryanair, obbligata per legge a rendere pubbliche anche le differenze salariali.

Il report rivela che in Ryanair, nel Regno Unito, le impiegate sono state pagate il 67% in meno degli uomini. Negli uffici della low cost risultano assunte 1.182 persone di cui 554 piloti, 586 membri dell’equipaggio e 42 dello staff. Queste le parole del vettore in una nota al Corriere:

Come tutte le altre compagnie, la differenza di salario nel Regno Unito è fortemente influenzata dal numero ridotto di piloti donna nel settore dell’aviazione. Ryanair garantisce parità di retribuzione e siamo orgogliosi delle migliaia di professionisti, uomini e donne, che lavorano duramente per offrire ai nostri clienti un servizio eccellente e le tariffe più basse in Europa. Nel nostro caso management e amministrazione sono basati in gran parte in Irlanda, quindi la stragrande maggioranza dei nostri colleghi britannici sono piloti o membri dell’equipaggio. Negli ultimi anni, il numero di piloti donne che si sono candidati in Ryanair è aumentato e ci impegniamo a sviluppare questa tendenza positiva.

Su 554 piloti basati negli scali inglesi soltanto 8 sono donne, aggiunge il Corriere.it. Al contrario su 586 membri dell’equipaggio 406 sono donne. Dati alla mano, il differenziale salariale di Ryanair sarebbe il più alto se messo a confronto con quello di EasyJet che si ferma al 51,7% e di British Airways al 35%. Un problema che, dunque, non riguarda di certo solo Ryanair: per l’associazione internazionale che riunisce oltre l’80% delle compagnie aeree, il 3% degli ad dei vettori di tutto il mondo sono donne contro un 12% degli altri settori.

Per Ryanair, infine, ci sono buone notizie: nel mese di marzo ha trasportato 10 milioni di passeggeri, un numero in aumento del 6% rispetto allo stesso mese dell’anno precedente. In crescita anche il tasso di riempimento dei velivoli.

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