"Il mio posto è qui!": la sfida di Sandra Oh alla violenza contro le persone asiatiche

L'attrice di origine sudcoreana Sandra Oh è intervenuta alla manifestazione in onore del movimento #StopAsianHate a Pittsburgh, rivolgendo un toccante discorso ai presenti.

Sandra Oh, la nota attrice di Grey’s Anatomy e Killing Eve, lo scorso sabato ha fatto un’apparizione a sorpresa durante la manifestazione in onore del movimento #StopAsianHate a Pittsburgh, dove l’interprete si trova in questi giorni per via delle riprese della serie Netflix The Chair, di cui è protagonista insieme a Holland Taylor e Jay Duplass.

Quella di Pittsburgh è stata solo una delle tante manifestazioni organizzate nel week end in tutto il Paese in risposta ai tragici eventi di Atlanta, avvenuti lo scorso 16 marzo, in cui sono state uccise otto persone, sei delle quali erano donne di origine asiatica, e al continuo aumento dell’ondata di violenza anti-asiatica che si sta registrando nell’ultimo periodo negli Stati Uniti.

La strage di Atlanta (8 morti) e l’ondata di violenza contro le persone asiatiche

L’attrice, nata in Canada da genitori emigrati dalla Corea del Sud è intervenuta al raduno, con grande sorpresa dei manifestanti, e ha rivolto loro un discorso toccante, ripreso in un video dalla CBS Pittsburgh. Queste le parole d’esordio dell’intervento dell’interprete:

Grazie a tutti gli organizzatori per aver organizzato questo evento solo per darci l’opportunità di stare insieme, di manifestare insieme e di supportarci a vicenda. Per molti di noi nella nostra comunità, questa è la prima volta che siamo in grado di esprimere la nostra paura e la nostra rabbia e sono davvero grata a tutti coloro che vogliono ascoltare.

Oh ha poi parlato del clima di paura in cui vivono oggi molti cittadini appartenenti alla comunità asiatico-americana, chiedendo ai presenti solidarietà e aiuto e invitandoli a intervenire e far sentire la loro voce per denunciare episodi di razzismo e violenza.

Sarò molto breve, ma una cosa che so è che molti di noi nella nostra comunità sono molto spaventati, e lo capisco. E un modo per attraversare e superare la nostra paura è quello di raggiungere le nostre comunità. Sfido tutti qui, se vedete qualcosa, mi aiutate? Se vedete una delle nostre sorelle o fratelli in difficoltà, ci aiuterete?

Le sue parole sono state accolte dai manifestanti con urla di approvazione e da lunghi applausi e, sul finale, l’attrice ha continuato a trascinare la folla, incitandola a ripetere con lei queste parole piene di fierezza e orgoglio: “Sono orgogliosa di essere asiatica. Il mio posto è qui”.

Al termine del suo intervento, ha nuovamente ringraziato tutti per avere avuto l’opportunità di parlare anche per coloro che non hanno la possibilità di far sentire la propria voce.

L’attrice dimostra il suo attivismo anche attraverso il suo profilo Instagram, in cui nei giorni scorsi ha pubblicato uno status in cui ha espresso tutto il suo affetto e la vicinanza nei confronti delle famiglie delle persone coinvolte nei brutali omicidi di Atlanta.

Questo è quello che l’interprete di origine sudcoreana scrive dal suo profilo:

Amici e compagni Asiatici Americani, mando affetto e sostegno alle famiglie delle otto anime assassinate in Georgia il 16 marzo. E a tutte le vittime della violenza razzista. Sono devastata e profondamente arrabbiata. So che molti di voi hanno paura, ma non dobbiamo avere paura.  Ricordate #èunonoreessereasiatici Uniamoci TUTTI insieme per #StopAsianHate

Oltre a dimostrare la sua vicinanza e il suo sostegno, Oh invita i suoi follower a supportare il movimento #StopAsianHate anche attraverso donazioni. E lo fa diffondendo contenuti e link utili attraverso il suo profilo social.

Insieme a lei, sono molti gli attori di origini asiatiche nei giorni scorsi che hanno fatto sentire la propria voce, tra questi Olivia Munn, la star di Riverdale Charles Melton e l’attore di Lost Daniel Dae Kim.

Come accennato in apertura, infatti, nell’ultimo anno, soprattutto dopo l’esplosione della pandemia da Covid-19, si sta assistendo negli Stati Uniti a un considerevole aumento degli episodi di razzismo e violenza nei confronti degli Asiatici Americani. Questo è documentato anche dal sito Stop AAPI Hate, in cui è possibile segnalare incidenti e che raccoglie dati: nel 2020 sono stati 3.800 gli attacchi razzisti segnalati, la maggior parte dei quali avvenuti ai danni delle donne.

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