Sara Tkacz e Lyuba Hlyva, uccise a 24 ore di distanza: sono state lanciate nel vuoto

Il 49enne è crollato davanti agli inquirenti. Decisive, per il suo arresto, le testimonianze di due coppie.

Si chiamavano Sara Tkacz e Lyuba Hlyva, avevano 29 e 49 anni, le due donne senza fissa dimora uccise dal reo confesso Mario Landolfi; sono state gettate dal secondo piano di una palazzina in costruzione, in un cantiere abbandonato, a Pollena Trocchia, comune dell’hinterland vesuviano in provincia di Napoli.

Il 49enne Landolfi, sposato, padre, disoccupato, le avrebbe uccise al termine di un rapporto sessuale, secondo le prime ricostruzioni; “Non avevo i soldi per pagarle, abbiamo litigato, mi sono difeso e le ho spinte” avrebbe confessato ammettendo le proprie responsabilità davanti alla pm della Procura di Nola.

Con una delle due donne Landolfi non si sarebbe trovato d’accordo sul prezzo della prestazione, 150 euro anziché i 100 inizialmente pattuiti, mentre l’altra sarebbe stata convinta di andare con l’uomo in un albergo a ore e non al secondo piano della palazzina in costruzione.

Mario Landolfi le avrebbe fatte precipitare nel vuoto da due punti diversi; le forze dell’ordine le hanno ritrovate nel vano garage, con ferite al capo, supine, come si legge nel decreto di fermo.

Decisive, per arrivare all’arresto di Landolfi, sono state le testimonianze di due coppie, una in un’auto parcheggiata vicino a una scuola, l’altra in prossimità del cantiere; i testimoni hanno visto il reo confesso scendere con una delle vittime, entrare nello stabile in sua compagnia, e poi uscirne circa venti minuti più tardi, solo e con una borsetta fra le mani.

Una delle testimoni ha deciso di scattare una foto alla targa della Opel guidata dall’uomo, mentre un ragazzo, come lui di Sant’Anastasia, lo ha riconosciuto, ribadendolo anche di fronte ai carabinieri che gli hanno in seguito mostrato una sua foto.

I militari si sono quindi presentati a casa sua, dove la moglie ha confermato alcuni degli orari in cui Landolfi sarebbe stato assente; davanti al  procuratore Marco Del Gaudio, all’aggiunto Giuseppe Cimmarotta e alla pm Martina Salvati il 48enne è crollato, fornendo tutti i dettagli del duplice femminicidio; prima il secondo, con il racconto dell’incontro con la sua vittima, avvenuto poche ore prime alla fermata del bus in via Gianturco, a Napoli, dopo aver assunto cinque grammi di cocaina, e poi la confessione dell’altro omicidio; anche in questo caso, la vittima era stata adescata e prelevata in via Gianturco.

La prima a essere uccisa, secondo le ricostruzioni, ora al vaglio degli inquirenti, sarebbe stata l’ucraina Lyuba Hlyva, nella sera del 16 maggio 2026. Poi, meno di 24 ore dopo, la medesima sorte sarebbe toccata alla casertana Sara Tkacz. Gli investigatori hanno sollevato dubbi sulla versione rilasciata da Landolfi di aver ucciso per una discussione sul prezzo dopo il rapporto sessuale, visto il breve lasso temporale intercorso tra i due femminicidi.

Per la pm il pericolo di fuga dell’uomo è troppo alto; per questo motivo, a Landolfi sono stati negati i domiciliari. Per lui si apriranno le porte del carcere.

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