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"Siamo italiane e basta: non avevamo notato di essere 4 nere"

Le ragazze italiane campionesse della staffetta 4x100 ai Giochi del Mediterraneo rispondono a Salvini e Saviano.

Maria, Ayomide, Raphaela e Libania sono le atlete vincitrici dell’oro per l’Italia nella staffetta 4×400 ai Giochi del Mediterraneo e nelle ultime ore sono al centro del dibattito politico tra Pd e Lega, tra destra e sinistra, tra Pontida e Capalbio.  La foto della vittoria è diventata virale nei social e ieri vi abbiamo raccontato chi sono e la loro vittoria nella corsa. Ieri però, loro, sono diventate anche un simbolo, una bandiera, uno slogan per continuare l’eterna campagna elettorale in atto.

Così molti esponenti del Pd hanno elogiato la vittoria delle 4 ragazze di colore, rilanciando l’immagine delle quattro, immortalate al traguardo felici per la vittoria, con sulle spalle una bandiera tricolore. Roberto Saviano in un tweet le aveva definite “la risposta all’Italia razzista di Pontida”.

Così dopo qualche tweet più colorito degli esponenti del carroccio arriva la risposta di Salvini che dice: “Bravissime, mi piacerebbe incontrarle e abbracciarle. Mi piace l’Italia che vince. Spero che quelle ragazze possano essere il prossimo anno con noi a Pontida.  Ai giochi del Mediterraneo abbiamo vinto 150 medaglie e il mio plauso va a tutti, bianchi e neri, che hanno vinto con la maglietta italiana. È rimasto solo qualche poveretto di sinistra che distingue gli esseri umani in base al colore della pelle”.

L’atleta Maria Benedicta Chigbolu, 28 anni, intervistata da Repubblica rompe il silenzio e dice: “Non aspettavo tutto questo clamore mediatico. Non mi sento diversa, sono italiana e basta. Ci hanno definito la risposta a Pontida: io non posso essere una risposta. Mi fa piacere che venga fuori l’immagine dell’atletica italiana. E ci fa piacere essere il simbolo dell’integrazione, ma non ci dovrebbe essere tutta questa attenzione sul colore della pelle. Oggi, nel 2018, non dovrebbe neanche notarsi. Noi non avevamo nemmeno fatto caso di essere quattro nere. Lo ius soli? Oggi bisognerebbe adeguarsi, l’Italia è cambiata”.

La compagna Libiana Grenot, azzurra di Cuba, sentita dall’Ansa dice: “Sono fiera di essere italiana, io sono al 100%, ed è sempre un onore alzare il tricolore e farlo sventolare. Di politica però non parlo, quanto a Salvini non escludo nulla: se vuole incontrarmi bene ma dopo gli Europei di Berlino. Adesso devo solo allenarmi”. 

Noi siamo semplicemente felici per la vittoria di 4 ragazze che indossano la maglia azzurra e portano in alto la bandiera del nostro Paese.