Svolta storica in Pakistan: concessa la patente a 30 transessuali

La comunità LGBT in Pakistan riesce ad ottenere la patente di guida per 30 transessuali: una decisione storica che viene accolta favorevolmente, questo è solo l'inizio della loro battaglia per la parità di diritti.

Una grande svolta per la comunità LGBT in Pakistan, una svolta che molti media locali e internazionali hanno considerato storica: la polizia ha concesso, in accordo con il governo della provincia nord-occidentale di Khyber Pakhtunkhawa,  la patente di guida a 30 persone transessuali.

Le patenti sono state consegnate in una cerimonia solenne tenutasi presso il quartier generale della polizia stradale di Khyber-Pakhtunkhwa (K-P) nel rispetto della loro identità di genere auto-dichiarata e delle carte di identità esistenti. Alle trenta transessuali la polizia ha dato qualche lezione pratica di guida e consegnato le patenti.

La prima patente è stata consegnata a Farzana Jan, attivista lgbt di TansAction, che ha ricevuto la licenza di guida con indicato il genere “X”. Farzana è stata, qualche anno fa, anche la prima transgender ad essere riconosciuta nel paese con il primo passaporto dove veniva indicato il genere.

La prima transessuale al mondo in grado di allattare il proprio figlio

L’attivista, durante la cerimonia dopo aver ricevuto la patente, ha dichiarato:

Oggi è un’altra vittoria per i trans e i diritti umani in Khyber-Pakhtunkhwa.Questa non è la fine della nostra battaglia, è solo l’inizio.

Gli ha fatto eco Qamar Naseem, capo del comitato ministeriale per i diritti delle persone transgender, che ha detto: “Per le persone transgender, ‘l’ansia della carta d’identità’ è quasi una lotta quotidiana. Permettere alle persone di aggiornare i loro marcatori di genere e dare loro identità giuridiche con il genere desiderato può ridurre il rischio di molestie e discriminazione che ricevono quando il loro aspetto fisico non corrisponde al sesso sul loro documento.”

Se, formalmente, in Pakistan i transessuali godono di maggiori diritti rispetto a molti altri Paesi al mondo, nei fatti, però, sono vittime di stigmatizzazione, pregiudizi e discriminazione. La Corte Suprema di Islamabad ha riconosciuto infatti il ”terzo genere” nel 2009 e poco tempo prima era stato garantito il diritto di voto ai membri della comunità LGBT. 

La popolazione pare non essere al passo della legge e per una persona transessuale la prostituzione è una via quasi obbligata per i trans del Paese. Spesso la famiglia non accetta la transessualità per paura dei gruppi conservatori e degli estremisti islamici e, per vivere, la stragrande maggioranza di loro mendica, si prostituisce o danza in occasioni dei battesimi: il fenomeno dei lady boy è in continuo aumento come l’espansione del virus dell’HIV nella comunità LGBT.

Quello di oggi è un grande passo avanti per l’emancipazione delle persone transessuali che, grazie alla patente di guida e altre politiche attive attuate dal governo, potranno aver più mobilità e libertà nel paese.

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