La Sharia è la principale fonte di legislazione in molti paesi islamici ma non è mai uguale a se stessa anzi, assume significati diversi a seconda del regime politico che la adotta. In Afghanistan era già alla base della Costituzione approvata nel 2004. Ora, con i talebani al potere resta l’incertezza su come verrà interpretata e che cosa questo comporterà per le donne.

La paura delle donne di Kabul: gli altoparlanti annunciano l'obbligo del burqa

I talebani si sono ripresi Kabul e il loro portavoce Zabiullah Mujahed, in una conferenza stampa, ha specificato che i diritti delle donne saranno rispettati nel quadro della sharia

Cosa è quindi la sharia?

Comunemente definita come la legge islamica, in realtà è un insieme di precetti presi dal Corano, dai racconti della vita di Maometto e dalle consuetudini (la Sunna), che agiscono come un codice di condotta a cui i musulmani aderiscono. Shari’ha in arabo letteralmente vuol dire strada battuta, anche se il senso comune la percepisce come una legge

Nell’Islam fondato dal Profeta intorno al 620 d.C, alcuni diritti delle donne erano garantiti. Con il tempo, però, gran parte dei versi del Corano sono stati utilizzati dai leader militari, religiosi e politici per giustificare le costrizioni e le violazioni dei diritti a cui le donne vengono sottoposte. Ad esempio: il precetto coranico per cui la donna non dovrebbe rivelare la sua bellezza fuori dalla famiglia è stato utilizzato per imporre le rigide regole di comportamento e di abbigliamento che tutti ormai conosciamo. 

La Costituzione afghana del 2004 spiega che l’Afghanistan è una Repubblica islamica, indipendente, unitaria e indivisibile che ha come religione di stato la sacra fede dell’islam. I credenti di altre religioni sono liberi di professare le loro fedi e di celebrare i loro riti entro i limiti stabiliti dalla legge. Ma è stabilito in modo categorico che nessuna legge in Afghanistan può essere contraria ai principi e alle disposizioni della sacra religione dell’Islam.

Cosa accadrà se la Sharia verrà interpretata secondo la visione più integralista?

Se si pensa che in Afghanistan prima dell’intervento americano del 2001 le donne non potevano studiare lavorare o uscire di casa senza un accompagnatore maschio e dovevano coprirsi interamente con il burqa, ora è lecito domandarsi se con il ritorno dei talebani tutto questo tornerà a essere la regola. Solo vent’anni fa la lapidazione per le adultere era la normalità e l’omosessualità era punita con la pena di morte.  I talebani stanno cercando di mostrarsi moderati agli occhi della comunità internazionale, promettono di garantire i diritti delle donne e di tutte le minoranze, ma è veramente difficile credere che possa essere così.

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