Mai così tante tartarughe a deporre le uova sulle spiagge thailandesi da 20 anni

Il lockdown imposto a causa dell'emergenza Covid-19 sta permettendo agli animali di riappropriarsi dei territori dai quali erano stati "allontanati" dalla presenza degli uomini. In Thailandia si è registrato il più alto incremento di nidi di tartarughe marine degli ultimi 20 anni.

Dall’inizio del lockdown imposto per far fronte all’emergenza sanitaria Covid-19 stiamo osservando diversi cambiamenti nell’ambiente che ci circonda. L’interruzione prolungata delle attività umane ha determinato, per esempio, un incisivo calo delle emissioni inquinanti. Anche il mondo animale sembra comportarsi in maniera differente: diverse specie, infatti, hanno sfruttato l’assenza dell’uomo per “riappropriarsi” dei propri territori.

Questo fenomeno è osservabile ovunque. Quello che sta accadendo in Thailandia, in tal senso, è straordinariamente esemplificativo: sulle spiagge thailandesi, che ogni anno vengono prese d’assalto da decine di milioni di turisti, le tartarughe marine hanno ripreso a nidificare indisturbate. Dall’inizio della pandemia (e delle relative restrizioni) nel paese asiatico si è registrato il più alto incremento di nidi degli ultimi 20 anni.
Negli ultimi cinque anni, proprio a causa del sovraffollamento delle spiagge, le autorità thailandesi non avevano individuato neanche un nido.

Il direttore del Centro biologico marino di Phuket, Kongkiat Kittiwatanawong, ha spiegato a Reuters:

Per noi questo è un ottimo segno, perché, con il passare del tempo, molte aree utilizzate dalle tartarughe marine per la deposizione delle uova erano state distrutte dagli esseri umani”.
“Qui le tartarughe avevano smesso di nidificare perchè sulle nostre spiagge c’è un alto rischio, per loro, di essere uccise da attrezzi da pesca. Le uova, inoltre, rischiano di essere distrutte o danneggiate dai tanti esseri umani che si riversano sulle spiagge.”

Il fenomeno è stato osservato anche in Italia: in diverse zone del nostro Paese hanno fatto la loro ricomparsa delfini, cigni e altre specie “allontanate” dalla presenza dell’uomo. Nella laguna di Venezia, solitamente inabitabile per gli animali a causa dell’inquinamento e del via vai di gondole e traghetti, sono pesino tornate le anatre.

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In Campania, oltre all’incremento dei nidi di tartarughe, nell’ultimo periodo ci sono stati diversi avvistamenti di delfini oltre che di un grosso esemplare di squalo della specie longimanus nel porto di Pozzuoli. Insomma, la natura sta iniziando a riprendersi ciò che le appartiene: riusciremo a conviverci meglio una volta che le misure di contenimento saranno revocate?

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