Torino: sospese le registrazioni dei figli delle famiglie arcobaleno

Una sentenza del tribunale civile, confermata in appello, ha dichiarato illegittimi gli atti di registrazione dei bambini figli di coppie omogenitoriali. Il sindaco del capoluogo piemontese, Stefano Lo Russo fa sapere che si costituirà parte in causa: "Sono molto amareggiato di dover interrompere quella che ritengo una prassi di civiltà".

Il Comune di Torino è stato costretto a interrompere la registrazione all’anagrafe dei figli delle coppie omogenitoriali. La decisione arriva dopo la sentenza del tribunale che ha giudicato illegittima la richiesta di due donne che volevano dare il doppio cognome alla loro bambina. Non solo. Anche il ministero dell’Interno, per mano del prefetto Raffaele Ruberto, ha ribadito che l’eventuale registrazione, da parte del comune piemontese, costituisce una violazione di legge.

Tutto parte dall’estate 2021, quando una sentenza del tribunale civile, confermata in appello i primi di marzo del 2022, ha dichiarato illegittimi quei tipi di atti. Ora, dopo quattro anni di registrazioni, iniziate con la sindaca Chiara Appennino e che hanno portato Torino a essere la capitale di diritti di tutte le famiglie, è arrivato lo stop del Viminale.

Perché? Semplice, perché negli atti di nascita è possibile indicare solo il padre e la madre, non due madri o due padri. Senza dimenticare che in Italia la legge 40 sulla procreazione assistita consente la fecondazione eterologa soltanto alle coppie di sesso diverso.

Il sindaco torinese Stefano Lo Russo è rammaricato di dover dovuto mettere uno stop alle registrazioni:

“Sono molto amareggiato di dover interrompere quella che ritengo una prassi di civiltà. C’è un deficit culturale e di iniziativa politica nelle aule parlamentari. È un tema di cui questo Parlamento non si è occupato e non si vuole occupare ed è molto grave e profondamente ingiusto, crea una sperequazione di diritti”.

Il Primo cittadino ha inoltre fatto sapere, come si legge sulle pagine del Corriere della Sera, di costituirsi parte in causa contro la decisione del tribunale, che ha disconosciuto la legittimità dell’atto dello Stato civile, negando di fatto a due famiglie arcobaleno il doppio cognome per i propri figli .

Si dovrà attendere il 18 febbraio del 2023 perché il caso venga esaminato dalla Corte di appello e, in quella sede, insieme ai legali delle due coppie, si presenteranno anche gli avvocati di Palazzo Civico.C’è un Parlamento pigro, che tarda a legiferare e scarica sulle spalle della magistratura e dei primi cittadini la responsabilità di decidere sui diritti delle persone. – aggiunge Lo Russo – È intollerabile che nel 2022 non ci sia un atto normativo che disciplini questa questione, garantendo gli stessi diritti a tutte le bambine e a tutti i bambini di questo Paese”.

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