'Troppo presto per la Fase 2', lo rivela uno studio cinese - Roba da Donne

"Troppo presto per la Fase 2", lo rivela uno studio cinese

"Troppo presto per la Fase 2", secondo uno studio cinese rischiamo una seconda ondata di contagi.

Secondo gli esperti cinesi, la Fase 2 è stata avviata troppo presto. Rispetto a Wuhan, sono state messe in atto misure meno tempestive contro l’epidemia da coronavirus. Ecco cosa rischiamo ora:

Secondo secondo una ricerca condotta dal gruppo del General Hospital di Pechino coordinato dal dottor Wangping Jia e pubblicata sulla rivista Frontiers in Medicine, le misure messe in atto nel nostro Paese sono state meno tempestive di quelle realizzate Wuhan per sconfiggere la pandemia da coronavirus.

“L’Italia non è ancora nella fase finale dell’epidemia di Covid-19 e, se le restrizioni saranno allentate troppo presto, potrebbe arrivare una potenziale seconda ondata”.

Secondo gli autori dello studio, c’è un’alta possibilità che il numero di persone infette in Italia, così come in altri Paesi, sia più alto del conteggio ufficiale. Per effettuare questa ricerca, gli esperti hanno confrontato la diffusione del coronavirus nel nostro Paese e nella provincia di Huan utilizzando i dati raccolti dal Coronavirus Resource Center dal 22 gennaio al 2 aprile.

È stato utilizzato un modello matematico senza considerare i tassi di mortalità per valutare gli effetti in base alle misure di prevenzione dell’epidemia utilizzate in diversi periodi di tempo.

Il dottor Wangping Jia, ha spiegato:

“Nelle condizioni attuali la velocità di trasmissione del virus può essere modificata attraverso varie misure, come la protezione personale e l’isolamento e blocco delle città”.

I ricercatori cinesi hanno affermato che nonostante il numero degli abitanti nella contea di Huan e in Italia sia abbastanza simile, la portata dell’epidemia è differente da un territorio all’altro. Per questo motivo gli interventi tempestivi dei governi rappresentano un fattore chiave per ridurre al minimo la diffusione dei contagi da Covid-19.

Il dottore ha concluso:

“Pensiamo che sia troppo presto per ridurre le restrizioni in Italia dal 4 maggio. L’esperienza cinese dimostra che misure come individuazione e isolamento precoci di persone con sintomi, restrizioni del traffico e tra.cciamento medico potranno prevenire un’ulteriore diffusione del virus”.

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Articolo originale pubblicato il 5 Maggio 2020

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