Tumori, un innovativo macchinario italiano promette di 'bruciarli' - Roba da Donne

Una scoperta tutta italiana del 2019 potrebbe rappresentare la svolta nella lotta ad alcuni tumori. Un giovane studioso barese, Gabriele Grittani, ha progettato un innovativo sistema di fasci di elettroni ad altissima energia che “attaccano” le cellulare tumorali e le bruciano. Potenzialmente si tratta di una scoperta che farà la differenza nel prossimo futuro.

Gabriele Grittani lavora da 7 anni presso i laboratori della Eli-Beamlines di Praga, un centro di ricerca ultra avanzato. Il fisico barese è specializzato nella tecnologia laser-plasma.

Stando a quanto scrive Fanpage, la differenza fondamentale tra il macchinario inventato da Grittani e quelli attualmente in uso per la lotta ai tumori è l’utilizzo degli elettroni e non dei protoni. I primi, infatti, garantiscono una terapia più rapida e al contempo meno invasiva e, ciliegina sulla torta, più economica.

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In sostanza si tratta di fasci di elettroni ad altissima energia che attaccano, letteralmente, la massa tumorale per “bruciarla”. In modo preciso e sicuro. Inoltre tale tecnologia permette di monitorare costantemente la posizione delle neoplasie, rendendo la terapia più efficace.

Allo stato attuale delle cose la tecnologia di Grittani sembra ideale per combattere alcuni tumori “solidi”, come quelli alla prostata o ai polmoni.

Il dispositivo – cosa fondamentale – dovrà superare alcuni trial clinici nei prossimi mesi. Se lo farà con successo, non è da escludere che altri tipi di tumori verranno trattati con questa tecnologia che, potenzialmente, rappresenta una svolta. Tutta italiana.
C’è già del cauto ottimismo: il dottore George Korn, leader del team nel quale lavora Grittani, ha già brevettato la tecnologia del macchinario.

Prima di vedere questo dispositivo installato negli ospedali, però, potrebbero volerci alcuni anni. Siamo ancora in fase sperimentale e, trattandosi di un settore della medicina delicato, c’è bisogno di numerose certificazioni.

Gabriele Grittani è barese ma si è laureato in Fisica presso l’Università di Pisa. Dopo la fine degli studi italiani ha ottenuto un dottorato in Scienze Nucleari presso l’Università Tecnica della Repubblica Ceca. Dopo il dottorato è stato assunto dal dottor Korn, che lo ha preso nel suo team di ricerca. Un investimento che ha dato i suoi frutti.

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