La situazione in Afghanistan è sempre più drammatica; dopo la presa di Kabul da parte dei talebani, lo scorso 15 agosto, il Paese sta attraversando una crisi economica e sanitaria senza precedenti, anche per via del blocco delle riserve valutarie.

Se le donne stanno perdendo i loro diritti con la riconquista talebana, i bambini sono quelli che stanno pagando le conseguenze peggiori della situazione di estrema indigenza in cui versa il Paese. A denunciare la gravità del momento è Save the Children che, analizzando gli ultimi dati messi a disposizione dalle Nazioni Unite, ha lanciato un allarme che non possiamo ignorare: quella in Afghanistan rischia di essere la peggiore carestia della storia, e le persone che vivono in condizioni di emergenza arriveranno nel Paese al 35% in più rispetto allo scorso anno.

Più di 5 milioni di bambini sono a un passo dalla carestia, scrive la ONG.

Milioni di giovani vite sono a rischio dal momento che il Paese sta affrontando la peggiore crisi alimentare di sempre. L’inverno è alle porte e 22,8 milioni di persone, tra cui 14 milioni di bambini, saranno vittime di livelli emergenziali di insicurezza alimentare.

Chris Nyamandi, Direttore Regionale di Save the Children in Afghanistan, afferma che “la situazione è già critica, ogni giorno vediamo bambini piccoli nelle nostre cliniche con gravi livelli di malnutrizione perché non mangiano altro se non briciole di pane. Ma quando arriverà l’inverno vedremo bambini più affamati che mai. Continueremo a fare tutto il possibile per fornire loro i servizi salvavita di cui hanno bisogno, ma affinché gli aiuti continuino abbiamo urgentemente bisogno che i governi aumentino gli aiuti al Paese”.

Per renderci conto della gravità estrema della situazione, Save the Children ha reso nota la storia di otto fratelli orfani, quattro maschi e quattro femmine, tra i 18 mesi e gli 8 anni, morti di fame a Kabul.

I bambini che muoiono di fame non piangono

L’impatto combinato di siccità, conflitti e collasso economico ha influito pesantemente sulla situazione: il costo di prodotti alimentari basilari come olio, grano e riso sono aumentati del 55% lo scorso anno, e molte famiglie, sfollate o senza lavoro, non riescono più ad acquistare questi beni di prima necessità. Spesso devono mandare i figli, anche molto piccoli, a lavorare, oppure vendere le poche cose che sono loro rimaste.

Secondo un reportage della BBC alcune famiglie sarebbero persino arrivate a vendere i propri figli neonati a famiglie facoltose, con la promessa, nel caso delle bambine, di darle in sposa a uno dei loro figli una volta cresciute.

Anche prima della presa dei talebani l’Afghanistan era il secondo Paese al mondo per livelli emergenziali di fame, ma le stime ora si sono aggravate, e parlano del 50% di bambini al di sotto dei 5 anni a rischio malnutrizione, che richiederanno trattamenti specifici per sopravvivere.

Sembra che per i bambini afghani non ci sia fine al dolore. Dopo decenni di guerre e sofferenze, ora affrontano la peggiore crisi alimentare dell’Afghanistan – ha dichiarato Nyamandi – I bambini afghani hanno bisogno dell’aiuto di tutto il mondo per avere anche solo una possibilità di sopravvivere a questa crisi. Continueremo a fare tutto il possibile per fornire loro i servizi salvavita di cui hanno bisogno, ma affinché gli aiuti continuino abbiamo urgentemente bisogno che i governi aumentino gli aiuti al Paese.

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