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A Cuba torna la proprietà privata

La Costituzione del 1976 parlava di "costruzione del socialismo e dell'avanzamento verso la società comunista": obiettivo che i parlamentari hanno cancellato perché i tempi sono cambiati.
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Rivoluzione a Cuba dove tornano il mercato e la proprietà privata. A deciderlo è stata l’Assemblea nazionale del potere popolare, ovvero il Parlamento cubano, che – a sorpresa – ha approvato all’unanimità il progetto di Costituzione che, di fatto, andrà a sostituire quello datato 1976, modificando sostanzialmente l’organizzazione dei poteri dello Stato, come conferma l’Ansa.it.

La Costituzione del 1976, infatti, parlava all’articolo 5 di “costruzione del socialismo e dell’avanzamento verso la società comunista”: obiettivo che i parlamentari hanno cancellato perché i tempi sono cambiati, come spiega bene il presidente dell’Assemblea nazionale Esteban Lazo Hernandez. Queste le sue parole rivolte ai colleghi:

È importante ricordare che molte cose nell’anno 1976 erano differenti, ed il Paese ed il mondo vivevano altre situazioni. Dopo è venuta la distruzione del campo socialista e tutto il resto che conosciamo.

Secondo Lazo i successivi congressi (sesto e settimo) del Partito “hanno preso atto della situazione in mutamento, non menzionando più la parola comunista”. Questo, però, non significa – ha precisato lui, ed è doveroso sottolinearlo – che “rinunciamo alle nostre idee, ma soltanto che nella nostra visione pensiamo ad un Paese socialista, sovrano, indipendente, prospero e sostenibile”.

Ecco perché nella Costituzione entrano due nuovi concetti: la proprietà privata e il mercato. E, badate bene, non è finita qui: trattandosi di un cambiamento epocale, di cui si sta già discutendo in tutto il mondo e che per il popolo cubano sarà una vera e propria rivoluzione, il Parlamento ha pensato bene di coinvolgere i cittadini.

In altre parole, varando il testo (composto di ben 224 articoli), è stato stabilito che sia sottoposto a una consultazione popolare nelle 15 province di Cuba, nel periodo compreso tra il 13 agosto e il 15 novembre 2018. Insomma, nei prossimi mesi i cubani saranno chiamati a confermare o, viceversa, a bocciare un progetto di Costituzione che cambierà inevitabilmente la loro vita, le loro abitudini, le loro tradizioni.

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