Dallo scoppio della guerra in Ucraina, il 24 febbraio, sono arrivate nel nostro Paese oltre 11 mila persone in fuga dal Paese dell’est Europa; questo è quanto riferiscono i dati del Viminale più aggiornati.

E, se molte associazioni e onlus si sono attrezzate praticamente dall’inizio per inviare a chi è rimasto in Ucraina scorte e beni di prima necessità, c’è anche chi, in queste ore, si chiede come e se sia possibile ospitare dei rifugiati in casa propria, in particolar modo bambini.

Una necessaria precisazione deve essere fatta: l’affido internazionale, ovvero il provvedimento temporaneo teso a tutelare un minore in vista di un successivo re-inserimento nella famiglia di origine, non è disciplinato in Italia da alcuna disposizione giuridica, e pertanto è una soluzione non percorribile. Diversa è invece la situazione di minori accompagnati, già arrivati o in procinto di arrivare sul territorio italiano: una volta affidati alle autorità italiane, per loro potrebbe infatti aprirsi la possibilità di un affido temporaneo presso famiglie italiane, ma è una situazione che dovrà essere valutata con le istituzioni, che forniranno direttive in tal senso.

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Di certo c’è che, al netto della situazione effettiva di stallo le cui ragioni vi abbiamo appena spiegato, le associazioni presenti sul territorio non stanno rimanendo con le mani in mano: M’aMa – La rete delle Mamme Matte, ad esempio, già da tempo sta portando avanti un progetto dedicato all’infanzia che comprende anche affido e adozioni, e negli ultimi giorni sta raccogliendo le candidature di possibili genitori affidatari, i quali possono inviare le proprie richieste di affido alla mail emergenzamama@gmail.com.

L’invio della mail è tuttavia solo il primo passaggio, che non necessariamente – e sicuramente non in tempi brevi – porterà all’arrivo di un minore. L’invito è comunque rivolto a tutte le famiglie, single, coppie eterosessuali e omosessuali, e chiede l’eventuale accoglienza di bambini o di bambini accompagnati dalle madri.

M’aMa ha fatto sapere di avere ricevuto finora oltre 16 mila proposte di affido.

Anche Ai-Bi – Amici dei Bambini sta preparando dei veri e propri webinar per preparare le aspiranti famiglie affidatarie ad accogliere minori o minori accompagnati, mentre Faris mette a disposizione corsi di formazione per lo stesso motivo.

Anche Refugees Home Italia e la Caritas stanno raccogliendo possibili adesioni ai progetti di accoglienza dei bambini: nel primo caso occorre compilare un form per registrare la propria casa, nel secondo è sufficiente inviare una mail a stranieri@caritasambrosiana.it.

Cittadini del Mondo (cittadinidelmondo.ca@gmail.com) e Federazione AVIB (federazione.avib@gmail.com) stanno creando mailing list delle famiglie disponibili; infine, il consolato ucraino mette a disposizione un modulo da compilare per mettersi in lista.

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