Ipotesi complotto di famiglia dell'ex fidanzatina dietro la morte di Alessandro, 13 anni

Sei ragazzi, tutti cugini fra loro tranne uno, sono indagati per cyberbullismo e per istigazione al suicidio. Gli insulti e le minacce del gruppo, prima in chat e poi di persona, avrebbero condotto il ragazzino di Gragnano (Napoli) a gettarsi dal terrazzo.

Sei ragazzi sono coinvolti nell’inchiesta sulla morte di Alessandro, il 13enne di Gragnano, nel napoletano, che giovedì 1° settembre 2022 è precipitato dalla finestra del quarto piano del palazzo in cui abitava. Il gruppo, composto dall’ex fidanzatina e da altri adolescenti, uniti alla 14enne da legami familiari strettissimi, è ora indagato per cyberbullismo e per istigazione al suicidio.

Morto a 13 anni cadendo dal balcone: ipotesi istigazione al suicidio

Secondo l’ipotesi degli inquirenti, infatti, i ragazzi – quattro minorenni e due maggiorenni, tra cui la sorella della ex – avrebbero inviato ad Alessandro messaggi intimidatori, facendogli temere il peggio quando lo incrociavano per strada. La relazione di Alessandro con una nuova ragazza avrebbe scatenato la reazione della ex e dei suoi compagni, in chat e poi dal vivo. Gli insulti e le minacce dei bulli – tutti cugini fra loro tranne uno – lo avrebbero poi condotto al tragico gesto. Lo hanno dimostrato le perizie sui cellulari sequestrati:Devi ucciderti, gli avrebbero scritto. “Non ci vedremo più“, è stato invece l’ultimo messaggio di Alessandro proprio all’ex fidanzatina.

Tutti i ragazzi coinvolti negano le accuse; uno di loro avrebbe già precedenti di bullismo anche se non legati alla stessa persona.

Il sindaco Nello D’Auria, che conosce bene i genitori della vittima, ha proclamato il lutto cittadino per il giorno del funerale. Poi ha aggiunto:

I genitori ancora vogliono sperare e aggrapparsi all’idea di un incidente, ma se due procuratori, tra Procura ordinaria e quella dei minorenni, scrivono i nomi di sei ragazzini, se gli investigatori dell’Arma raccolgono elementi, noi possiamo solo essere rispettosi e attendere, capire.

Anche il vescovo Franco Alfano, della diocesi di Sorrento-Castellammare di Stabia, è intervenuto:

La morte di un ragazzo, che si stava appena affacciando alla vita, è sempre innaturale, crudele e insensata. Quando ad essa sono legati moventi dettati dalla violenza verbale e psicologica da parte di altri adolescenti e giovanissimi, gli stessi che dovrebbero condividere la bellezza della stagione dei sogni, ci rendiamo conto che l’allarme è suonato e non possiamo far finta di nulla. Nessuno può lavarsi le mani. Uniamoci: Chiesa, politica, scuola e famiglie. Prima che sia troppo tardi.

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