Non è mai troppo tardi“. È quello che ha detto Ángela Álvarez, 95 anni, ritirando il Latin Grammy come Miglior nuovo artista dell’anno alla cerimonia di premiazione giovedì 17 novembre 2022. Alla Michelob Ultra Arena di Las Vegas, la cantautrice cubana ha commosso il pubblico con il suo discorso.

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Ángela Álvarez è stata riconosciuta come “rivelazione dell’anno” dai prestigiosi premi che l’industria discografica assegna agli artisti del mondo latino (e non solo). Tra questi, più volte, c’è stata anche Laura Pausini grazie ai suoi numerosi brani in lingua spagnola. L’interprete romagnola è, infatti, l’artista di origine non latina più premiata di sempre, con tredici nomination e quattro statuette vinte nel corso della sua carriera.

L’artista classe 1927, che ha condiviso ex aequo la statuetta con Silvana Estrada, 25 anni, è stata scortata sul palco dal nipote Carlos Jose Alvarez, artefice del successo della nonna. Nel suo discorso di ringraziamento, la donna ha affermato:

Dedico questo premio a tutti quelli che non hanno ancora realizzato i loro sogni. Anche se la vita è difficile, ricordatevi che c’è sempre una vita d’uscita. Con la fede e l’amore potete trovarla. Vi garantisco che è così.

Alvarez ci he messo 80 anni per realizzare il suo sogno. Ne aveva, infatti, 14, quando nella Cuba degli Anni ’40 cominciò a scrivere canzoni. Non intraprese mai la carriera nel mondo discografico a causa di un padre tradizionalista e conservatore. Fino a quando il nipote non si è imbattuto nei suoi testi. “Spero che l’intero progetto ispiri i giovani a parlare con i loro nonni. Fategli delle domande. Chiedetegli di raccontarvi i sogni che avevano. Le loro risposte potrebbero sorprendervi. Se non glielo chiediamo, non ce ne parleranno. La loro saggezza e i loro sogni se ne andranno con loro“, ha affermato Carlos Jose Alvarez.

È stato proprio grazie a lui, musicista professionista, che la 95enne cantautrice è riuscita a mettere piede in una sala di registrazione. Ángela Álvarez, il suo eponimo album d’esordio, è stato registrato, pubblicato e promosso da indipendente, supervisionato dal nipote e dal produttore spagnolo Misha’al Al-Omar. A un anno dalla sua uscita, conta poco più di 100 mila ascolti su Spotify. I brani raccontano i suoi tempi difficili, quando fuggì dall’oppressione della Cuba post-rivoluzionaria per trasferirsi negli Stati Uniti con la speranza di dare ai figli un futuro migliore.

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