
"Sono malato" la rivelazione di Bryan Johnson, l'uomo che si ineitta il sangue del figlio per non invecchiare
Lo ha rivelato lo stesso imprenditore milionario, che spende ogni anni milioni di dollari per tornare giovane.

Lo ha rivelato lo stesso imprenditore milionario, che spende ogni anni milioni di dollari per tornare giovane.

*** Aggiornamento del 9 luglio 2026 ***
Bryan Johnson aveva fissato una data precisa per quello che considerava il traguardo della sua missione: il 2039. Entro quell’anno, secondo le sue previsioni, i progressi della tecnologia avrebbero reso possibile sconfiggere la morte biologica, trasformando il corpo umano in un laboratorio vivente. Oggi, però, proprio quel corpo sul quale il fondatore di Blueprint ha investito milioni di dollari sembra avergli imposto un brusco richiamo alla realtà.
È stato lo stesso imprenditore ad annunciare sui social di aver ricevuto una diagnosi di gastrite autoimmune (AIG), una malattia cronica e rara in cui il sistema immunitario attacca la mucosa dello stomaco, compromettendone progressivamente la funzionalità. Attualmente non esiste una cura definitiva: i trattamenti disponibili mirano soprattutto a controllarne le conseguenze, come la carenza di vitamina B12 e di ferro.
La diagnosi è arrivata soltanto a maggio, un dettaglio che ha sorpreso molti osservatori. Johnson racconta infatti di essere sottoposto da anni a un monitoraggio continuo da parte di un’équipe di circa trenta specialisti, impegnati nell’analisi quotidiana di sangue, feci, composizione corporea e funzionalità degli organi per valutare ogni parametro del suo stato di salute e della sua età biologica. Nonostante questo livello di controllo, la malattia è rimasta inosservata fino a pochi mesi fa.
La gastrite autoimmune interessa una quota relativamente ridotta della popolazione, stimata tra il 2 e il 5%, e spesso può rimanere silente per molti anni. Proprio questa caratteristica rende la diagnosi particolarmente complessa, soprattutto nelle fasi iniziali.

Johnson, oggi quarantottenne, è diventato noto in tutto il mondo grazie al progetto “Don’t Die”, con cui sostiene di voler rallentare, e un giorno superare, il processo di invecchiamento. Attraverso il programma Blueprint ha investito milioni di dollari ogni anno in protocolli sperimentali, analisi continue e trattamenti finalizzati a ottimizzare ogni aspetto della fisiologia umana.
Nel tempo ha sostenuto che l’intelligenza artificiale, insieme allo studio di organismi dotati di straordinarie capacità rigenerative, come alcune specie di meduse o particolari enzimi presenti nei crostacei, avrebbe potuto fornire le chiavi per comprendere e, un giorno, replicare i meccanismi biologici alla base della longevità. Una visione che lui stesso descriveva come un obiettivo raggiungibile, purché fosse possibile “trasferire quel software agli esseri umani”.
Nel suo lungo messaggio ai follower, Johnson prova anche a individuare le possibili origini della malattia. Ritiene che abbiano contribuito le abitudini alimentari dell’infanzia e dell’adolescenza, caratterizzate dal frequente consumo di fast food e bevande zuccherate, oltre agli elevati livelli di stress vissuti durante gli anni dedicati alla costruzione delle sue aziende e a un lungo periodo di depressione. Ricorda inoltre che a 21 anni gli era stato diagnosticato un disturbo della tiroide, poi tenuto sotto controllo nel corso degli anni.
Ripensando alla propria storia clinica, individua nei livelli persistentemente bassi di ferritina il primo campanello d’allarme. Nonostante l’assunzione di integratori di ferro e l’assenza di anemia o sintomi evidenti, quei valori continuavano infatti a non normalizzarsi. Successivamente un’endoscopia, gli esami del sangue e il riscontro di elevati livelli di anticorpi anti-cellule parietali hanno portato al sospetto di gastrite autoimmune, confermato poi dalle biopsie gastriche.
Johnson ha sintetizzato la malattia con una frase d’impatto: “Il mio stomaco sta mangiando se stesso”. Dal punto di vista medico, ciò che accade è che il sistema immunitario produce anticorpi contro le cellule parietali dello stomaco, responsabili della secrezione di acido cloridrico e del fattore intrinseco, una proteina indispensabile per l’assorbimento della vitamina B12. Nel tempo questo processo può provocare atrofia della mucosa gastrica e importanti carenze nutrizionali.
La vicenda assume inevitabilmente un valore simbolico. L’uomo che ha trasformato la lotta all’invecchiamento nella propria ragione di vita si trova oggi a confrontarsi con una patologia autoimmune che nessun algoritmo, monitoraggio continuo o protocollo sperimentale era riuscito a intercettare in tempo. Non significa che la ricerca sulla longevità sia destinata al fallimento, ma ricorda quanto la biologia umana resti estremamente complessa e quanto, anche nell’era della medicina di precisione, esistano ancora limiti che la scienza sta cercando di comprendere.
Tutta la storia di Bryan Johnson è nell’articolo originale e nei suoi vari aggiornamenti, che seguono.
*** Aggiornamento del 14 luglio 2023 ***
Bryan Johnson ha deciso di smettere con le trasfusioni del plasma prelevato al figlio, idea che gli era venuta per mantenere la giovinezza.
L’imprenditore stava infatti portando avanti un progetto che prevedeva di iniettarsi un litro di sangue – o meglio, nello specifico solo il plasma – prelevato dal figlio diciassettenne, e fare lo stesso con il proprio sangue, passato al padre settantenne Richard. Il tutto per inseguire quel sogno di “eterna giovinezza” che, però, evidentemente non risiede in questa particolare idea. Motivo per cui Johnson ha deciso di sospendere l’ambizioso progetto, che gli è costato 100 mila dollari al mese, per un totale di più di 2 milioni all’anno.
Lo scambio di plasma giovane può essere utile per le popolazioni biologicamente più anziane o in determinate condizioni. Nel mio caso, i vantaggi non vanno ad aggiungersi alle altre attività che svolgo per tenermi in forma.
Ha detto.
*** Articolo originale ***
Bryan Johnson, un ricco imprenditore californiano di 45 anni, sta spendendo milioni ogni anno per avere di nuovo 18 anni. Anche se il suo medico ammette che i risultati sono minimi.
Johnson è innamorato dell’idea di essere di nuovo biologicamente giovane. Il suo desiderio è così impellente che solo quest’anno ha speso oltre $ 2 milioni in una serie di interventi medici ed esami volti ad aiutarlo a sembrare più giovane.
Si va dagli impulsi elettromagnetici per migliorare i muscoli del pavimento pelvico a un dispositivo che calcola il numero di erezioni che ha per notte. Johnson si sottopone regolarmente anche a risonanza magnetica e fa esaminare il grasso corporeo, la variabilità della frequenza cardiaca e campioni di sangue e feci.
Ad aprile del 2023 l’imprenditore ha studiato un vero e proprio scambio generazionale di emoderivati, con il figlio diciassettenne Talmage e il padre settantenne Richard, come riportato da Bloomberg. Al Resurgence Wellness, una spa medica ad Arlington, in Texas. Johnson si è fatto iniettare il plasma contenuto nel sangue prelevato al figlio – un litro, pari a circa 1/5 del suo corpo – e ha a sua volta donato un litro del proprio sangue al padre.
Secondo i ricercatori questa pratica potrebbe avere effetti collaterali estremamente pericolosi, ma a Johnson non sembra importare molto.
Caring for others begins with care of self pic.twitter.com/K7rQO3SVTO
— Bryan Johnson (@bryan_johnson) May 22, 2023
Johnson è seguito da un team di 30 medici che lo sottopongono a questi esami, talvolta invasivi. Oliver Zolman, il 29enne capo medico del progetto, sta cercando di “invertire il processo di invecchiamento in ciascuno degli organi di Johnson”. Un’ora sola di questi trattamenti ha un costo di 1.000 dollari.

Sebbene i dati siano preliminari, Johnson ha il cuore di un 37enne, la pelle di un 28enne e la capacità polmonare di un 18enne, secondo i test eseguiti dai suoi medici. La sua età biologica complessiva è di almeno cinque anni più bassa di quella anagrafica, secondo il rapporto. Tuttavia, Zolman ha tenuto a ridimensionare la portata di questi risultati.
“Non abbiamo raggiunto risultati degni di nota”, ha detto il medico. “In Bryan abbiamo ottenuto risultati piccoli e ragionevoli, e c’era da aspettarselo”.

Johnson segue anche un rituale di esercizio e alimentazione iper-rigoroso, assumendo due dozzine di integratori e medicine ogni giorno alle 5 del mattino, consumando 1.977 “calorie vegane” nel corso della giornata e facendo un’ora di esercizio fisico al giorno.
“Quello che faccio può sembrare estremo, ma sto cercando di dimostrare che il decadimento fisico non è inevitabile“, ha detto Johnson. Da quando ha iniziato a vedere i risultati ha continuato a portare avanti il suo progetto, nonostante le critiche. Molti infatti sono convinti che l’assenza di spontaneità nella sua vita gli impedisca sostanzialmente di vivere in modo sereno e felice.
Johnson ha però chiarito che il suo tentativo è quello di esplorare il potenziale inutilizzato della tecnologia emergente sulla longevità, che è in via di sviluppo.
Giornalista sulle nuvole, i miei grandi amori sono i libri, il cinema d'autore e gli animali. Sepulveda e Tarantino: le mie ossessioni.
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