Charléne di Monaco "supererà tutto": le parole del padre Michael Wittstock

In un'intervista rilasciata al giornale Sudafricano You, l'uomo ha parlato per la prima volta delle condizioni di salute della figlia: "Uscirà da questa situazione ancora più forte di prima".

Charléne di Monaco è forte e riuscirà a superare questo periodo difficile. Parola di papà Michael Wittstock, che, per la prima volta, è intervenuto sulle condizioni di salute della figlia rilasciando un’intervista al giornale sudafricano You: “uscirà da questa situazione ancora più forte di prima”.

Michael Wittstock, 75 anni, si è detto fiducioso perché conosce la forza fisica della figlia, temprata da anni di “allenamenti durissimi” in piscina: “Nuotava ogni giorno per venti chilometri“, ha raccontato a You.

"Charlène di Monaco è quasi morta in Sudafrica, perché il Palazzo minimizza?"

L’uomo ha anche spiegato le ragioni che hanno impedito a lui e alla moglie Lynette, 74 anni, di raggiungere la figlia in Sudafrica. La pandemia da Covid-19, infatti, li ha tenuti lontani per paura di contrarre il virus e per non rischiare, inoltre, di indebolire ulteriormente Charléne, già provata dai numerosi interventi chirurgici che ha dovuto subire a causa dell’infezione che ha colpito le vie respiratorie della principessa.

Dopo il breve rientro nel Principato a novembre, Charléne si è nuovamente allontanata da casa per via delle sue condizioni di salute. Come ha dichiarato il marito, Alberto di Monaco, alla rivista  Matin Monaco, la principessa sarebbe “stanca, fisicamente e psicologicamente, a causa della lunga degenza in Sudafrica e dei numerosi interventi subiti. Proprio per questo motivo avrebbe lasciato il Principato per raggiungere un luogo segreto, “lontano dalla Rocca, ma sufficientemente vicino per permettere a me e ai bambini di andare a trovarla“.

Tuttavia, non sono pochi i rumors che si susseguono da circa un anno sul possibile divorzio tra la principessa e Alberto di Monaco e, secondo quanto riportato dalla rivista francese Voici, l’ex nuotatrice professionista si troverebbe in una clinica in Svizzera per curare la sua dipendenza da sonniferi e soprattutto allontanarsi dalla rigida e soffocante vita di palazzo.

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