Claudio Baglioni annuncia il ritiro dalla musica: "Terminerò la mia attività entro il 2026"

L'artista romano ha dato l'annuncio in conferenza stampa, definendo il periodo che lo attende "non un conto alla rovescia ma un canto alla rovescia", pur sottolineando di non voler restare inoperoso.

La carriera musicale di Claudio Baglioni è vicina alla conclusione. È stato lui stesso ad annunciarlo attraverso una conferenza stampa organizzata poco prima delle cinque tappe milanesi del suo tour aTuttocuore, l’ultima delle quali prevista il 6 febbraio 2024. Una scelta davvero particolare, non così usuale per gli artisti, e inaspettata per alcuni, ma che lui desidera definire “non un conto alla rovescia ma un canto alla rovescia”.

Il limite è già stato prefissato e arriverà dopo avere superato i 60 anni di repertorio, iniziati quando aveva solo tredici anni, grazie alla partecipazione a un concorso di voci nuove a Centocelle. “Terminerò la mia attività entro il 2026, facendo una serie di progetti e mettendoli in atto, ma saranno tutti ultimi giri” – sono state le sue parole.

La sua è una decisione pienamente consapevole, che nasce prendendo spunto da un insegnamento paterno, che lui non ha mai dimenticato, ma che anzi è diventato una massima che vuole portare avanti in ogni ambito: “Mi ricordo ciò che diceva mio padre: dal ring si scende quando si è vincenti – ha detto ancora – Chiamo il mio giro d’onore, vorrei cantare e suonare per mille giorni ancora e concedermi quello che fanno gli sportivi “. Insomma, ora lui sembra intenzionato a mettere in atto le parole di una delle sue canzoni più celebri, Mille giorni di te e di me. 

Claudio Baglioni non ha mancato di spiegare cosa lo abbia portato ad arrivare a questa presa di posizione importante: il tempo passa per tutti (lui compirà 73 anni a maggio 2024), anche la qualità della sua voce potrebbe risentirne, per questo lui vorrebbe che i fan abbiano un bel ricordo di lui: “Non pretendo che questo venga considerato un lavoro usurante. E comunque la paga è molto gratificante, quello che ho fatto è sempre meglio che lavorare – scherza lui – Io temo la delusione. Non voglio arrivare al momento in cui si diventa macchiette, in cui si deve lavorare sulle foto in maniera eccessiva per mantenere una parvenza di magia”.

Da qui al 2026 l’interprete di Questo piccolo grande amore non resterà comunque inoperoso, in questi mille giorni lui riuscirà ancora a regalare grandi emozioni a chi lo segue da tempo: “Di progetti ce ne sono alcuni – ha aggiunto -.  Atuttocuore andrà avanti ancora. Sto dividendo questi progetti per tipologia. Quest’opera, di quello che io chiamo teatro totale, è quella più riuscita. In questo tempo ci saranno quattro o cinque progetti più lunghi e un paio di exploit”.

Non è mancato un piccolo bilancio di quanto fatto in questo oltre mezzo secolo di attività: “Il pubblico mi ha amato? Non so il perché. Non ho fatto sempre bene – dice lui -. Quando ho terminato La vita è adesso ho detto ‘Che brutto disco ho fatto…’. E ci credevo. È diventato il disco più venduto della musica italiana, oltre 4 milioni di copie. Per dire che a volte i motivi del successo sono imponderabili. Per il resto credo sia stato soprattutto un accompagnarsi con varie persone. A tutti questi mi sento dire che poteva andare loro meglio, ma anche molto peggio” – ha concluso.

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