In Italia sono oltre 30.000 i minorenni in attesa di adozione. Ne parla Dear Mama

Un documentario, prodotto dalla Società Italiana di Pediatria e scritto e diretto da Alice Tomassini, che racconta di un mondo fatto di sofferenze e speranze: ci sono le storie di chi sogna una famiglia, ma ormai non ci crede più, di chi si è quasi sentito sollevato andando via dai genitori naturali, e di chi ha creato favole dove l'Istituto diventa un castello per eroi ed eroine che non hanno i genitori.

In Italia, sono oltre 30.000 i minori che vivono nelle strutture di accoglienza in attesa di essere adottati. Bambini, ragazzi e adolescenti che sognano l’amore e il conforto di una famiglia, ma che troppo spesso crescono solo nel ricordo di esperienze traumatiche e nel dolore di un fallimento adottivo.

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Le strutture che accolgono questi minori, nascono per cercare di soddisfare il diritto di ogni bambino e bambina di vivere serenamente la loro età senza essere travolti dalle sofferenze dei genitori. Quando questo diritto viene a mancare nel nucleo familiare di origine, vengono accolti in un ambiente ospitale che sa ascoltarli, e rispettare i loro tempi.

Ma il rischio che in queste strutture i minorenni crescano e diventino adulti è alto. Il documentario Dear Mama, prodotto dalla Società Italiana di Pediatria, scritto e diretto da Alice Tomassini, racconta questo mondo fatto di sofferenze e speranze, dal punto di vista di coloro che lo hanno vissuto e lo vivono tutti i giorni in prima persona, portando in video la loro testimonianza potente e carica di emozioni.

Ci sono le storie di chi sogna una famiglia, ma ormai non ci crede più perché “Tanto chi mi adotta, ho già 17 anni… però mi sarebbe piaciuto sentirmi parte di una famiglia”, quella di chi si è quasi sentito sollevato andando via dai genitori naturali, nella speranza di trovare serenità. E chi ha creato favole dove la Casa Famiglia diventa un castello per principi, principesse, eroi ed eroine che non hanno i genitori.

“Non si ereditano solo geni ma storie spesso tristi e dolorose. – spiega Pietro Ferrara, Responsabile Pediatria e professore Ordinario di Pediatria Generale e Specialistica all’Università Campus Bio-Medico di Roma – Questi bambini meritano certamente il riconoscimento dei diritti fondamentali dell’essere umano, ma soprattutto quell’amore e quell’affetto necessari per crescere serenamente”.

Le parole di Ferrara, riportate sul sito web del documentario Dear Mama, ci ricordano anche il diritto ad avere una famiglia è del bambino e non degli aspiranti all’adozione che possono solo esprimere la loro “disponibilità. L’istituto dell’adozione, quindi, ha per fine di soddisfare il diritto di ogni bambino ad avere una famiglia e non viceversa.

Il pediatra spiega anche che spesso, in alcune famiglieLo spazio di accettazione è solo fisico ma non mentale e alcune coppie non sono in grado di rispondere in maniera adeguata alle esigenze del nuovo arrivato e non sono in grado di adattarsi alla nuova realtà”. Una situazione con un risvolto drammatico perché per i bambini si palesa il rischio di ritornare negli Istituti, e l’incubo dell’abbandono torna a farsi realtà.

Nel mese di luglio 2021, il ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali Andrea Orlando, aveva presentato il report dell’Istituto degli Innocenti, contenente i dati sui bambini e ragazzi in affidamento familiare e nei servizi residenziali al 31 dicembre 2019: sul territorio nazionale, in quella data, era presenti 27.608 minori collocati fuori famiglia, suddivisi quasi per metà affidamento familiare e servizi residenziali per minorenni. Ma ora, i nuovi dati forniti dal documentario di Dear Mama, ci parlano di numeri in aumento, con oltre 30.000 minori in cerca di una famiglia.

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