"Da soli non ce la facciamo". Famiglia morta a Pietralata, nelle lettere ai parenti il perché della tragedia

Luca Ambasciano e Valentina Pambianco non avrebbero retto ulteriormente alle difficoltà legate alla gestione della figlia, nata con una grave disabilità, come testimoniato anche dalle lettere indirizzate ai parenti.

È stata la tragedia della disperazione, del senso di abbandono, quella che si è consumata nella giornata del 31 agosto a Pietralata, quartiere del IV Municipio di Roma.

Lì, nell’abitazione di via dell’Antracite, sono stati ritrovati i corpi senza vita di Luca Ambasciano, 42 anni, tecnico informatico, della moglie Valentina Pambianco, 41 anni, e della loro bambina, Bianca, non ancora 6 anni; accanto a loro, anche il corpo esanime del cane di famiglia.

Una famiglia completamente distrutta in quello che gli inquirenti sembrano propensi a ritenere un omicidio suicidio, e che racconta di una situazione che ormai i coniugi vedevano senza via d’uscita.

“Erano seguiti dai nostri servizi sociali – ha raccontato ai media Massimiliano Umberti, presidente del IV Municipio di Roma -La figlia era gravemente disabile. Erano persone per bene, che lottavano da anni”.

Proprio la grave disabilità della piccola avrebbe alla lunga logorato la famiglia, a causa delle enormi difficoltà legate alla sua gestione e alla cura; questo emerge anche dalle lettere, circa una dozzina, indirizzate ai parenti della coppia e scritte dai due coniugi. In quelle righe ci sarebbe il racconto, disperato ma estremamente lucido, su quanto fosse complicato affrontare la situazione della piccola Bianca senza un adeguato sostegno. “Da soli non ce la facciamo”, questo sarebbe il senso ricorrente delle lettere, nelle quali i genitori avrebbero fatto riferimento anche alle difficoltà economiche e alla necessità di assistenza per prendersi cura della bambina.

La presenza dei messaggi sembra dunque rafforzare la pista investigativa secondo cui il gesto sarebbe stato pianificato dai due genitori. Restano tuttavia da chiarire con precisione la dinamica e la sequenza degli eventi, ragion per cui gli inquirenti stanno indagando, e si serviranno probabilmente anche del test dello stub, utile a stabilire chi materialmente abbia utilizzato l’arma, una pistola legalmente detenuta da Luca Ambasciano.

Il 42enne lavorava nel settore informatico, mentre la moglie, Valentina Pambianco, 41 anni, aveva avuto alcune esperienze professionali ma, secondo quanto emerso dalle prime ricostruzioni, negli ultimi anni si era dedicata soprattutto alla famiglia e alla cura della figlia.

La coppia si era sposata prima della pandemia e viveva da tempo nel quartiere di Pietralata, in via dell’Antracite. La nascita della bambina, arrivata prematuramente e con una grave disabilità, aveva segnato profondamente la vita familiare.

Nel suo intervento alla stampa Massimiliano Umberti ha voluto sottolineare come quella della famiglia non fosse una situazione di marginalità sociale, e ha spiegato che la famiglia riceveva anche un sostegno economico da parte dell’amministrazione; un gesto, ha aggiunto il presidente del IV Municipio, che tuttavia “non è bastato”, e che lascia “tanto rammarico e soprattutto disperazione”.

Umberti ha poi spiegato di non aver conosciuto personalmente i due genitori, ma di aver ricevuto dagli uffici comunali le prime informazioni sulla situazione familiare. “È sempre stata una lotta per l’accettazione di questa cosa. Non so se oggi non ce l’hanno fatta più. È un dramma”.

Il presidente del Municipio ha infine annunciato la presenza dell’amministrazione ai funerali e ha evidenziato le difficoltà delle istituzioni nel fornire risposte sufficientemente efficaci alle famiglie che affrontano situazioni di particolare complessità.

“Il più grosso male che c’è oggi, secondo me, è proprio che di fronte a determinate problematiche non si riescono a dare delle risposte più efficaci. Perché non se ne ha la possibilità”, ha concluso.

A far scattare l’allarme, nel pomeriggio di ieri, 31 agosto, è stato un familiare, preoccupato perché da tempo non riusciva a mettersi in contatto con la coppia. Intorno alle 13, sul posto sono arrivati i Vigili del Fuoco, che hanno forzato la porta dell’appartamento.

All’interno, i soccorritori hanno trovato i quattro corpi senza vita. Sono intervenuti anche il personale del 118 e i carabinieri, che hanno avviato gli accertamenti per ricostruire quanto accaduto.

Secondo una prima ricostruzione, la tragedia potrebbe essersi consumata nella serata di domenica.

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