Lorena Isceri picchiata, rapita e gettata nel vuoto dall'ex. Prima di morire aveva chiamato il 112

Mentre si trovava nel bagagliaio dell'auto, la vittima è riuscita a chiamare il 112, che purtroppo non è intervenuto in tempo per salvarle la vita. Morto anche il suo assassino.

L’avrebbe aspettata e aggredita nel garage di casa, dopo che lei era appena tornata dal lavoro, e lì l’avrebbe picchiata e legata, caricandola poi nel bagagliaio della sua stessa auto.

Da lì, Lorena Isceri è stata anche in grado di fare ben tre telefonate, che purtroppo non sono servite a salvarle la vita; quella vita che l’ex compagno, Federico Vella, ha deciso di toglierle lanciandola da un viadotto dell’autostrada A1, all’altezza di Barberino del Mugello, Firenze.

Subito dopo averla uccisa, anche il 36enne si è lanciato nel vuoto.

Isceri, originaria di Lecce ma residente nel capoluogo toscano, lavorava nel settore marketing per un’azienda veterinaria, mentre Vella era impiegato in un autonoleggio; la loro storia era finita qualche giorno fa, e l’uomo aveva lasciato dei messaggi sui social che, adesso, assumono connotazioni decisamente sinistre, alla luce di quanto accaduto.

“Certi incastri sono così perfetti che, anche se li separi, la forma dell’altro ti rimane addosso per sempre” scriveva il 36enne appena ieri, poco prima di compiere la sua strage, su Instagram, nel profilo che, ancora adesso, risulta pubblico e dove sono tante le foto assieme alla ex fidanzata; quella donna a cui subito dopo, in quello stesso post, rivolgeva un pensiero: “A te, che sei la donna che ho amato con tutto me stesso e ho perso per la mia stupidità. Sarò tuo anche se non posso più esserlo“.

Ma è l’ultima storia pubblicata sullo stesso social a inquietare ancora di più; sull’immagine di una frase dedicata al dolore per una separazione, Vella ha scritto tre semplici parole: “Addio a tutti”. Un messaggio che, ora, suona come un drammatico commiato, anche se naturalmente nessuno avrebbe potuto intuire la tragedia che di lì a poco si sarebbe consumata.

Secondo le prime ricostruzioni degli investigatori, intorno alle 14.30 di giovedì, Vella avrebbe atteso Isceri nel garage della sua abitazione, per poi aggredirla quando la donna è rientrata. Dopo averla picchiata, le avrebbe legato mani e piedi con alcune fascette e l’avrebbe rinchiusa nel bagagliaio del suo stesso suv. A quel punto si sarebbe messo alla guida, dirigendosi verso l’autostrada.

Nel frattempo, però, Isceri è riuscita a trovare il telefono cellulare all’interno dello zaino che Vella aveva gettato nel bagagliaio e ha chiamato prima la madre, poi un amico, ma con entrambi le telefonate si sono interrotte, e infine il 112, con cui sarebbe rimasta al telefono per circa venti minuti.

Durante la chiamata, Isceri avrebbe spiegato di essere stata rapita sotto casa e avrebbe chiesto aiuto, dicendo di temere che l’ex compagno volesse ucciderla.

Gli operatori del 112 hanno nel frattempo cercato di localizzare il cellulare e di individuare il suv. Le operazioni sono state rese più difficili dal fatto che il telefono era in movimento e passava da una cella telefonica all’altra. Isceri è però riuscita a comunicare agli agenti anche la targa della propria automobile, consentendo alla polizia di restringere progressivamente le ricerche.

La posizione del veicolo è stata infine individuata incrociando la geolocalizzazione del telefono con le immagini delle telecamere presenti lungo l’autostrada; quando la polizia ha individuato il suv, il veicolo si trovava sull’autostrada A1, nella zona di Barberino del Mugello.

Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, Vella si sarebbe accorto che Isceri stava parlando con la polizia e avrebbe fermato l’automobile sul viadotto. Nella registrazione della telefonata si sentirebbe l’uomo rivolgersi alla ex compagna e chiederle che cosa stesse facendo. Poco dopo, la comunicazione si interrompe.

Gli agenti sarebbero arrivati sul posto quando ormai era troppo tardi. Vella avrebbe gettato Isceri dal viadotto poco prima del loro arrivo.

Resta da chiarire se la donna fosse ancora viva nel momento in cui è stata gettata nel vuoto. Le immagini delle telecamere che sorvegliano quel tratto dell’autostrada saranno esaminate dagli investigatori per ricostruire con precisione gli ultimi momenti della vicenda.

Le fasi immediatamente successive sarebbero state riprese dalle bodycam degli agenti intervenuti sul posto. Secondo quanto riferito dalla polizia, Vella avrebbe iniziato a pronunciare frasi sconnesse prima di lanciarsi a sua volta dal viadotto.

I corpi dei due sono stati recuperati dal terreno sottostante, a diverse decine di metri di profondità, e trasferiti all’ospedale Careggi, dove saranno effettuati gli accertamenti autoptici.

Le indagini dovranno ora ricostruire anche ciò che è accaduto nei giorni precedenti, per capire se l’omicidio fosse stato pianificato.

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