È iniziata ufficialmente la fase 2. E, come prevedibile, è stata creata una nuova autocertificazione. La grande novità odierna è che per chi va al lavoro non ce ne sarà bisogno: basterà esibire il tesserino dell’azienda nel caso in cui si venga fermati per un controllo.

I contagi sono in diminuzione ma il virus sta continuando a circolare in tutta Italia. Perciò da oggi fino al 18 ci saranno ancora alcune limitazioni della libertà di movimento dei cittadini.

Se la situazione in queste due settimane dovesse migliorare ulteriormente, allora per l’ultima decade di maggio è possibile che l’unico obbligo che rimarrà in vigore sarà quello di indossare la mascherina.

Il coronavirus sta mutando, scoperti nuovi sintomi: tremori, orticaria e geloni

Come nei giorni scorsi, chiunque sia impossibilitato a stampare il modulo può richiederlo agli operatori di Polizia, che sono tenuti a fornirne uno. Sul sito del Viminale è possibile scaricare il pdf della nuova autocertificazione da stampare

Nel modulo c’è uno spazio vuoto in cui si potrà scrivere “visita a parenti e congiunti”. In caso di controllo bisognerà dichiarare solo il grado di parentela della persona che si va a trovare, non il nome. Una volta incontrato il congiunto (o i congiunti) bisognerà comunque evitare assembramenti, rispettare la distanza interpersonale di un metro e usare la mascherina.

Sulla nuova autocertificazione sono anche sei righe in bianco, che possono essere compilate nel caso in cui si volesse indicare la ragione dello spostamento. Altra novità rilevante è la possibilità di usare il precedente modello, barrando le voci non più attuali.
Rimane vietato lo spostamento tra regioni, salvo che per motivi di salute, lavoro o in generale “necessità urgenti”.

Dal Viminale il segnale è chiaro: i controlli della Polizia dovranno essere orientati verso la tutela dei 4 milioni di italiani che torneranno a lavorare a partire da oggi.

Appare pressoché certo che, anche complice il bel tempo che insiste su gran parte d’Italia, da oggi moltissime persone usciranno di casa per “prendere una boccata d’aria”. 14 giorni cruciali, per capire se dal 18 maggio si potrà realmente, un passo alla volta, tornare alla normalità.

La discussione continua nel gruppo privato!