Federica Pellegrini e il dibattito sugli atleti transgender: "Lo sport si occupi di loro"

Il riferimento è al caso Lia Thomas, la nuotatrice statunitenese famosa per i suoi traguardi conseguiti nel 2021 e nel 2022 nei campionati femminili Ncaa. In un'intervista a Giulia Zonca, l'atleta italiana ha espresso la sua opinione a riguardo.

Federica Pellegrini è tornata a parlare del suo matrimonio con Matteo Giunta (suo ex allenatore) – in programma per fine agosto 2022 a Venezia – in un’intervista rilasciata a Giulia Zonca. Dopo l’addio al nubilato a Formentera, l’ex nuotatrice ha svelato alcuni dettagli, confermando che la cerimonia si svolgera in chiesa. Ma le sue nozze, attesissime nel mondo dello sport e non solo, non sono state l’unico argomento trattato. Pellegrini ha infatti rilasciato delle dichirazioni anche in merito alla questione degli atleti transgender.

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Dal momento che la sportiva di Mirano fa parte del Comitato olimpico internazionale (Cio), l’intervistatrice le ha chiesto: “Come trattate il tema di chi ha cambiato sesso?“. Nel porle questa domanda, Zonca ha fatto riferimento al caso Lia Thomas, la nuotatrice statunitenese diventata oggetto di un dibattito pubblico accesissimo sulle donne transgender nello sport, per i suoi traguardi atletici conseguiti nel 2021 e nel 2022 nei campionati femminili Ncaa (National Collegiate Athletic Association).

Il tema è superdelicato“, ha risposto Federica Pellegrini, che ha poi precisato:

Parto dal presupposto che lo sport debba essere aperto a tutti, maschi, femmine, fluidi e trans però se a livello amatoriale è giusto lasciare libere le iscrizioni, a livello olimpico bisogna garantire una competizione equa. Il Cio si è esposto e ha lasciato alle singole federazioni la possibilità di regolamentarsi in materia. Da sport a sport i parametri cambiano molto. Penso che si debba arrivare a definire un protocollo scientifico basato su studi attenti e formularlo al dettaglio.

Per quanto riguarda Thomas, che fino al 2019 gareggiava nelle competizioni maschili, Zonca ha chiesto: “Forse la parità passa anche dagli atteggiamenti, isolare sul podio Lia Thomas aveva senso?“.

A questa domanda, Pellegrini ha replicato:

Lei non sta vivendo un periodo facile. Difende un principio legittimo che però urta la sensibilità delle altre. Non si sono sentite protette e questo non può succedere. È un territorio ancora inesplorato, dal punto di vista fisiologico non abbiamo ancora le risposte che servono. Allenarsi da uomo per 18 anni vuol dire definire il corpo e la resistenza in un modo che magari resta anche dopo una transizione. Servono linee guida certe e purtroppo non siamo lì.

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