Sono 116 le donne uccise nel 2021, di cui 100 in ambito familiare/affettivo, e 68 di loro hanno trovato la morte per mano del partner o ex. Un numero di femminicidi che fa paura e a cui corrispondo nomi e storie che meriterebbero di essere raccontate.

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L’allarme è alto e purtroppo, come dichiarato dal magistrato Fabio Roia, solo il 12% delle vittime aveva denunciato. “C’è stata una lieve crescita dei reati rispetto al 2020”, ha affermato il prefetto Vittorio Rizzi, vice Direttore Generale della Pubblica Sicurezza e Direttore centrale della polizia criminale, “che era stato caratterizzato dal lockdown e dalle pesanti restrizioni alla circolazione, ma nel 2021 ci siamo comunque attestati su livelli generali più bassi del periodo pre-pandemia”.

I dati contenuti nell’aggiornamento settimanale del report sugli omicidi volontari curato dal Servizio analisi criminale della direzione centrale della Polizia criminale, ci dicono che rispetto allo stesso periodo del 2020, si nota un lieve incremento (+1%) nel numero totale degli eventi (da 285 a 289).

Il totale dei delitti commessi in ambito familiare o affettivo, passa da 147 a 144, un leggerissimo cambiamento che è quasi nullo per le vittime donne che, da 101 nel periodo primo gennaio-26 dicembre 2020, scendono a 100 nell’analogo periodo 2021. Resta invariato il numero delle donne vittime di femminicidi, confermando la drammaticità di questo reato.

Solo nel periodo tra il 20 e il 26 dicembre 2021 (sei giorni), sono stati commessi 5 omicidi: l’ultima vittima è una donna uccisa a coltellate a Gradara, nel Pesarese, per mano del suo convivente che l’avrebbe accoltellata.

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