Femminicidi in Italia nel 2021: non numeri, ma nomi e vite

Clara, Lidia, Sharon. Sono solo alcuni dei nomi delle donne uccise in questo inizio di 2021. I femminicidi continuano a essere una piaga orribile.

Siamo a metà dell’anno e il bilancio dei femminicidi sembra purtroppo non registrare alcun calo significativo. 26 le vittime finora in Italia, uccise soprattutto da ex compagni o mariti.

Se è vero che l’emergenza sanitaria del Covid, che ha caratterizzato gran parte dell’anno appena passato, ha ridotto in generale il numero degli omicidi nel nostro Paese, per ragioni piuttosto ovvie (il lockdown e l’impossibilità di uscire di casa), d’altro canto non ha cambiato le cose per quanto riguarda i femminicidi, anzi li ha leggermente aumentati. Ricordiamo, a questo proposito, che il femminicidio non è un semplicemente l’omicidio di una donna, ma una fattispecie specifica che, come recita il vocabolario Treccani, ha a che fare con

 L’uccisione diretta o provocata, eliminazione fisica o annientamento morale della donna e del suo ruolo sociale.

Il Coronavirus ha chiuso in casa le donne con i loro aguzzini

Donne uccise in quanto tali, perché considerate proprietà dei loro uomini, di quelli che le avrebbero volute, comunque sempre subordinate a essi. Giudicate “meno”, senza potere né, quindi, opportunità di scelta, e quindi condannate a essere le vittime sacrificali di carnefici cresciuti con la malsana idea di poter possedere una donna o il suo amore.

C’è chi, come la vittima del 19 febbraio, Clara Ceccarelli, commerciante di 69 anni massacrata a Genova dall’ex compagno, si era già pagata il funerale: un retroscena agghiacciante, reso noto da un commesso del suo negozio alla sezione genovese di Repubblica, che la dice lunga sul senso di impotenza e di abbandono cui troppo spesso sono precipitate le vittime. Lo abbiamo visto, negli anni, tante, troppe volte: quando hanno la forza di denunciare, queste donne non riescono sempre a ricevere la protezione di cui necessitano, e finiscono con il vivere nel terrore o, peggio, nella totale e passiva rassegnazione, come successo a Clara.

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C’è di più: le vittime di questi massacri non sono solo le donne che perdono la vita a causa di una mentalità patriarcale e maschilista, in qualche modo “appoggiata” anche dalle varie tesi con cui i media e l’opinione popolare spesso trovano giustificazioni a questi femminicidi (era geloso; l’amava troppo; lei lo voleva lasciare; lo trascurava. Quante volte abbiamo sentito questo refrain, come se tutto ciò lenisse, in qualche modo, la colpa dell’assassino, o la riversasse sulla vittima?).

Vittime perenni di queste morti sono anche i parenti: i genitori, i figli, i fratelli e le sorelle che restano convivendo con il dolore di non aver potuto “fare di più”, di non aver “letto i segnali”, e che spesso si trovano anche a dover sopportare la beffa dell’assassino delle loro care in libertà.

Lo abbiamo visto tantissime volte, anche con le interviste fatte nel corso del nostro progetto Quanto vale la vita di una donna? e L’amore è un’altra storia.

Irrisorie, ad esempio, le cifre offerte come risarcimento ai parenti delle vittime di femminicidio. Lo sono certamente rispetto al dolore, e partendo dal presupposto che nessuna cifra sia davvero mai sufficiente per colmare un vuoto del genere. Anche se, a onor di cronaca, qualche timido cenno di miglioramento c’è stato; leggiamo da questo articolo della direttrice di Roba da Donne, Ilaria Dondi:

Insieme possiamo salvare la vita di una donna. Anche la tua!

[…] Gli indennizzi alle vittime dei reati intenzionali violenti non sono più quelli scandalosi previsti fino a poco fa dal D.M. 31 agosto 2017 (e inseriti nel trailer) con il quale l’Italia riteneva di aver aderito alla direttiva europea 2004/80/CE, che obbliga gli stati membri a garantire alle vittime indennizzi equi e adeguati, di:

7.200 euro – Reato di omicidio
8.200 euro (in favore dei figli della vittima) – Omicidio commesso dal coniuge o da persona che è stata legata da relazione affettiva alla persona offesa
4.800 euro – Violenza sessuale, salvo che ricorra la circostanza attenuante della minore gravità
Massimo 3.000 euro a titolo di rifusione delle spese mediche e assistenziali – Altri reati

Ma sono quelli del decreto del Ministero dell’interno del 22 novembre 2019, pubblicato sulla gazzetta ufficiale del 23 gennaio 2020, n. 18:

50.000 euro – Reato di omicidio
60.000 euro (in favore dei figli della vittima) – Omicidio commesso dal coniuge o da persona che è stata legata da relazione affettiva alla persona offesa
25.000 euro – Violenza sessuale, salvo che ricorra la circostanza attenuante della minore gravità
25.000 euro a titolo di rifusione delle spese mediche e assistenziali – Altri reati

Cifre e numeri a parte, però, quel che rimane di certo è che il triste leit motiv degli anni passati sembra perpetuarsi anche in questo 2021: le vittime inserite nella lista da Femminicidio Italia sono, purtroppo, davvero molte.

Queste sono tutte le vittime della follia omicida.

1. Ilenia Fabbri, 6 gennaio 2021

Fonte: Fanpage

La quarantaseienne Ilenia Fabbri, è stata trovata morta la mattina di sabato 6 gennaio 2021 nella sua casa di Faenza, ma il suo non è stato subito classificato come femminicidio.

Solo in un secondo momento gli inquirenti hanno deciso di procedere con le indagini nei confronti di Claudio Nanni, 53 anni, ex marito contro cui Ilenia aveva avuto diverse cause pendenti in tribunale per la divisione del patrimonio coniugale. Ilenia aveva iniziato una relazione con un altro uomo, e abitava in casa con la figlia ventunenne, anche se Fabbri saltuariamente tornava nell’abitazione per stare con la figlia.

A scoprire il corpo di Ilenia proprio la compagna della figlia, che era rimasta a dormire nella casa la notte precedente; Nanni era passato poco prima delle 6 a prendere sua figlia per portarla a comprare un’auto, mentre la compagna, in casa, è stata svegliata da un frastuono e da urla, avvertite anche dagli altri vicini. La ragazza ha dichiarato anche di aver visto una sagoma, effettivamente ripresa anche da alcune telecamere di sorveglianza.

Ilenia Fabbri è stata uccisa da un singolo colpo alla gola, che ha reciso l’arteria e la vena.

A portare gli investigatori verso Nanni ci sono le denunce per maltrattamenti di Ilenia, risalenti al 2017, con tanto di decreto penale di condanna, e le cause legate alla cessione di un’attività commerciale e una richiesta di risarcimento di lei del valore di 500 mila euro per il mancato compenso di una somma di denaro legata alle sue prestazioni lavorative.‍

È emerso anche che nel 2019 Nanni avrebbe chiesto a un’ex compagna informazioni sulla conoscenza di una persona che avrebbe potuto fare del male alla ex moglie, e alcune minacce di morte rivolte a Ilenia. Nella notte tra il 2 il 3 marzo 2021 è scattata l’ordinanza di custodia cautelare per Nanni e un suo conoscente, Pierluigi Barbieri, 52 anni pluripregiudicato, ritenuto l’esecutore materiale dell’omicidio.

2. Sharon Barni, 11 gennaio 2021

Fonte: laprovinciadicomo

Sharon aveva solo 18 mesi. È arrivata in gravi condizioni al Papa Giovanni XXIII di Bergamo l’11 gennaio 2021, dove è morta. Inizialmente la sua morte è stata descritta come un incidente domestico avvenuto nella casa di Cabiate, nel comasco, in cui la piccola viveva con la mamma e il compagno di quest’ultima, Gabriel Robert Marincat.
L’autopsia ha rinvenuto sul corpicino di Sharon varie lesioni, riconducibili a violenze ripetute, anche sessuali. Le forze dell’ordine hanno sottoposto al fermo Marincat, che si è avvalso della facoltà di non rispondere.

3. Victoria Osagie, 16 gennaio 2021

Fonte: veneziatoday

La trentaquattrenne Victoria Osagie è stata uccisa a coltellate dal marito, Moses Ewere Osagie, nella casa di Concordia Sagittaria, in provincia di Venezia.

Secondo le ricostruzioni fra i due sarebbe esploso un violento litigio, culminato con l’uccisione di lei, di fronte ai tre figli della coppia e ad altri due uomini, un amico di Moses e un coinquilino.

Nel corso dell’interrogatorio Moses avrebbe detto di aver agito perché convinto di essere stato tradito, adducendo quindi a giustificazione la logica del possesso che nulla ha a che vedere con l’amore.

4. Roberta Siragusa, 24 gennaio

Fonte: fanpage

Il corpo della diciassettenne è stato trovato la mattina del 24 gennaio 2021 a Caccamo, in provincia di Palermo: era in un burrone, semi carbonizzato. A portare i carabinieri sul luogo del ritrovamento di Roberta il fidanzato di lei, Pietro Morreale, 19 anni, che si è poi avvalso della facoltà di non rispondere.

Roberta al momento del ritrovamento era semi carbonizzata, con parte dei capelli rasati (non si sa se tagliati volontariamente o come conseguenza delle fiamme), e seminuda. Il 25 gennaio la Procura di Termini Imerese ha disposto il fermo per il ragazzo, con le accuse di omicidio volontario e occultamento di cadavere, non convalidato nell’udienza davanti al Gip il 28 gennaio per la mancanza del pericolo di fuga. Tuttavia il giudice ha disposto per lui la permanenza in carcere.‍ Chi conosceva i due parla di un rapporto malato, con lui che aveva già usato violenza nei confronti della fidanzatina.

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5. Tiziana Gentile, 26 gennaio

Fonte: Repubblica

La quarantottenne bracciante agricola Tiziana Gentile è stata uccisa nel pomeriggio del 26 gennaio 2021 all’interno della sua abitazione a Orta Nova, in provincia di Foggia. È stata ritrovata con varie ferite d’arma da taglio e i pantaloni abbassati.

Per il suo omicidio è stato arrestato un conoscente della vittima, Gerardo Tarantino, di 46 anni, anche lui bracciante agricolo, che ha ammesso di essersi recato a casa di Tiziana per delle imprecisate questioni relative alle buste paga.

Nonostante abbia negato le sue responsabilità, Tarantino è finito al centro dei sospetti per alcune telefonate fatte alla figlia della vittima, in cui chiedeva di venire in soccorso della madre che si trovava in pericolo.

Interrogato in caserma come principale indiziato, l’uomo negò qualsiasi responsabilità. Nel corso del colloquio aveva anche compiuto atti di autolesionismo ripetendo ossessivamente di essere innocente. Molti però i sospetti su di lui che, successivamente al delitto, aveva contattato ripetutamente la figlia della vittima chiedendole confusamente di giungere in soccorso della madre perché si trovava in pericolo. L’uomo avrebbe nutrito del rancore nei confronti di Tiziana, che era amica della sua ex moglie e a sua volta separata, ma in buoni rapporti con l’ex marito.

Dopo aver tentato varie volte il suicidio in cella, Tarantino si è effettivamente tolto la vita in carcere il 3 aprile, impiccandosi.

6. Teodora Casasanta, 29 gennaio 2021

Fonte: fanpage

È l’ultima vittima di gennaio. Teodora Casasanta, 39 anni, è stata uccisa assieme al figlio Ludovico, di 5 anni, dal marito e padre Alexandro Vito Riccio, 39 anni, a Carmagnola, in provincia di Torino.

Il gesto sarebbe premeditato, perché sul posto è stato rinvenuto un biglietto in cui Riccio manifestava l’intenzione di uccidere la moglie e suo figlio. Dopo averli accoltellati, l’uomo ha tentato di togliersi la vita, tagliandosi le vene e gettandosi dal balcone dell’appartamento.

 

7. Sonia di Maggio, 1° febbraio

Fonte: bari.repubblica

Sonia si trovava assieme al fidanzato quando, durante una passeggiata a Minervino di Lecce, è stata aggredita dall’ex compagno Salvatore Carfora, 39 anni, che l’ha uccisa con numerosi fendenti nonostante il tentativo del fidanzato di difenderla.

In passato l’uomo aveva già minacciato sia Sonia che il nuovo compagno, ma lei non lo aveva mai denunciato. Il 5 febbraio Carfora ha rilasciato una piena confessione. Secondo quanto riferito dal giudice, per lui Sonia non aveva il diritto di rifarsi una vita con un altro uomo, appellandosi quindi alla maschilista idea del possesso, che nulla ha a che fare con l’amore.

8. Piera Napoli, 7 febbraio

Fonte: facebook Piera Napoli

Piera Napoli, cantante di 32 anni e mamma di tre figli, è stata uccisa nella casa di Palermo, nel quartiere Cruillas, dal marito, Salvatore Baglione, che poi si è costituito davanti ai carabinieri. Il femminicidio di Piera è avvenuto mentre in casa erano presenti i figli della coppia, che però non avrebbero assistito direttamente al massacro. Dopo l’assassinio, Baglione ha portato i figli dalla nonna, ha fatto la valigia e si è poi presentato alla caserma dei carabinieri dove ha confessato.

Baglione ha detto di aver agito perché Piera, quella mattina, gli aveva detto di non amarlo più. Si tratta di nuovo di una giustificazione che si basa sul presupposto deviato di possesso, che nulla ha a che fare con l’amore.

9. Luljeta Heshta, 7 febbraio

Fonte: milano.repubblica

Luljeta Heshta, 47 anni, originaria dell’Albania, è morta all’ospedale Humanitas di Rozzano, in provincia di Milano, dopo essere stata aggredita alcune ore prima mentre, in compagnia di un uomo sulla strada provinciale 40, chiamata anche Binasca, è stata inseguita da un uomo sconosciuto. Gli inquirenti, dopo la morte di Luljeta, che faceva la prostituta ed era nota con il nome di Giulia, hanno fermato il suo convivente, il connazionale Alfred Kipe, che sarebbe stato incastrato da un filmato, girato da un automobilista, che lo riprende mentre si allontana dalla Binasca, e dai tabulati telefonici.

 

10. Lidia Peschechera, 17 febbraio

Fonte: ilgiorno

Attivista, sostenitrice dei diritti LGBTQ+, animalista e presidente dell’associazione no profit Pets in the City, Lidia Peschechera è stata uccisa dall’ex compagno, Alessio Nigro, 28 anni. A lanciare l’allarma l’ex marito della donna, che non era più riuscito a contattarla. I vigili del fuoco intervenuti per aprire l’appartamento di Lidia hanno trovato il suo corpo nella vasca da bagno, coperto con un asciugamano, con varie ferite ed ecchimosi.

Nigro ha confessato di aver strangolato Lidia il 12 febbraio, rimanendo poi nell’appartamento per circa tre giorni, prima di andarsene. Lidia aveva provato ad aiutare Nigro, che ha problemi di dipendenza da droga e alcol, ospitandolo a casa sua, fino alla decisione di lasciarlo.

11. Clara Ceccarelli, 19 febbraio

Fonte: corriere

Clara Ceccarelli, commerciante di 69 anni, è stata uccisa dall’ex compagno Renato Scapusi, 59 anni, nel negozio di calzature in cui lavorava, nel centro di Genova. Ferita da trenta coltellate, dopo la fuga dell’uomo Clara è uscita in strada, dove è stramazzata al suolo, morendo.

Scapusi, rintracciato dalla polizia, ha minacciato di gettarsi da un muraglione nei pressi dell’ospedale Galliera, ma gli agenti sono riusciti a fermarlo sottoponendolo al fermo. Clara accudiva un figlio di 30 anni con una disabilità, e un padre di 90 anni. Avrebbe avvertito più volte le forze dell’ordine riguardo i comportamenti di Scapusi dopo la fine della loro relazione, pur senza mai denunciarlo esplicitamente. Solo dopo il delitto un commesso che lavora nel suo negozio, Herbert Lima, ha dichiarato che Clara si era già pagata il funerale.

Clara due settimane fa si era andata a pagare il funerale – ha raccontato a Repubblica – Non voleva gravare sull’anziano padre e sul figlio. Forse aveva capito che sarebbe finita male.

12. Deborah Saltori, 22 febbraio

Fonte: lavocedeltrentino

Il 22 febbraio Deborah Saltori, 42 anni, viene massacrata a colpi d’accetta dall’ex marito Lorenzo Cattoni, a Maso Saracini a Cortesano, frazione della città di Trento.

Cattoni avrebbe prima ucciso la ex moglie, poi con la stessa arma avrebbe cercato di togliersi la vita. Ad allertare i soccorsi un passante che ha visto i due corpi riversi per terra; per Deborah non c’è stato nulla da fare, mentre l’ex marito è stato trasportato all’ospedale Santa Chiara di Trento.

Secondo le prime ricostruzioni, Lorenzo Cattoni era già stato segnalato per violenza domestica, anche verso la precedente compagna, ed era anche stato sottoposto alla misura degli arresti domiciliari a casa dei genitori nel comune di Terre d’Adige, proprio per violenze fisiche e psicologiche nei confronti della vittima.

13. Rossella Placati, 22 febbraio

Fonte: Fanpage

La cinquantenne Rossella Placati è stata trovata morta il 22 febbraio nella sua casa di Borgo San Giovanni, a Bondeno, in provincia di Ferrara. Divorziata, con due figli di 32 e 27 anni, avuti da un precedente matrimonio, lavorava alla Haemotronic, azienda biomedicale di Mirandola, in provincia di Modena. Per il suo omicidio l’unico indagato sembra essere il suo convivente, Doriano Saveri, 45 anni, che, assieme al suo legale, si è presentato nella caserma dei carabinieri per riferire di aver trovato il corpo senza vita di Rossella, colpita al capo con un oggetto contundente.

Saveri ha riferito di essersi allontanato da casa la sera del 21 febbraio dopo un litigio con la donna, scoprendone il cadavere la mattina dopo, al rientro. La sua ricostruzione è stata però giudicata lacunosa e contraddittoria da parte degli inquirenti, che hanno sottoposto l’uomo a fermo. Non sarebbero stati rilevati, all’interno dell’abitazione, segni di effrazione che lascerebbero pensare all’entrata di uno sconosciuto.

 

14. Ornella Pinto, 13 marzo

Fonte: napoli.repubblica.it

La trentanovenne Ornella Pinto è stata uccisa a colpi d’arma da taglio, all’interno della sua casa nel quartiere San Carlo all’Arena, Napoli, dall’ex compagno, Pinotto Iacomino, 42 anni. Sarebbero dodici i fendenti sferrati contro Ornella, che dopo l’aggressione e la fuga di Iacomino è comunque riuscita a chiamare la sorella, la quale a sua volta ha allertato i soccorsi. Trasferita in gravi condizioni, con profonde lesioni polmonari, al Cardarelli di Napoli, Ornella è morta alle 10:35, dopo un vano intervento chirurgico.

Nel frattempo Iacomino era riuscito a raggiungere l’Umbria, dove si è costituito ai Carabinieri di Montegabbione, in provincia di Terni, alle 7 del mattino, mentre Ornella lottava ancora tra la vita e la morte.

Ornella conviveva con Iacomino da circa sei anni, e aveva un bambino di 4 anni, presente in casa al momento del femminicidio. Da qualche mese aveva però manifestato l’intenzione di separarsi, e infatti l’uomo aveva trovato un’altra sistemazione, pur tornando spesso in casa per stare accanto al bambino.

15. Dorina Alla, 18 aprile

Fonte: Pixabay

La trentanovenne Dorina Alla è stata uccisa dal marito Gezim Alla, 51 anni, nella loro casa di Pove del Grappa in provincia di Vicenza

Dorina è stata ripetutamente colpita dal coniuge con un martello, ed è stato lui stesso ad allertare i soccorsi, quando la moglie era ormai senza vita a terra. In casa, al momento dell’aggressione, erano presenti anche i due figli della coppia, una bimba di 13 anni e un bambino di 9. Entrambi si erano chiusi in bagno sentendo le grida, e hanno telefonato a una cugina vicina di casa per chiedere aiuto.

Gezim Alla si sarebbe costituito senza opporre resistenza, spiegando, una volta condotto in caserma, che l’aggressione è nata da una delle tanti liti.

 

16. Tina Boero, 19 aprile

Fonte: primalariviera.it

L’ottantenne Tina Boero è stata uccisa dal marito Fulvio Sartori, 81 anni alle prime ore del mattino del 19 aprile, nella loro casa di Rocchetta Nervina, in provincia di Imperia. L’uomo ha sgozzato la moglie nel letto matrimoniale, poi ha ucciso la cagnolina di famiglia, Luna, e ha tentato di togliersi la vita tagliandosi le vene, ma, non riuscendo nell’intento, ha allertato i soccorsi.

Non si conoscono i motivi per cui l’ex guardia forestale ed ex alpino abbia commesso un simile gesto; secondo le ricostruzioni, spesso lui e Tina litigavano, ma non ci sono voci di violenze precedenti. Non è stato del tutto escluso che l’anziano potesse essere depresso.

 

17. Annamaria Ascolese, 21 aprile

Fonte: salernotoday.it

Annamaria Ascolese, di 49 anni, è morta nella notte tra il 20 e il 21 aprile 2021 all’ospedale San Camillo di Roma, dopo un ricovero di cinque giorni. Era arrivata all’ospedale romano dopo essere stata colpita da vari colpi di pistola esplosi dal marito, Antonio Boccia, 56 anni, nell’abitazione di Marino, in provincia di Roma, in cui risiedevano.

L’uomo, vicebrigadiere dei Carabinieri, impiegato presso la Direzione Centrale per i Servizi Antidrog, si è suicidato con la stessa pistola d’ordinanza con cui ha sparato alla moglie. Ad allertare i soccorsi alcuni vicini di casa, che nel pomeriggio del 16 aprile hanno avvertito dei rumori sospetti.

Annamaria, insegnante alla scuola elementare Anna Frank di Frattocchie, ha subito diversi interventi chirurgici, ma è morta dopo cinque giorni di agonia. Sia lei che il marito erano originari di Sarno, in provincia di Salerno.

18. Saman Abbas, 1° maggio

Fonte: Repubblica

Non è ancora stato ritrovato il corpo, ma pare quasi certo di dover inserire il nome della diciottenne originaria del Pakistan scomparsa da Novellara, in provincia di Reggio Emilia, proprio il 1° maggio. A ucciderla sarebbe stata lo zio Danish Hasnain, perché lei non accettava il matrimonio che la famiglia le aveva combinato, e desiderava vivere all’occidentale.

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19. Emma Elsie Michelle Pezemo, 2 maggio

 

Fonte: Il Resto del Carlino

La trentunenne originaria del Camerun sarebbe stata uccisa dal compagno quarantatreenne, il connazionale Jacques Honoré Ngouenet.

Il suo corpo senza vita, fatto a pezzi e messo in alcuni sacchi, è stato scoperto da un passante allertato dalle tracce di sangue nei pressi dei cassonetti. L’uomo si è impiccato.

Ad allertare la polizia le coinquiline della ragazza, preoccupate perché la vittima non era rientrata a casa dopo aver passato la sera con il compagno. Insieme al corpo di Emma anche un biglietto, scritto in francese.

 

 

20. Ylenia Lombardo, 5 maggio

Fonte: Fanpage

La trentatreenne è stato trovata morta nella sua casa di San Paolo Bel Sito, in provincia di Napoli.‍‍ Il suo corpo semicarbonizzato ha fatto inizialmente pensare a un incidente domestico, ma in seguito sono state trovate tracce di sangue e quelle che sembravano ferite d’arma da taglio sul cadavere. I sospetti sono ricaduti su Andrea Napolitano, un uomo con cui Ylenia aveva da poco cominciato a frequentarsi e che lei aveva descritto come un corteggiatore insistente che voleva creare un legame sentimentale. Noto per avere problemi psichici, avrebbe confessato il delitto a un amico, l’ex sindaco Manolo Cafarelli.

21. Angela Dargenio, 7 maggio

Fonte: Repubblica

Angela Dargenio, 48 anni, è stata uccisa a Torino dall’ex compagno Massimo Bianco, 50 anni, guardia giurata.

All’arrivo dei soccorsi la donna era ancora in vita, ma i tentativi di rianimarla sono stati inutili. Nei mesi precedenti all’agguato avevano cominciato le pratiche per il divorzio, anche se lui era rimasto a vivere nello stesso condominio, in un altro appartamento, per stare vicino a figli di 16 e 25 anni. Interrogato in commissariato ha detto di aver agito perché una delle sere precedenti aveva visto la ex moglie con un altro uomo.

22. Tunde Blessing, 12 maggio

Fonte: Corriere.it

Originaria della Nigeria, la venticinquenne è stata trovata morta nel pomeriggio del 12 maggio 2021 lungo i campi di Mazzo, frazione del comune di Rho in provincia di Milano, in stato avanzato di decomposizione. La scomparsa della vittima era stata denunciata il 7 maggio, anche se la coinquilina con cui conviveva a Novara ha dichiarato di non aver avuto sue notizie dal 3 dello stesso mese. È stata strangolata presumibilmente dall’ex compagno, George Kyeremeh, 35 anni, originario del Ghana e operaio in un’impresa di pulizie del quartiere Primaticcio di Milano. Era incinta

23. Maria Carmina Fontana, 28 maggio

Fonte: Luccaindiretta

La cinquantenne, conosciuta come Carmela, è stata uccisa nella sua casa di Altopascio, un comune della provincia di Lucca, dal marito di 54 anni, Luigi Fontana, operaio nel settore dell’edilizia a coltellate.

Dopo aver ucciso la moglie Fontana è uscito e ha avvertito i vicini che hanno chiamato i soccorsi. I carabinieri lo hanno fermato con l’accusa di omicidio volontario. Poco prima del colloquio con le forze dell’ordine ha accusato un malore ed è stato trasferito nel reparto pischiatrico dell’ospedale San Luca di Lucca.‍

24. Perera Priyadarshawie Donashantini Liyanage Badda, 29 maggio

Fonte: Ansa

Originaria dello Sri Lanka e conosciuta in Italia come Teresa, la quarantenne è stata uccisa a coltellate dall’ex compagno in strada, nel quartiere Portuense di Roma. L’uomo è il connazionale Fernando Basath Chandana Koralagamage, che l’aveva pedinata mentre lei si stava recando al lavoro.

Teresa non è morta sul colpo, ma inutili sono stati i tentativi di salvarla; Fernando è stato fermato dalla polizia che lo ha subito condotto in commissariato.

25. Alessandra Piga, 12 giugno

Fonte: Sardegnative.net

La venticinquenne originaria della Sardegna è stata uccisa in una villetta a Colombiera, frazione di Castelnuovo Magra, provincia di La Spezia, di proprietà dell’ex compagno, Yassin Erroum, 30 anni, originario del Nordafrica. La coppia era sposata dal febbraio del 2019. Dopo aver vissuto a Carrara e in Lunigiana, si erano trasferiti a Castelnuovo, ma poi lei aveva deciso, a maggio, di allontanarsi dal marito, ed era volata in Sardegna dalla famiglia.

Quel giorno, da poco rientrata dall’isola, ha raggiunto la casa del marito con un’amica e il loro bambino di un anno e mezzo. I due hanno cominciato a litigare ed Erroum ha colpito Alessandra con numerose coltellate.

26. Sharon Micheletti, 13 giugno

Fonte: Riviera24

Sharon è stata uccisa dall’ex compagno, il sessantacinquenne Antonio Vicari, mentre si trovava in auto. L’uomo le ha sparato tre colpi di una calibro 7.65 e poi ha cercato di uccidere anche l’amico di lei, che si trovava in un bar a comprare le sigarette, prima di uccidersi a sua volta, nei pressi del torrente Roja.

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27. Silvia Susana Villegas Guzman, 19 giugno

Fonte: Zona Franca

La quarantottenne messicana è stata uccisa la mattina del 19 giugno 2021 nell’abitazione in cui risiedeva ad Arese, in provincia di Milano, dal marito Jaime Moises Rodriguez Diaz, ritrovato nel bagno della casa con alcune ferite d’arma da taglio dai Carabinieri intervenuti dopo la segnalazione dei vicini.

Secondo le prime ricostruzioni, anche il figlio diciottenne della coppia sarebbe stato minacciato dal padre, mentre in casa erano presenti anche gli altri due figli minorenni.

Arrestato, Diaz è in carcere con l’accusa di omicidio volontario e di tentato omicidio.

28. Chiara Gualzetti, 28 giugno

Fonte: Corriere/Bologna

La quindicenne Chiara era scomparsa da casa a Monteveglio, in provincia di Bologna, domenica 27; il suo corpo è stato ritrovato il giorno seguente in una scarpata, in una zona boschiva a pochi chilometri dalla sua abitazione.

A ucciderla un coetaneo.

Quelle parole di Chiara Gualzetti, uccisa a 16 anni da un coetaneo

29. Ginetta Giolli, 3 luglio

Fonte: Ansa

La sessantaduenne livornese è stata ritrovata il 3 luglio dopo che un’amica ha lanciato l’allarme, non riuscendo a contattarla, ma potrebbe essere stata uccisa il 1°.

Il marito della donna, il marocchino Youssef El Haitami, si è presentato spontaneamente in questura il 4 luglio dichiarando di essere fuori regione il giorno del ritrovamento del cadavere, ma la sua deposizione non è stata ritenuta sufficientemente attendibile dagli inquirenti, che lo hanno sottoposto alla misura di fermo.

L’8 luglio, nell’interrogatorio di garanzia davanti al Gip, El Haitami si è avvalso della facoltà di non rispondere, e per lui è stata prolungata la custodia cautelare in carcere.

30. Vincenza Tortora, 16 luglio

Fonte: Fanpage

La sessantatreenne Vincenza è stata uccisa dal marito Francesco Nunziata, 70 anni, la mattina del 16 luglio 2021 a Somma Vesuviana, in provincia di Napoli, nel parcheggio del supermercato che i coniugi gestivano.

Nunziata ha accoltellato la moglie con diversi fendenti, accusandola di avere una relazione extraconiugale con un conoscente quarantaseienne, peraltro presente al momento dell’omicidio. L’uomo ha confessato praticamente subito.

Articolo originale pubblicato il 23 Febbraio 2021

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