Anche nel 2021 il bilancio dei femminicidi sembra purtroppo non registrare alcun calo significativo. 76 le vittime finora in Italia, uccise soprattutto da ex compagni o mariti.

Se è vero che l’emergenza sanitaria del Covid, che ha caratterizzato gran parte dell’anno appena passato, ha ridotto in generale il numero degli omicidi nel nostro Paese, per ragioni piuttosto ovvie (il lockdown e l’impossibilità di uscire di casa), d’altro canto non ha cambiato le cose per quanto riguarda i femminicidi, anzi li ha leggermente aumentati. Ricordiamo, a questo proposito, che il femminicidio non è un semplicemente l’omicidio di una donna, ma una fattispecie specifica che, come recita il vocabolario Treccani, ha a che fare con

 L’uccisione diretta o provocata, eliminazione fisica o annientamento morale della donna e del suo ruolo sociale.

Donne uccise in quanto tali, perché considerate proprietà dei loro uomini, di quelli che le avrebbero volute, comunque sempre subordinate a essi. Giudicate “meno”, senza potere né, quindi, opportunità di scelta, e quindi condannate a essere le vittime sacrificali di carnefici cresciuti con la malsana idea di poter possedere una donna o il suo amore.

C’è chi, come la vittima del 19 febbraio, Clara Ceccarelli, commerciante di 69 anni massacrata a Genova dall’ex compagno, si era già pagata il funerale: un retroscena agghiacciante, reso noto da un commesso del suo negozio alla sezione genovese di Repubblica, che la dice lunga sul senso di impotenza e di abbandono cui troppo spesso sono precipitate le vittime. Lo abbiamo visto, negli anni, tante, troppe volte: quando denunciano, queste donne non riescono sempre a ricevere la protezione di cui necessitano, e finiscono con il vivere nel terrore o, peggio, nella totale e passiva rassegnazione, come successo a Ceccarelli.

C’è di più: le vittime di questi massacri perdono la vita a causa di una mentalità patriarcale e maschilista in qualche modo “appoggiata” anche dalle varie tesi con cui i media e l’opinione popolare spesso trovano giustificazioni a questi femminicidi (era geloso; l’amava troppo; lei lo voleva lasciare; lo trascurava. Quante volte abbiamo sentito questo refrain, come se tutto ciò lenisse, in qualche modo, la colpa dell’assassino, o la riversasse sulla vittima?).

Vittime perenni di queste morti sono anche i parenti: i genitori, i figli, i fratelli e le sorelle che restano convivendo con il dolore.

Lo abbiamo visto tantissime volte, anche con le interviste fatte nel corso del nostro progetto Quanto vale la vita di una donna? e L’amore è un’altra storia.

Irrisorie, ad esempio, le cifre offerte come risarcimento ai parenti delle vittime di femminicidio. Lo sono certamente rispetto al dolore, e partendo dal presupposto che nessuna cifra sia davvero mai sufficiente per colmare un vuoto del genere. Anche se, a onor di cronaca, qualche timido cenno di miglioramento c’è stato; leggiamo da questo articolo della direttrice di Roba da Donne, Ilaria Dondi:

[…] Gli indennizzi alle vittime dei reati intenzionali violenti non sono più quelli scandalosi previsti fino a poco fa dal D.M. 31 agosto 2017 (e inseriti nel trailer) con il quale l’Italia riteneva di aver aderito alla direttiva europea 2004/80/CE, che obbliga gli stati membri a garantire alle vittime indennizzi equi e adeguati, di:

7.200 euro – Reato di omicidio
8.200 euro (in favore dei figli della vittima) – Omicidio commesso dal coniuge o da persona che è stata legata da relazione affettiva alla persona offesa
4.800 euro – Violenza sessuale, salvo che ricorra la circostanza attenuante della minore gravità
Massimo 3.000 euro a titolo di rifusione delle spese mediche e assistenziali – Altri reati

Ma sono quelli del decreto del Ministero dell’interno del 22 novembre 2019, pubblicato sulla gazzetta ufficiale del 23 gennaio 2020, n. 18:

50.000 euro – Reato di omicidio
60.000 euro (in favore dei figli della vittima) – Omicidio commesso dal coniuge o da persona che è stata legata da relazione affettiva alla persona offesa
25.000 euro – Violenza sessuale, salvo che ricorra la circostanza attenuante della minore gravità
25.000 euro a titolo di rifusione delle spese mediche e assistenziali – Altri reati

Cifre e numeri a parte, però, quel che rimane di certo è che il triste leit motiv degli anni passati sembra perpetuarsi anche in questo 2021: le vittime sono, purtroppo, davvero molte.

Queste sono tutte le vittime della follia omicida. Sul numero effettivo non tutte le fonti concordano, a volte per una scorretta interpretazione della definizione stessa di femminicidio, quella che segue è una lista che abbiamo redatto incrociando più dati.

1. Ilenia Fabbri, 6 gennaio 2021

Fonte: Fanpage

La quarantaseienne Ilenia Fabbri, è stata trovata morta la mattina di sabato 6 gennaio 2021 nella sua casa di Faenza, ma il suo non è stato subito classificato come femminicidio.

Solo in un secondo momento gli inquirenti hanno deciso di procedere con le indagini nei confronti di Claudio Nanni, 53 anni, ex marito contro cui Ilenia Fabbri aveva avuto diverse cause pendenti in tribunale per la divisione del patrimonio coniugale. Fabbri aveva iniziato una relazione con un altro uomo, e abitava in casa con la figlia ventunenne, anche se saltuariamente tornava nell’abitazione per stare con la figlia.

A scoprire il corpo di Ilenia Fabbri proprio la compagna della figlia, che era rimasta a dormire nella casa la notte precedente; Nanni era passato poco prima delle 6 a prendere sua figlia per portarla a comprare un’auto, mentre la compagna, in casa, è stata svegliata da un frastuono e da urla, avvertite anche dagli altri vicini. La ragazza ha dichiarato anche di aver visto una sagoma, effettivamente ripresa anche da alcune telecamere di sorveglianza.

Ilenia Fabbri è stata uccisa da un singolo colpo alla gola, che ha reciso l’arteria e la vena.

A portare gli investigatori verso Nanni ci sono le denunce per maltrattamenti di Ilenia Fabbri, risalenti al 2017, con tanto di decreto penale di condanna, e le cause legate alla cessione di un’attività commerciale e una richiesta di risarcimento di lei del valore di 500 mila euro per il mancato compenso di una somma di denaro legata alle sue prestazioni lavorative.‍

È emerso anche che nel 2019 Nanni avrebbe chiesto a un’ex compagna informazioni sulla conoscenza di una persona che avrebbe potuto fare del male alla ex moglie, e alcune minacce di morte rivolte a Ilenia Fabbri. Nella notte tra il 2 il 3 marzo 2021 è scattata l’ordinanza di custodia cautelare per Nanni e un suo conoscente, Pierluigi Barbieri, 52 anni pluripregiudicato, ritenuto l’esecutore materiale dell’omicidio.

2. Sharon Barni, 11 gennaio 2021

Fonte: laprovinciadicomo

Sharon Barni aveva solo 18 mesi. È arrivata in gravi condizioni al Papa Giovanni XXIII di Bergamo l’11 gennaio 2021, dove è morta. Inizialmente la sua morte è stata descritta come un incidente domestico avvenuto nella casa di Cabiate, nel comasco, in cui la piccola viveva con la mamma e il compagno di quest’ultima, Gabriel Robert Marincat.
L’autopsia ha rinvenuto sul corpicino di Sharon Barni varie lesioni, riconducibili a violenze ripetute, anche sessuali. Le forze dell’ordine hanno sottoposto al fermo Marincat, che si è avvalso della facoltà di non rispondere.

3. Soccorsa Raschitelli, 15 gennaio

Fonte: milanotoday

Soccorsa Raschitelli, 90 anni, è stata uccisa all’alba del 15 gennaio dal marito ottantottenne, che poi ha allertato la figlia, nella loro abitazione di Sesto San Giovanni, nella provincia milanese. La donna era affetta da Alzheimer, e a quanto pare fra i coniugi era scattata una lite collegata alla patologia. La morte è stata accertata dai sanitari dopo diversi tentativi di rianimazione dell’anziana.

4. Victoria Osagie, 16 gennaio 2021

Fonte: veneziatoday

La trentaquattrenne Victoria Osagie è stata uccisa a coltellate dal marito, Moses Ewere Osagie, nella casa di Concordia Sagittaria, in provincia di Venezia.

Secondo le ricostruzioni fra i due sarebbe esploso un violento litigio, culminato con l’uccisione di lei, di fronte ai tre figli della coppia e ad altri due uomini, un amico di Moses e un coinquilino.

Nel corso dell’interrogatorio Moses avrebbe detto di aver agito perché convinto di essere stato tradito, adducendo quindi a giustificazione la logica del possesso che nulla ha a che vedere con l’amore.

5. Roberta Siragusa, 24 gennaio

Fonte: fanpage

Il corpo della diciassettenne è stato trovato la mattina del 24 gennaio 2021 a Caccamo, in provincia di Palermo: era in un burrone, semi carbonizzato. A portare i carabinieri sul luogo del ritrovamento di Roberta Siragusa il fidanzato di lei, Pietro Morreale, 19 anni, che si è poi avvalso della facoltà di non rispondere.

Roberta Siragusa al momento del ritrovamento era semi carbonizzata, con parte dei capelli rasati (non si sa se tagliati volontariamente o come conseguenza delle fiamme), e seminuda. Il 25 gennaio la Procura di Termini Imerese ha disposto il fermo per il ragazzo, con le accuse di omicidio volontario e occultamento di cadavere, non convalidato nell’udienza davanti al Gip il 28 gennaio per la mancanza del pericolo di fuga. Tuttavia il giudice ha disposto per lui la permanenza in carcere.‍ Chi conosceva i due parla di un rapporto malato, con lui che aveva già usato violenza nei confronti della fidanzatina.

6. Tiziana Gentile, 26 gennaio

Fonte: Repubblica

La quarantottenne bracciante agricola Tiziana Gentile è stata uccisa nel pomeriggio del 26 gennaio 2021 all’interno della sua abitazione a Orta Nova, in provincia di Foggia. È stata ritrovata con varie ferite d’arma da taglio.

Per il suo omicidio è stato arrestato un conoscente della vittima, Gerardo Tarantino, di 46 anni, anche lui bracciante agricolo, che ha ammesso di essersi recato a casa di Tiziana per delle imprecisate questioni relative alle buste paga.

Nonostante abbia negato le sue responsabilità, Tarantino è finito al centro dei sospetti per alcune telefonate fatte alla figlia della vittima, in cui chiedeva di venire in soccorso della madre che si trovava in pericolo.

Interrogato in caserma come principale indiziato, l’uomo negò qualsiasi responsabilità. Nel corso del colloquio aveva anche compiuto atti di autolesionismo ripetendo ossessivamente di essere innocente. Molti però i sospetti su di lui che, successivamente al delitto, aveva contattato ripetutamente la figlia della vittima chiedendole confusamente di giungere in soccorso della madre perché si trovava in pericolo. L’uomo avrebbe nutrito del rancore nei confronti di Gentile, che era amica della sua ex moglie e a sua volta separata, ma in buoni rapporti con l’ex marito.

Dopo aver tentato varie volte il suicidio in cella, Tarantino si è effettivamente tolto la vita in carcere il 3 aprile, impiccandosi.

7. Teodora Casasanta, 29 gennaio 2021

Fonte: fanpage

È l’ultima vittima di gennaio. Teodora Casasanta, 39 anni, è stata uccisa assieme al figlio Ludovico, di 5 anni, dal marito e padre Alexandro Vito Riccio, 39 anni, a Carmagnola, in provincia di Torino.

Il gesto sarebbe premeditato, perché sul posto è stato rinvenuto un biglietto in cui Riccio manifestava l’intenzione di uccidere la moglie e suo figlio. Dopo averli accoltellati, l’uomo ha tentato di togliersi la vita, tagliandosi le vene e gettandosi dal balcone dell’appartamento.

8. Sonia di Maggio, 1° febbraio

Fonte: bari.repubblica

Sonia di Maggio si trovava assieme al fidanzato quando, durante una passeggiata a Minervino di Lecce, è stata aggredita dall’ex compagno Salvatore Carfora, 39 anni, che l’ha uccisa con numerosi fendenti nonostante il tentativo del fidanzato di difenderla.

In passato l’uomo aveva già minacciato sia Sonia che il nuovo compagno, ma senza che fosse fatta denuncia. Il 5 febbraio Carfora ha rilasciato una piena confessione. Secondo quanto riferito dal giudice, per lui Sonia di Maggio non aveva il diritto di rifarsi una vita con un altro uomo, appellandosi quindi alla maschilista idea del possesso, che nulla ha a che fare con l’amore.

9. Piera Napoli, 7 febbraio

Fonte: facebook Piera Napoli

Piera Napoli, cantante di 32 anni e mamma di tre figli, è stata uccisa nella casa di Palermo, nel quartiere Cruillas, dal marito, Salvatore Baglione, che poi si è costituito davanti ai carabinieri. Il femminicidio di Piera Napoli è avvenuto mentre in casa erano presenti i figli della coppia, che però non avrebbero assistito direttamente al massacro. Dopo l’assassinio, Baglione ha portato i figli dalla nonna, ha fatto la valigia e si è poi presentato alla caserma dei carabinieri dove ha confessato.

Baglione ha detto di aver agito perché Napoli, quella mattina, gli aveva detto di non amarlo più. Si tratta di nuovo di una giustificazione che si basa sul presupposto deviato di possesso, che nulla ha a che fare con l’amore.

10. Luljeta Heshta, 7 febbraio

Fonte: milano.repubblica

Luljeta Heshta, 47 anni, originaria dell’Albania, è morta all’ospedale Humanitas di Rozzano, in provincia di Milano, dopo essere stata aggredita alcune ore prima mentre, in compagnia di un uomo sulla strada provinciale 40, chiamata anche Binasca, è stata inseguita da un uomo sconosciuto. Gli inquirenti, dopo la morte di Luljeta Heshta, che faceva la prostituta ed era nota con il nome di Giulia, hanno fermato il suo convivente, il connazionale Alfred Kipe, che sarebbe stato incastrato da un filmato, girato da un automobilista, che lo riprende mentre si allontana dalla Binasca, e dai tabulati telefonici.

11. Lidia Peschechera, 17 febbraio

Fonte: ilgiorno

Attivista, sostenitrice dei diritti LGBTQ+, animalista e presidente dell’associazione no profit Pets in the City, Lidia Peschechera è stata uccisa dall’ex compagno, Alessio Nigro, 28 anni. A lanciare l’allarma l’ex marito della donna, che non era più riuscito a contattarla. I vigili del fuoco intervenuti per aprire l’appartamento di Lidia hanno trovato il suo corpo nella vasca da bagno, coperto con un asciugamano, con varie ferite ed ecchimosi.

Nigro ha confessato di aver strangolato Lidia Peschechera il 12 febbraio, rimanendo poi nell’appartamento per circa tre giorni, prima di andarsene. Peschechera aveva provato ad aiutare Nigro, che ha problemi di dipendenza da droga e alcol, ospitandolo a casa sua, fino alla decisione di lasciarlo.

12. Antonia Rattin, 18 febbraio

Fonte: Corriere del Veneto

La settantanovenne è stata uccisa dal marito, Domenico Bizzotto, di 84 anni, che l’ha poi coperta con in lenzuolo prima di impiccarsi. È accaduto nella loro abitazione in provincia di Vicenza, a Rosé. A scoprire i corpi un familiare, in possesso delle chiavi di casa.

13. Clara Ceccarelli, 19 febbraio

Fonte: corriere

Clara Ceccarelli, commerciante di 69 anni, è stata uccisa dall’ex compagno Renato Scapusi, 59 anni, nel negozio di calzature in cui lavorava, nel centro di Genova. Ferita da trenta coltellate, dopo la fuga dell’uomo Clara Ceccarelli è uscita in strada, dove è stramazzata al suolo, morendo.

Scapusi, rintracciato dalla polizia, ha minacciato di gettarsi da un muraglione nei pressi dell’ospedale Galliera, ma gli agenti sono riusciti a fermarlo sottoponendolo al fermo. Clara accudiva un figlio di 30 anni con una disabilità, e un padre di 90 anni. Avrebbe avvertito più volte le forze dell’ordine riguardo i comportamenti di Scapusi dopo la fine della loro relazione, pur senza mai denunciarlo esplicitamente. Solo dopo il delitto un commesso che lavora nel suo negozio, Herbert Lima, ha dichiarato che Clara Ceccarelli si era già pagata il funerale.

Clara due settimane fa si era andata a pagare il funerale – ha raccontato a Repubblica – Non voleva gravare sull’anziano padre e sul figlio. Forse aveva capito che sarebbe finita male.

14. Deborah Saltori, 22 febbraio

Fonte: lavocedeltrentino

Il 22 febbraio Deborah Saltori, 42 anni, viene massacrata a colpi d’accetta dall’ex marito Lorenzo Cattoni, a Maso Saracini a Cortesano, frazione della città di Trento.

Cattoni avrebbe prima ucciso la ex moglie, poi con la stessa arma avrebbe cercato di togliersi la vita. Ad allertare i soccorsi un passante che ha visto i due corpi riversi per terra; per Deborah Saltori non c’è stato nulla da fare, mentre l’ex marito è stato trasportato all’ospedale Santa Chiara di Trento.

Secondo le prime ricostruzioni, Lorenzo Cattoni era già stato segnalato per violenza domestica, anche verso la precedente compagna, ed era anche stato sottoposto alla misura degli arresti domiciliari a casa dei genitori nel comune di Terre d’Adige, proprio per violenze fisiche e psicologiche nei confronti della vittima.

15. Rossella Placati, 22 febbraio

Fonte: Fanpage

La cinquantenne Rossella Placati è stata trovata morta il 22 febbraio nella sua casa di Borgo San Giovanni, a Bondeno, in provincia di Ferrara. Divorziata, con due figli di 32 e 27 anni, avuti da un precedente matrimonio, lavorava alla Haemotronic, azienda biomedicale di Mirandola, in provincia di Modena. Per il suo omicidio l’unico indagato sembra essere il suo convivente, Doriano Saveri, 45 anni, che, assieme al suo legale, si è presentato nella caserma dei carabinieri per riferire di aver trovato il corpo senza vita di Rossella, colpita al capo con un oggetto contundente.

Saveri ha riferito di essersi allontanato da casa la sera del 21 febbraio dopo un litigio con la donna, scoprendone il cadavere la mattina dopo, al rientro. La sua ricostruzione è stata però giudicata lacunosa e contraddittoria da parte degli inquirenti, che hanno sottoposto l’uomo a fermo. Non sarebbero stati rilevati, all’interno dell’abitazione, segni di effrazione che lascerebbero pensare all’entrata di uno sconosciuto.

16. Ornella Pinto, 13 marzo

Fonte: napoli.repubblica.it

La trentanovenne Ornella Pinto è stata uccisa a colpi d’arma da taglio, all’interno della sua casa nel quartiere San Carlo all’Arena, Napoli, dall’ex compagno, Pinotto Iacomino, 42 anni. Sarebbero dodici i fendenti sferrati contro Ornella Pinto, che dopo l’aggressione e la fuga di Iacomino è comunque riuscita a chiamare la sorella, la quale a sua volta ha allertato i soccorsi. Trasferita in gravi condizioni, con profonde lesioni polmonari, al Cardarelli di Napoli, Ornella Pinto è morta alle 10:35, dopo un vano intervento chirurgico.

Nel frattempo Iacomino era riuscito a raggiungere l’Umbria, dove si è costituito ai Carabinieri di Montegabbione, in provincia di Terni, alle 7 del mattino, mentre Ornella lottava ancora tra la vita e la morte.

Ornella Pinto conviveva con Iacomino da circa sei anni, e aveva un bambino di 4 anni, presente in casa al momento del femminicidio. Da qualche mese aveva però manifestato l’intenzione di separarsi, e infatti l’uomo aveva trovato un’altra sistemazione, pur tornando spesso in casa per stare accanto al bambino.

17. Carolina Bruno, 15 marzo

Fonte: Bari Repubblica

La sessantacinquenne Carolina Bruno è stata uccisa dal marito Antonio Granata, 61 anni, che ha poi ucciso anche la madre di lei, Lorenza Addolorata Carano. Il tutto è avvenuto a Massafra, provincia di Taranto, all’interno dell’abitazione dove i coniugi vivevano con i genitori di lei, dopo aver perso a un’asta l’appartamento al piano superiore in cui abitavano prima.
Granata, dopo l’omicidio, ha chiamato il 112 confessando quanto aveva fatto e dichiarando l’intenzione di volersi suicidare, ma si è poi allontanato a bordo della propria auto, fuggendo. È stato effettivamente ritrovato morto poche ore dopo la scomparsa, impiccato con un cavo di acciaio a un albero di ulivo, nelle campagne del territorio di Palagiano.‍‍

18. Lorenza Addolorata Carano, 15 marzo

La novantunenne è stata uccisa dal genero, come vi abbiamo spiegato sopra.

19. Barbara Castellani, 14 aprile

Fonte: nursetime.org

L’infermiera quarantaduenne è stata uccisa con un colpo di pistola dal compagno Maurizio Zannolfi, che si è poi sparato a sua volta. L’omicidio-suicidio è avvenuto nella loro abitazione di via Portico Placidiano, a Fiumicino.

A trovare i due corpi un ufficiale della Guardia di Finanza, collega di Zannolfi, preoccupato per l’assenza dell’uomo dal lavoro nella caserma di viale Traiano, nel Comune aeroportuale alle porte di Roma.

20. Laura Amidei, 14 aprile

Fonte: Fanpage

La donna, sessantottenne, è stata soffocato con un cuscino nel sonno dal marito Franco Cioni, 73 anni, nella loro casa di Vignola, alle 4:30 del mattino. Laura Amidei aveva da tempo una malattia oncologica; subito dopo il suo omicidio l’uomo ha allertato i carabinieri dicendo “Non ne potevo più di vederla così”. In virtù della situazione che ha portato al gesto all’uomo sono stati concessi i domiciliari.

21. Anna Petronelli, 15 aprile

Fonte: Today

L’ottantunenne è stata ritrovata morta nella camera da letto della propria abitazione a Cerignola, in provincia di Foggia, uccisa da un colpo di pistola. Ai piedi del letto suo marito, Francesco Polidoro, 83 anni, gravemente ferito alla testa da un colpo di pistola. A scoprire l’accaduto il figlio della coppia.

22. Dorina Alla, 18 aprile

Fonte: Pixabay

La trentanovenne Dorina Alla è stata uccisa dal marito Gezim Alla, 51 anni, nella loro casa di Pove del Grappa in provincia di Vicenza

Dorina Alla è stata ripetutamente colpita dal coniuge con un martello, ed è stato lui stesso ad allertare i soccorsi, quando la moglie era ormai senza vita a terra. In casa, al momento dell’aggressione, erano presenti anche i due figli della coppia, una bimba di 13 anni e un bambino di 9. Entrambi si erano chiusi in bagno sentendo le grida, e hanno telefonato a una cugina vicina di casa per chiedere aiuto.

Gezim Alla si sarebbe costituito senza opporre resistenza, spiegando, una volta condotto in caserma, che l’aggressione è nata da una delle tanti liti.

23. Elena Raluca Serban, 18 aprile

Fonte: La Nazione

La trentunenne Elena Raluca Serban, residente a Lucca ma da poco trasferita ad Aosta,  è stata uccisa con dei fendenti al collo dall’operaio trentaseienne Gabriel Falloni, con cui aveva una relazione da metà del 2020.
Subito dopo l’omicidio, avvenuto a casa di lei, Falloni ha portato via l’arma del delitto, gettata in un cassonetto, i cellulari, gettati nella Dora, le lenzuola, le federe e gli abiti della vittima. A scatenare l’omicidio ci sarebbe un presunto sfottò a sfondo sessuale

24. Tina Boero, 19 aprile

Fonte: primalariviera.it

L’ottantenne Tina Boero è stata uccisa dal marito Fulvio Sartori, 81 anni alle prime ore del mattino del 19 aprile, nella loro casa di Rocchetta Nervina, in provincia di Imperia. L’uomo ha sgozzato la moglie nel letto matrimoniale, poi ha ucciso la cagnolina di famiglia, Luna, e ha tentato di togliersi la vita tagliandosi le vene, ma, non riuscendo nell’intento, ha allertato i soccorsi.

Non si conoscono i motivi per cui l’ex guardia forestale ed ex alpino abbia commesso un simile gesto; secondo le ricostruzioni, spesso lui e Tina Boero litigavano, ma non ci sono voci di violenze precedenti. Non è stato del tutto escluso che l’anziano potesse essere depresso.

25. Annamaria Ascolese, 21 aprile

Fonte: salernotoday.it

Annamaria Ascolese, di 49 anni, è morta nella notte tra il 20 e il 21 aprile 2021 all’ospedale San Camillo di Roma, dopo un ricovero di cinque giorni. Era arrivata all’ospedale romano dopo essere stata colpita da vari colpi di pistola esplosi dal marito, Antonio Boccia, 56 anni, nell’abitazione di Marino, in provincia di Roma, in cui risiedevano.

L’uomo, vicebrigadiere dei Carabinieri, impiegato presso la Direzione Centrale per i Servizi Antidroga, si è suicidato con la stessa pistola d’ordinanza con cui ha sparato alla moglie. Ad allertare i soccorsi alcuni vicini di casa, che nel pomeriggio del 16 aprile hanno avvertito dei rumori sospetti.

Annamaria Ascolese, insegnante alla scuola elementare Anna Frank di Frattocchie, ha subito diversi interventi chirurgici, ma è morta dopo cinque giorni di agonia. Sia lei che il marito erano originari di Sarno, in provincia di Salerno.

26. Saman Abbas, 1° maggio

Fonte: Repubblica

Non è ancora stato ritrovato il corpo, ma pare quasi certo di dover inserire il nome della diciottenne originaria del Pakistan scomparsa da Novellara, in provincia di Reggio Emilia, proprio il 1° maggio. A ucciderla sarebbe stata lo zio Danish Hasnain, perché lei non accettava il matrimonio che la famiglia le aveva combinato, e desiderava vivere all’occidentale.

27. Emma Elsie Michelle Pezemo, 2 maggio

Fonte: Il Resto del Carlino

La trentunenne originaria del Camerun sarebbe stata uccisa dal compagno quarantatreenne, il connazionale Jacques Honoré Ngouenet.

Il suo corpo senza vita, fatto a pezzi e messo in alcuni sacchi, è stato scoperto da un passante allertato dalle tracce di sangue nei pressi dei cassonetti. L’uomo si è impiccato.

Ad allertare la polizia le coinquiline della ragazza, preoccupate perché la vittima non era rientrata a casa dopo aver passato la sera con il compagno. Insieme al corpo di Emma anche un biglietto, scritto in francese.

28. Ylenia Lombardo, 5 maggio

Fonte: Fanpage

La trentatreenne è stato trovata morta nella sua casa di San Paolo Bel Sito, in provincia di Napoli.‍‍ Il suo corpo semicarbonizzato ha fatto inizialmente pensare a un incidente domestico, ma in seguito sono state trovate tracce di sangue e quelle che sembravano ferite d’arma da taglio sul cadavere. I sospetti sono ricaduti su Andrea Napolitano, un uomo con cui Ylenia Lombardo aveva da poco cominciato a frequentarsi e che lei aveva descritto come un corteggiatore insistente che voleva creare un legame sentimentale. Noto per avere problemi psichici, avrebbe confessato il delitto a un amico, l’ex sindaco Manolo Cafarelli.

29. Antonietta Ficuciello, 5 maggio

Fonte: Quotidiano del Sud

La donna ottantatreenne è stata uccisa dal marito, Gerardo Limongiello, di 85 anni, nella loro casa di Avellino. L’uomo ha poi confessato il delitto ai carabinieri.

30. Angela Dargenio, 7 maggio

Fonte: Repubblica

Angela Dargenio, 48 anni, è stata uccisa a Torino dall’ex compagno Massimo Bianco, 50 anni, guardia giurata.

All’arrivo dei soccorsi la donna era ancora in vita, ma i tentativi di rianimarla sono stati inutili. Nei mesi precedenti all’agguato avevano cominciato le pratiche per il divorzio, anche se lui era rimasto a vivere nello stesso condominio, in un altro appartamento, per stare vicino a figli di 16 e 25 anni. Interrogato in commissariato ha detto di aver agito perché una delle sere precedenti aveva visto la ex moglie con un altro uomo.

31. Tunde Blessing, 12 maggio

Fonte: Corriere.it

Originaria della Nigeria, la venticinquenne è stata trovata morta nel pomeriggio del 12 maggio 2021 lungo i campi di Mazzo, frazione del comune di Rho in provincia di Milano, in stato avanzato di decomposizione. La scomparsa della vittima era stata denunciata il 7 maggio, anche se la coinquilina con cui conviveva a Novara ha dichiarato di non aver avuto sue notizie dal 3 dello stesso mese. È stata strangolata presumibilmente dall’ex compagno, George Kyeremeh, 35 anni, originario del Ghana e operaio in un’impresa di pulizie del quartiere Primaticcio di Milano. Era incinta.

32. Lorella Tomei, 25 maggio

Fonte: Il Giornale d’Italia

La donna di 63 anni è stata uccisa nel sonno dal marito Gianluca Ciardelli, autore Rai, suo coetaneo, nell’appartamento in cui vivevano alla Balduina, a Roma. L’uomo è stato trovato dai carabinieri sul letto, accanto al corpo senza vita della moglie; le forze dell’ordine sono state allertate dal figlio della coppia dopo che il padre lo ha chiamato per chiedergli aiuto.

33. Maria Carmina Fontana, 28 maggio

Fonte: Luccaindiretta

La cinquantenne, conosciuta come Carmela, è stata uccisa nella sua casa di Altopascio, un comune della provincia di Lucca, dal marito di 54 anni, Luigi Fontana, operaio nel settore dell’edilizia a coltellate.

Dopo aver ucciso la moglie Fontana è uscito e ha avvertito i vicini che hanno chiamato i soccorsi. I carabinieri lo hanno fermato con l’accusa di omicidio volontario. Poco prima del colloquio con le forze dell’ordine ha accusato un malore ed è stato trasferito nel reparto pischiatrico dell’ospedale San Luca di Lucca.‍

34. Perera Priyadarshawie Donashantini Liyanage Badda, 29 maggio

Fonte: Ansa

Originaria dello Sri Lanka e conosciuta in Italia come Teresa, la quarantenne è stata uccisa a coltellate dall’ex compagno in strada, nel quartiere Portuense di Roma. L’uomo è il connazionale Fernando Basath Chandana Koralagamage, che l’aveva pedinata mentre lei si stava recando al lavoro.

“Teresa” non è morta sul colpo, ma inutili sono stati i tentativi di salvarla; Fernando è stato fermato dalla polizia che lo ha subito condotto in commissariato.

35. Alessandra Piga, 12 giugno

Fonte: Sardegnative.net

La venticinquenne originaria della Sardegna è stata uccisa in una villetta a Colombiera, frazione di Castelnuovo Magra, provincia di La Spezia, di proprietà dell’ex compagno, Yassin Erroum, 30 anni, originario del Nordafrica. La coppia era sposata dal febbraio del 2019. Dopo aver vissuto a Carrara e in Lunigiana, si erano trasferiti a Castelnuovo, ma poi lei aveva deciso, a maggio, di allontanarsi dal marito, ed era volata in Sardegna dalla famiglia.

Quel giorno, da poco rientrata dall’isola, ha raggiunto la casa del marito con un’amica e il loro bambino di un anno e mezzo. I due hanno cominciato a litigare ed Erroum ha colpito Alessandra Piga con numerose coltellate.

36. Sharon Micheletti, 13 giugno

Fonte: Riviera24

Sharon Micheletti è stata uccisa dall’ex compagno, il sessantacinquenne Antonio Vicari, mentre si trovava in auto. L’uomo le ha sparato tre colpi di una calibro 7.65 e poi ha cercato di uccidere anche l’amico di lei, che si trovava in un bar a comprare le sigarette, prima di uccidersi a sua volta, nei pressi del torrente Roja.

37. Silvia Susana Villegas Guzman, 19 giugno

Fonte: Zona Franca

La quarantottenne messicana è stata uccisa la mattina del 19 giugno 2021 nell’abitazione in cui risiedeva ad Arese, in provincia di Milano, dal marito Jaime Moises Rodriguez Diaz, ritrovato nel bagno della casa con alcune ferite d’arma da taglio dai Carabinieri intervenuti dopo la segnalazione dei vicini.

Secondo le prime ricostruzioni, anche il figlio diciottenne della coppia sarebbe stato minacciato dal padre, mentre in casa erano presenti anche gli altri due figli minorenni.

Arrestato, Diaz è in carcere con l’accusa di omicidio volontario e di tentato omicidio.

38. Chiara Gualzetti, 28 giugno

Fonte: Corriere/Bologna

La quindicenne Chiara Gualzetti era scomparsa da casa a Monteveglio, in provincia di Bologna, domenica 27; il suo corpo è stato ritrovato il giorno seguente in una scarpata, in una zona boschiva a pochi chilometri dalla sua abitazione.

A ucciderla un coetaneo.

39. Ginetta Giolli, 3 luglio

Fonte: Ansa

La sessantaduenne livornese è stata ritrovata il 3 luglio dopo che un’amica ha lanciato l’allarme, non riuscendo a contattarla, ma potrebbe essere stata uccisa il 1°.

Il marito della donna, il marocchino Youssef El Haitami, si è presentato spontaneamente in questura il 4 luglio dichiarando di essere fuori regione il giorno del ritrovamento del cadavere, ma la sua deposizione non è stata ritenuta sufficientemente attendibile dagli inquirenti, che lo hanno sottoposto alla misura di fermo.

L’8 luglio, nell’interrogatorio di garanzia davanti al Gip, El Haitami si è avvalso della facoltà di non rispondere, e per lui è stata prolungata la custodia cautelare in carcere.

40. Lucia Marino, 8 luglio

Fonte: LeontiNoi. News

La cinquantaseienne di Lentini, Siracusa, è stata uccisa con la madre da Adriano Rossitto, 38 anni; pare che l’uomo abbia ucciso prima Lucia Marino e poi Francesca Oliva, la madre settantanovenne della donna.

Il cadavere di Lucia Marino è stato rinvenuto nell’abitazione che la donna condivideva proprio con la madre, in avanzato stato di decomposizione.

41. Francesca Oliva, 8 luglio

La donna, madre di Lucia Marino, è stata ritrovata il giorno dopo rispetto alla figlia, nascosta in una bara da Rossitto, in un garage in via Murganzio.

42. Angelica Cocchiara, 13 luglio

Fonte: Ansa

Per la morte della settantacinquenne di Ribera, in provincia di Agrigento, gli inquirenti stanno seguendo la pista dell’omicidio-suicidio. Angelica sarebbe infatti stata uccisa dal marito settantaquattrenne Girolamo Vaccaro, portalettere in pensione, che dopo avrebbe rivolto l’arma verso di sé.

A rivolgersi ai carabinieri i vicini, preoccupati perché da giorni non avevano notizie della coppia.

43. Vincenza Tortora, 16 luglio

Fonte: Fanpage

La sessantatreenne Vincenza Tortora è stata uccisa dal marito Francesco Nunziata, 70 anni, la mattina del 16 luglio 2021 a Somma Vesuviana, in provincia di Napoli, nel parcheggio del supermercato che i coniugi gestivano.

Nunziata ha accoltellato la moglie con diversi fendenti, accusandola di avere una relazione extraconiugale con un conoscente quarantaseienne, peraltro presente al momento dell’omicidio. L’uomo ha confessato praticamente subito.

44. Maria Waschgler, 21 luglio

Fonte: Rai News

La settantottenne di Lana, Bolzano, era ospite di una Rsa, Lorenzerhof, e proprio durante una visita è stata uccisa, con una coltellata al cuore, dal compagno, Karl Engelmayr, 87 anni, cittadino austriaco che da tempo vive in Alto Adige.

Le visite nella struttura erano riprese appena pochi giorni prima dopo lo stop forzato imposto dalla pandemia. Dopo essersi seduta su una panchina del parco assieme a Engelmayr, Maria Waschgler sarebbe stata colpita con un coltello da cucina.

45. Maria Greco, 22 luglio

Fonte: Quotidiano di Puglia

La settantaduenne è stata uccisa a coltellate dal marito, Cosimo Marseglia, 75 anni, pensionato ex Ilva, a Taranto, nella loro casa alla periferia della città, mentre si trovava in camera da letto. Alcuni riferiscono che l’uomo soffrisse di depressione.

46. Daniela Gusmini, 22 luglio

Fonte: Il Mattino

La settantaseienne ex hostess di Alitalia è stata uccisa a coltellate dal marito, Alberto Riservato, di 77 anni, che si è poi lanciato dalla finestra precipitando nel cortile interno del condominio di via dei Velieri, a Ostia. Il tutto è avvenuto verso le 8:30, quando i vicini di casa hanno sentito delle urla arrivare da casa della coppia. L’uomo, dopo aver aggredito la moglie, si è ucciso lanciandosi dalla finestra del bagno.

47. Lorenza Monica Vallejo Mejia, 29 luglio

Fonte: Il Meridiano News

La quarantaquattrenne è stata uccisa dal compagno Orlando Gonzalez Arbelaez, 68 anni, in un’abitazione del quartiere Portuense di Roma, dove lui faceva il collaboratore domestico e badante. Lorenza si era trasferita da poco nello stesso appartamento per convivere insieme a lui, con cui stava da circa due mesi.

Dopo una lite Arbelaez l’ha aggredita con un coltello; inizialmente Vallejo Mejia è riuscita a uscire sul balcone per chiedere aiuto, ma l’uomo l’ha raggiunta e riportata dentro casa per finirla. Di fronte alla polizia ha confessato, consegnando anche l’arma del delitto.

48. Marylin Pera, 11 agosto

Fonte: Quotidiano Nazionale

A uccidere la trentanovenne Marylin Pera in un’abitazione di Vigevano, comune in provincia di Pavia, il compagno, Marco De Frenza, 59 anni, che poi si è costituito presso le forze dell’ordine.

Marylin è stata uccisa a coltellate nel pomeriggio del 10 agosto, ma solo il giorno dopo De Frenza ha permesso agli inquirenti di trovare il corpo senza vita. In casa, in quel momento, anche il figlio dell’uomo, che però ha detto di non essersi accorto di nulla.

49. Silvia Manetti, 12 agosto

Fonte: La Nazione

Silvia Manetti è stata uccisa dal compagno Nicola Stefanini nella notte tra l’11 e il 12 agosto a Monterotondo Marittimo, in provincia di Grosseto.‍

Intorno a 00:20 l’uomo ha telefonato al 112 rivelando di aver ucciso la compagna, con cui stava da tre anni.

I carabinieri lo hanno ritrovato in località Campetroso, con i vestiti sporchi di sangue, mentre il cadavere di Silvia giaceva in auto, con una profonda ferita d’arma da taglio alla gola.

Silvia Manetti e il compagno si erano trasferiti da poco a Monterotondo, dopo che lei, originaria di Pontassieve, Firenze, aveva risieduto prima nelle Marche, con il marito, di cui era vedova, e poi ad Altopascio, Lucca.

50. Shegushe Paeshti, 12 agosto

Fonte: Brescia Today

La donna è stata uccisa dal marito, Shekeliqim Bedeli, nella loro abitazione di Calino, frazione di Cazzago San Martino, in provincia di Brescia.‍ Ad allertare le forze dell’ordine il figlio della coppia, preoccupato perché non riusciva a raggiungerli.
Dopo aver strangolato la moglie l’uomo si è tolto la vita impiccandosi al ballatoio delle scale. La dinamica sarebbe confermata da varie lettere scritta da Bedeli al PC, indirizzate ai figli e alle Autorità.

51. Pierina Gagliardi, 16 agosto

Fonte: Roma Repubblica (immagini di repertorio)

Pierina Gagliardi, 83 anni, è stata trovata ancora seduta sulla sedia a rotelle su cui da anni ormai era inchiodata a causa dell’Alzheimer, ferita al petto da un coltello, con molto sangue sui vestiti e intorno. A ucciderla il marito Mario Pibiri, che si è poi tolto la vita impiccandosi. L’uomo ha lasciato un biglietto, “Non ce la faccio più”.

52. Maria Rosa Elmi, 22 agosto

Fonte: Il Resto del Carlino

La donna, di 73 anni, è stata uccisa dal marito, Mauro Bergonzoni, con due colpi di fucile, che poi ha puntato verso se stesso, salvandosi dopo una complicata operazione. “Stava male, stava tanto male”, la giustificazione dell’iomo che, dopo essersi ripreso, è stato arrestato con l’accusa di omicidio aggravato.

53. Catherine Panis e Stefania Chiarisse Staltari, 22 agosto

Fonte: 7giorni.info

Catherine Panis, 42 anni, e sua figlia Stefania Chiarisse Staltari, di 15 anni, sono state uccise dal marito e padre Salvatore Totò Staltari, nella casa della famiglia a Francolino, frazione di Carpiano , in provincia Milano. Le due sono state freddate mentre dormivano, tra le 6.00 e le 7.00 di domenica 22 agosto e, dopo essere rimasto per circa 7 ore nell’appartamento con i due cadaveri, Staltari ha chiamato le forze dell’ordine confessando e annunciando l’intenzione di suicidarsi.

Arrivati sul posto, i Carabinieri non hanno potuto fare altro che constatare il decesso anche dell’uomo, che era in cura per depressione.

54. Vanessa Zappalà, 23 agosto

Fonte: Il Messaggero

A uccidere la ventiseienne Vanessa Zappalà l’ex fidanzato, Antonino Sciuto, di 38 anni. La ragazza lo aveva denunciato per stalking dopo la fine della relazione, ma aveva ottenuto dal giudice solo un provvedimento di allontanamento. L’uomo l’ha raggiunta mentre si trovava sul lungomare di Aci Trezza in compagni di alcuni amici, e le ha sparato alla testa.

Si è poi impiccato nel casolare di proprietà di uno zio, lasciando biglietti di addio per i genitori e per il figlio, ma neanche una parola per Vanessa Zappalà.

55. Chiara Ugolini, 5 settembre

Fonte: Instagram @ugolinichiara

La ventisettenne è stata trovata morta la sera del 5 settembre 2021 in un’abitazione a Calmasino, frazione di Bardolino, sul lago di Garda, in provincia di Verona, dal fidanzato, con cui conviveva. Chiara Ugolini si era trasferita proprio per stare insieme a lui.
Preoccupato perché non si era presentata all’appuntamento fissato, il ragazzo è tornato a casa, trovando il corpo della fidanzata esanime, con ferite che denotavano una collutazione.

Per il suo omicidio è stato fermato il vicino di casa Emanuele Impellizzeri, 38 anni; l’uomo si trovava sull’autostrada A1 nell’area di Firenze, all’altezza del casello di Impruneta, mentre in sella alla sua moto si dirigeva verso Roma.

56. Ada Rotini, 8 settembre

Fonte: instagram @adarotini

La donna, 46 anni, è stata uccisa dall’ex marito Filippo Asero, 47 anni, a Bronte, in provincia di Catania.‍ Ada Rotini in mattinata si era recata nell’abitazione dove i due avevano convissuto, accompagnata in moto da un anziano per cui lavorava come badante. Asero ha pensato che la donna avesse riallacciato i rapporti con l’ex compagno, e ha cominciato a colpire la donna in auto con un coltello, sotto gli occhi della sorella e dell’anziano.

Dopo l’aggressione l’uomo ha puntato l’arma verso se stesso, ma è stato fermato da un carabiniere in licenza che lo ha bloccato fino all’arrivo delle forze dell’ordine.

57. Angelica Salis, 9 settembre

Fonte: Repubblica

La sessantenne è stata uccisa dal marito Paolo Randaccio, 67 anni, nella loro abitazione a Quartucciu, in provincia di Cagliari.‍ L’omicidio al culmine di una delle numerose liti tra i coniugi; solo la sera prima Angelica Salis era scappata di casa rifugiandosi in un bar vicino per chiedere aiuto, ma non è stata presa in considerazione.

58. Rita Amenze, 10 settembre

Fonte: Repubblica

La trentunenne di origini nigeriane è stata uccisa dall’ex compagno Pierangelo Pellizzari, 61 anni, a Noventa Vicentina, in provincia di Vicenza. Pellizzari ha teso un vero e proprio agguato, raggiungendo Rita Amenze prima che entrasse nell’azienda in cui era impiegata e freddandola con una pistola, regolarmente registrata.

I due si erano sposati nel 2018, poi lei aveva deciso di separarsi.

59. Giuseppina Di Luca, 13 settembre

Fonte: Fanpage

Giuseppina Di Luca, 46 anni, è stata uccisa la mattina nella sua casa ad Agnosine, comune della Valsabbia, in provincia di Brescia, dall’ex compagno, Paolo Vecchia, 52 anni. Si era trasferita in quella abituazione solo da poche settimane; Vecchia l’ha colpita con diverse pugnalate prima che lei si recasse al lavoro. Il suo corpo è stato scoperto da un ospite che è entrato per salire a trovare un condomino.

60. Sonia Lattari, 13 settembre

Fonte: nextquotidiano 

La quarantaduenne è stata uccisa nella propria abitazione a Fagnano Castello, piccolo comune della provincia di Cosenza, dal marito Giuseppe Servidio, suo coetaneo. Proprio lui ha allertato i soccorsi, dopo aver accoltellato svariate volte la vittima.

61. Alessandra Zorzin, 15 settembre

Fonte: Corriere del Veneto

La ventunenne, mamma di una bimba di due anni, è stata uccisa nella sua casa di Valdimolino, frazione del comune di Montecchio Maggiore, in provincia di Vicenza, dalla guardia giurata Marco Turrin, frequentatore abituale dell’abitazione.

Dopo aver sentito delle grida e aver visto l’auto di Turrin lasciare la casa di Alessandra Zorzin i vicini hanno provato a mettersi in contatto con la giovane, senza ottenere risposta, allertando poi il marito, l’unico ad avere le chiavi.

Turrin è stato localizzato in serata nell’area di Creazzo, ma, alla vista dei militari, si è sparato un colpo alla testa. L’uomo aveva riferito alla famiglia di avere una ragazza, tanto che il padre di lui sapeva che il figlio e Alessandra Zorzin si frequentavano da circa sei mesi.

62. Anna Cupelloni, 25 settembre

Fonte: Tuscia Web

La cinquantasettenne Anna Cupelloni è stata uccisa dall’ex compagno e marito Ciriaco Pigliaru, 65 anni, a Castel Sant’Elia, in provincia di Viterbo.‍

Pigliaru ha attirato la ex in un casale di campagna di sua proprietà a circa un chilometro di distanza dalla loro abitazione, sparandole con un fucile, poi rivolto verso se stesso.

A chiamare i soccorsi una delle figlie della coppia che, trovandosi nelle vicinanze, ha assistito all’omicidio-suicidio.

Secondo le ricostruzioni Pigliaru, non in possesso di armi e senza un regolare permesso, si era impossessato di uno dei fucili di un amico, che ne aveva poi denunciato la scomparsa. Cupelloni aveva da qualche mese avviato le pratiche per la separazione e aveva abbandonato la casa coniugale.

63. Lucia Massimo, 2 ottobre

Fonte: La Nuova Tribuna

Lucia Massimo, 70 anni, è stata uccisa dal marito, l’ex carabiniere Paolo Iannello, di 72, nella loro casa a Velletri; l’uomo si è poi ucciso lanciandosi dal balcone di casa.

64. Carmen De Giorgi, 5 ottobre

Fonte: Torino Today

Carmen De Giorgi, 44 anni, è stata uccisa a coltellate a Luserna San Giovanni, in provincia di Torino, dal trentaquattrenne marocchino Medhi Hounaifi, in un bar all’interno di una struttura alberghiera. Secondo le ricostruzioni, Carmen De Giorgi sarebbe stata avvicinata dall’uomo mentre si trovava nel bar con alcune amiche. Nelle ore precedenti i due si sarebbe incontrati nella stanza di un altro albergo, e le ipotesi degli investigatori è che lei avesse rifiutato all’ultimo un rapporto sessuale concordato, per i comportamenti violenti di lui.

Dopo essere stato rifiutato in seguito al nuovo approccio l’uomo avrebbe estratto un coltello uccidendo la donna e ferendo altre due donne. Carmen De Giorgi aveva una figlia di 18 anni ed era impiegata come stagionale nell’azienda che produce e distribuisce l’acqua Sparea.

65. Giuseppina Loredana Dinoi, 12 ottobre

Fonte: Il Riformista

La settantunenne è stata uccisa dal convivente Pietro Dimitri, 75 anniva Manduria, in provincia di Taranto. Dopo l’omicidio l’uomo ha telefonato ai carabinieri per confessare, e ha annunciato di volersi togliere la vita. Si è procurato ferite lieve ed è stato arrestato con l’accusa di omicidio volontario aggravato dalla crudeltà e dal rapporto di convivenza.

Sul corpo di Giuseppina Loredana Dinoi sono stati ritrovati oltre 50 colpi inferti con un taglierino, alcuni dei quali sferrati dopo la morte della donna.

66. Cristine Florida Cicio, 15 ottobre

Fonte: adkronos

La cinquantenne Cristine Florida Cicio è stata uccisa dal marito coetaneo Daniel Stefan Corbos nella loro casa di Montesilvano, in provincia di Pescara.‍

Corbos ha accompagnato il figlio a scuola e, al rientro a casa, è scoppiata una forte lite, seguita poi da un silenzio che ha messo in allarme i vicini.

Quando carabinieri e vigili del fuoco, allertati, hanno fatto irruzione nell’appartamento hanno trovato i corpi senza vita dei due coniugi, di origini romene.

67. Elena Casanova, 20 ottobre

Fonte: Facebook @Elena Casanova


Elena Casanova
, 49 anni, impiegata all’Iveco di Brescia, è stata uccisa dall’ex compagno Ezio Galesi, a martellate.

Approfittando dell’assenza della figlia diciassettenne di Elena Casanova, fuori con il padre, Galesi ha bloccato la donna nella propria auto e l’ha poi costretta a scendere, massacrandola. Ad allertare i soccorsi i vicini, allarmarti dalle urla di Casanova. Fra i primi ad accorrere sulla scena del delitto proprio l’ex marito della donna, con la figlia.

68. Elisa Mulas, 17 novembre

Fonte: Facebook @Elisa Mulas

La quarantaquattrenne originaria della Sardegna, ma residente a Sassuolo, è stata uccisa a coltellate dal compagno da cui si era da poco separata, il trentottenne Nabil Dahir.

Dahir è entrato nell’appartamento della madre di Mulas, dove lei si era trasferita da poco, e ha ucciso la ex compagna, la madre Simonetta Fontana, e i loro due figli, Ismael e Sami, di 2 e 5 anni. L’altra figlia di Mulas si è salvata perché in quel momento si trovava a scuola, e proprio lei ha dato l’allarme, quando ha visto che nessuno si era presentato all’uscita a prenderla né le aveva risposto al telefono.

69. Simonetta Fontana, 17 novembre

Simonetta Fontana è la madre di Elisa Mulas, uccisa dall’ex compagno di lei, Nabil Dahir, entrato nella casa dove vivevano.

70. Juana Cecilia Hazana Loayza, 20 novembre

Fonte: Gazzetta del Sud

La trentaquattrenne è stata uccisa a Reggio Emilia, in un parco pubblico in fondo a via Patti, vicino alla casa dove risiedeva con la madre e il figlio di un anno e mezzo avuto da un ex compagno.

A ucciderla, secondo gli investigatori, l’ex compagno, il ventiquattrenne Mirko Genco, che Hazana Loayza aveva lasciato. Sottoposto a fermo di indiziato di delitto, il giovane ha confessato nel corso dell’interrogatorio in caserma.

Genco era già stato arrestato il precedente 5 settembre per atti persecutori, scarcerato il giorno dopo e sottoposto alla misura cautelare del divieto di avvicinamento alla vittima. Il 10 settembre però era stato nuovamente arrestato per violazione di domicilio e altri atti vessatori nei confronti della vittima.

Il 23 settembre era stato sottoposto agli arresti domiciliari patteggiando il 3 novembre, al termine del processo per stalking, una condanna a due anni con sospensione condizionale della pena e concordando di intraprendere un percorso riabilitativo presso l’azienda sanitaria locale di Parma. Il giorno dopo è tornato in libertà.

71. Giovanna Cantarero, 10 dicembre

Fonte: Fanpage

La ventisettenne, chiamata Jenny dai conoscenti, è stata uccisa a colpi di pistola a Lineri, frazione di Misterbianco, in provincia di Catania, mentre si allontanava da un panificio-pasticceria dopo aver terminato il turno di lavoro. È stata avvicinata da un uomo in scooter, coperto da un casco integrale, che dopo averle sparato diverse volte è scappato, lasciando il cadavere sull’asfalto tra gli sguardi increduli dei passanti.

La Procura di Catania ha fermato nelle ore successive Sebastiano Spampinato, un conoscente di Cantarero padre di due figlie e sposato, che tuttavia risultava irreperibile.

Spampinato aveva avuto una relazione con Giovanna Cantarero, durata circa 3 anni e conclusasi solo poche settimane prima dell’agguato. Il trentenne è stato trovato morto in un casolare abbandonato del villaggio Campo di Mare a Vaccarizzo, una frazione marinara della città di Catania.‍

72. Mihaela Kleics, 13 dicembre

Fonte: Fanpage.it

La cinquantenne è stata uccisa nella sua abitazione di Quartu Sant’Elena, in provincia di Cagliari, dove si era trasferita da qualche mese. Ad aggredirla a colpi di coltello il compagno cinquantaseienne, Sandro Sarais.‍

A mettere in allarme i soccorsi era stata la sorella della vittima, di origine romena, che vive in Romania e che aveva provato a mettersi in contatto con Kleics, inutilmente.

 

73. Giulia Rigon, 19 dicembre

Fonte: Fanpage

Il corpo della trentunenne è stato scoperto la mattina del 19 dicembre 2021 a Bassano Del Grappa, in provincia di Vicenza.‍ Rigon viveva con il compagno, Henrique Cappellari, all’interno di un camper parcheggiato in un’area di sosta alla periferia della città. Proprio Cappellari ha lanciato l’allarme, spiegando che la compagna sarebbe caduta accidentalmente. Le ferite sul corpo di Giulia Rigon non hanno però convinto gli inquirenti.

L’autopsia svolta nei giorni seguenti avrebbe rafforzato le convinzioni dei Carabinieri e fatto propendere per un’aggressione, smentendo la versione dell’incidente. Rigon sarebbe stata colpita con un corpo contundente e presa a calci e pugni. Nella serata del 23 dicembre 2021 la Procura di Vicenza ha disposto il fermo nei confronti di Cappellari, accusandolo di omicidio volontario aggravato.‍

74. Natalia Kyrychok, 26 dicembre

Fonte: Il Resto del Carlino

La sessantunenne è stata trovata morta la sera del 26 dicembre 2021 nell’abitazione in cui risiedeva a Fanano, frazione di Gradara in provincia di Pesaro e Urbino. Originaria dell’Ucraina, Natalia Kyrychok viveva assieme al marito Vito Cangini, pensionato di 80 anni, il primo a segnalare il corpo della moglie. Sottoposto a fermo dagli inquirenti, Cangini ha confessato l’omicidio.

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