"L’industria della fertilità discrimina le persone LGBTQ+": la campagna della coppia di influencer

Una coppia di influencer inglesi ha indetto un'azione legale affinché il diritto di accedere ai trattamenti per la fertilità offerti dal NHS sia lo stesso per tutti, comprese le coppie LGBTQ+.

Megan e Whitney Bacon-Evans, una coppia di influencer sposata da quattro anni, ha intrapreso una vera e propria battaglia contro il gruppo locale della commissione clinica Frimley per il loro modo di trattare l’infertilità, escludendo di fatto le persone appartenenti alla comunità LGBTQ+.

Secondo le linee guida del National Institute for Health and Care Excellence (NICE), alle donne sotto i 40 anni possono essere offerti tre cicli di fecondazione in vitro dal Sistema Sanitario Nazionale, qualora abbiano cercato il concepimento attraverso rapporti sessuali regolari e non protetti per due anni, o se non sono riuscite a restare incinte dopo 12 cicli di inseminazione artificiale. Dal momento in cui le possibilità di provare a concepire naturalmente riguardano solo le coppie eterosessuali, ciò significa che per le coppie LGBTQ+ esiste solo la strada alternativa, che può arrivare a una spesa di oltre 30 mila sterline.

Le due donne hanno dichiarato al Guardian di aver speso finora 8.000 sterline in donatori di sperma e test obbligatori di pre-inseminazione. Ma ora hanno deciso di intraprendere questa battaglia contro quella che ritengono essere una grave discriminazione, lanciando una vera e propria azione legale servendosi dello studio Leigh Day, sostenendo che la politica della commissione clinica non riconosca la sterilità di fatto delle coppie dello stesso sesso, ma solo quella delle coppie etero.

Possiamo finalmente farvi sapere cosa è successo dietro le quinte per molti, molti mesi quest’anno. È stato così difficile non dirlo a tutti voi, ma è probabilmente la cosa più importante che abbiamo mai fatto. Come tutti voi sapete, siamo rimaste scioccate e devastate nello scoprire la discriminazione che le coppie lesbiche, le donne bisessuali e ogni individuo che abbia un utero subiscono se vogliono creare la loro famiglia. Le coppie LGBTQ+ non hanno diritto allo stesso accesso ai trattamenti di fertilità delle coppie eterosessuali cis.

Abbiamo quindi incaricato il miglior studio legale del Regno Unito @leighday_law, tramite gli avvocati Jude Bunting e Marlena Valles, di rappresentarci per intraprendere un’azione contro le politiche discriminatorie del nostro CCG (Clinical Commissioning Group) che ci impediscono di avere uguale accesso al trattamento della fertilità. Lo stiamo facendo per tutte le coppie LGBTQ+ che hanno dovuto rinunciare alle loro speranze e sogni di creare una famiglia. Se si scopre che tutto questo è illegale, potrebbe avere un impatto positivo sulla vita di decine di migliaia, o addirittura centinaia di migliaia, di persone LGBTQ+ che stanno intraprendendo il loro cammino verso la genitorialità ora e nel futuro a venire. È tempo che la discriminazione finisca e che ci sia un trattamento uguale a quello delle coppie eterosessuali nel sistema sanitario.

La coppia ha istituito anche una raccolta fondi su Crowd Justice, per raccogliere una somma di circa 25 mila sterline per portare avanti la loro causa.

Rispetto al concepire un bambino, siamo nella stessa posizione di un uomo sterile e una donna fertile, o un uomo fertile e una donna sterile – hanno spiegato – Questo trattamento differenziato nei confronti delle coppie omosessuali femminili equivale a una discriminazione diretta e indiretta contraria all’Equality Act 2010.

Le richieste delle due donne sono chiare: rivedere la politica della fertilità portata avanti dal NHS (il Sistema Sanitario Nazionale), non solo rispetto alle donne lesbiche, ma anche alle bisessuali, alle single e alle persone transgender FtM che desiderino un figlio.

A sostenere Megan e Whitney Bacon-Evans nella loro azione c’è il comitato di Stonewall e il British Pregnancy Advisory Service.

In Stonewall, immaginiamo un mondo in cui tutte le persone LGBTQ+ sono libere di essere se stesse, sono trattate in modo equo e possono vivere appieno la propria vita – ha dichiarato Eloise Stonborough, direttrice associata della politica e della ricerca di Stonewall – Le attuali linee guida sulla fertilità del NICE creano significative barriere pratiche e finanziarie per i futuri genitori LGBTQ+, in particolare lesbiche e donne bisessuali. Per molte coppie queste barriere sono insormontabili e non sono in grado di creare una famiglia.

Il caso di Whitney e Megan mette in evidenza l’impatto umano della limitazione dell’accesso ai servizi di fertilità finanziati dal NHS, e siamo orgogliosi di sostenere la loro lotta per garantire che nessuno sia escluso dal diritto di formare una famiglia.

La discussione continua nel gruppo privato!
Seguici anche su Google News!