Greta Beccaglia, la sua battaglia è di tutte: “Ho passato giorni terribili”

La giornalista, dopo un mese dall'episodio in cui è stata molestata in diretta tv, rompe il silenzio: "Voglio contribuire a cambiare questo stato di cose in cui la violenza dei più elementari diritti delle donne non è una priorità nel nostro Paese".

È passato un mese da quando Greta Beccaglia ha subito una grave molestia in diretta tv. Era il tardo pomeriggio di sabato 27 novembre e la giornalista si trovava fuori dallo stadio di Empoli alla fine della partita dei padroni di casa contro la Fiorentina. Alcuni tifosi hanno preso di mira l’inviata di Toscana TV e, tra palpeggiamenti e subdoli apprezzamenti, la giovane è stata vittima di molestie in diretta televisiva.

Perché le parole di Enrico Varriale e del molestatore di Beccaglia si somigliano

Ora, è lei stessa a rompere il silenzio e ad affidare a Instagram il suo pensiero: “Come ho detto sin dal primo momento, e poi in più occasioni ribadito, la mia scelta di denunciare l’accaduto si fonda sia su profonde convinzioni personali che, soprattutto, sul rispetto che nutro verso le donne e me stessa”. Sono queste le prime parole di un lungo post, dove Greta Beccaglia tocca temi importanti che vanno dai diritti delle donne, al victim blaming.

“Agli uomini e alle donne che mi hanno attaccata e insultata pesantemente (utilizzando la maggior parte delle volte un profilo fake) – continua a raccontare la giornalista – vorrei dire che purtroppo siete riusciti a farmi perdere la serenità. Ho passato giorni terribili, mi avete in qualche momento addirittura fatto sentire in colpa per aver denunciato l’accaduto, oppure perché sono diventata ‘popolare’ per circostanze non determinate da me”. Parole che chi ha subito molestie conosce bene, perché l’arte di far sentire in colpa la vittima è radicata nella cultura della società maschilista.

Ma è determinata Greta Beccaglia e vuole portare avanti un battaglia che non è solo la sua ma è di tutte noi, di tutte le donne che devono fare il conto ogni giorno con soprusi, molestie, battute non richieste, frasi come quel “non prendertela”, detta dal conduttore in studio, che ha fatto male tanto quanto la pacca sul fondoschiena. Come se essere toccate, palpeggiate, offese, sia una cosa a cui si può passare sopra. Ecco che Greta Beccaglia allora aggiunge:

“Sono stata male, lo confesso, ma sono riuscita a superare questa situazione con forza e determinazione, e lo sapete perché? Perché è stata più forte la voglia di contribuire a cambiare questo stato di cose, in cui la violenza dei più elementari diritti delle donne non è percepita come una vera e propria priorità nel nostro Paese. Perché è stata più forte la voglia di alimentare, grazie al faro che si è acceso sulla mia vicenda, il dibattito su questi temi, in modo che molte donne che subiscono soprusi tutti i giorni possano trovare un filo di speranza in più”.

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