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Honey Boo Boo: da baby-reginetta di bellezza a protagonista di un reality

In principio era Shirley Temple, oggi è Honey Boo Boo. Un viaggio nel multimilionario mondo dei concorsi di bellezza per bambine e della loro nuova, piccola star. Bambina prodigio o figlia del trash mediatico? A voi (e ai posteri) l'ardua sentenza.
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Riccioli biondi, occhi azzurri, visetto paffuto e rubicondo. Più che ad una bambina, Alana Thompson (meglio conosciuta come Honey Boo Boo) somiglia ad un cherubino, di quelli che si vedono spesso sui biglietti d’auguri di Natale. Ha soltanto 6 anni ma in poco tempo, è diventata la bimba più famosa e chiacchierata d’America, letteralmente lanciata in pasto all’attenzione mediatica di mezzo mondo grazie alla sua partecipazione ad alcuni concorsi di bellezza raccontati nel celebre programma televisivo “Little Miss America”.

Questo tipo di concorsi per bambine non sono certo una novità, e provocano le più svariate reazioni nell’opinione pubblica. C’è chi trova raccapricciante la sola idea di vedere queste creature di appena 5 o 6 anni con abiti succinti, tre quintali di trucco sul viso e andatura ancheggiante da far impallidire Naomi Campbell. E non è finita qui: cantano, ballano, recitano, intrattengono come dei veri animali da palcoscenico. Il risultato sono delle grottesche creature quasi mitologiche: volto di donna, corpo di bambina, mostruose figure simili a bambole montate male. Tutto questo per compiacere le rispettive madri che trovano nei piccoli successi delle loro adorabili pargole, l’appagamento dei loro sogni di gloria frustrati. Il quadro, nel suo insieme offre uno spettacolo a dir poco reggelante. Ed è ancor più raggelante sapere che, allo stesso tempo, c’è chi non trova nulla di male se “le bambine vogliono solo mascherarsi e farsi belle per giocare e divertirsi un po’. In fin dei conti sono solo bambine”.

Tornando a Honey Boo Boo, sta per approdare anche in Italia, sulla rete televisiva Real Time, il reality-show “Here comes Honey Boo Boo” che le ha fruttato rendite per oltre 300.000 dollari e che la vede protagonista insieme alla sua chiassosa e caciarona famiglia di obesi. Già, perchè se pensate che questa moderna Shirley Temple non sia proprio una silhouette, aspettate di vedere sua madre June e le sue sorelle maggiori (una delle quali sta portando avanti una gravidanza in età adolescenziale). Se proprio non vedete l’ora di sapere a quali attività si dedica tutto il santo giorno questa allegra famigliola americana eccovi serviti: la madre June è un’accanita risparmiatrice, nonchè un’avida collezionista di coupon di sconti che le permettono di fare spese di dimensioni bibliche al supermercato, spendendo solo poche manciate di dollari (esattamente come nell’altro programma tv-feticcio di Real Time “Pazzi per la Spesa”), la famiglia possiede inoltre un porcellino domestico al quale le ragazze tentano di mettere lo smalto. Durante le ore dei pasti si scolano abbondanti pentolate di spaghetti burro e ketchup (il piatto preferito della piccola miss). Gli adorabili coniugi Thompson si premurano anche di fornire alla loro piccola star, un bibitone energizzante a base di glucosio e caffeina, e di fargliene trangugiare a litri nell’attesa di esibirsi ai concorsi, allo scopo di tenerla costantemente in tensione.

Ecco quindi la quintessenza del trash sotto forma di zuppa: cucinata, scodellata e servita per voi da quel grande Chef che è il tubo catodico. A noi non resta che consumare, consumare, consumare.
Oppure, in alternativa potremmo filtrare tutta questa roba e buttarne buona parte nel pattume. Esattamente da dove è venuta.

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