Il biotestamento passa anche al Senato: il testo sul fine vita è legge con 180 sì, 71 no e 6 astenuti. Da questo momento in poi, dunque, i cittadini italiani maggiorenni potranno esprimere le proprie preferenze in merito ai trattamenti sanitari, dunque potranno accettare o rifiutare tutte le terapie comprese le pratiche di nutrizione e idratazione artificiale. Una grande conquista per la quale Emma Bonino e Mina Welby si sono commosse in aula come riporta Tgcom24.it.

Nello specifico, nessun trattamento sanitario potrà essere avviato senza il consenso libero ed informato della persona interessata che dovrà esprimerlo in forma scritta o, in casi estremi, quando ed esempio le condizioni fisiche lo richiedano, attraverso videoregistrazione o dispositivi che consentano al cittadino italiano di comunicare con chiarezza. Il consenso informato, tra l’altro, potrà essere revocato in qualsiasi momento: la persona può decidere, infatti, improvvisamente di interrompere il trattamento sanitario come la nutrizione e l’idratazione artificiale.

Il medico, se il paziente rinuncia ai trattamenti sanitari che gli consentono di rimanere in vita, potrà avvalersi dei servizi di assistenza psicologica. E c’è di più: i medici saranno costretti a rispettare le volontà dei pazienti, anche quando questi rinuncino alle cure, e per questo motivo saranno automaticamente esenti da responsabilità civili e penali. Il malato, però, non potrà esigere in nessuna occupazione trattamenti che siano contrari alla legge, alla deontologia professionale e alle buone pratiche clinico-assistenziali.

Se il paziente sta per morire, il medico dovrà evitare l’accanimento terapeutico, dunque trattamenti oggettivamente inutili. È importante che il malato, fino alla fine, soffra il meno possibile: per questo le aziende sanitarie dovranno assicurare le terapie del dolore ma sempre col consenso libero e informato del paziente. In merito ai minori, le decisioni vengono prese esclusivamente dai genitori o dal tutore tenendo conto della volontà della persona minore.

Le “Dat”, così sono state chiamate, dovranno essere redatte per atto pubblico, per scrittura privata autenticata, per scrittura privata consegnata presso l’ufficio di stato civile del comune di residenza oppure presso la struttura sanitaria che poi le trasmetterà alla Regione di competenza. Le “Dat” non hanno costi e possono essere revocate in qualsiasi momento.

La discussione continua nel gruppo privato!
Seguici anche su Google News!