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Inviate de "Le Iene" aggredite con calci, pugni e schiaffi

Aggressione ai danni di due inviate de "Le Iene" nel Cosentino che sono state prese di mira da un branco di uomini i quali le hanno prese a calci e pugni. Sono state liberate dai carabinieri, intervenuti tempestivamente.
le iene

Aggressione ai danni di una troupe televisiva de “Le Iene”, composta da Valeria Castellano e Giulia Mascaro, che si trovava a San Vincenzo La Costa (Cosenza) per un’intervista ad un prete. È la stessa inviata del programma tv di Italia 1 a raccontare su Facebook cosa è successo.

Eravamo in un paese per intervistare un prete, dopo l’intervista (che abbiamo realizzato nel privato di una stanza, lontano da sguardi indiscreti, per tutelare la reputazione della persona coinvolta, della quale non avremmo mandato in onda nè il nome nè altri riferimenti personali), all’uscita dalla chiesa, i familiari del parroco e alcuni parrocchiani si sono scagliati contro di noi.

All’improvviso, come racconta l’inviata, 5 uomini si sarebbero scagliati contro loro due sferrando “calci, pugni e schiaffi” e minacciandole. “Tutto questo con lo scopo di sottrarre la nostra telecamera”.

Venivamo buttate a terra, in quel momento qualcuno mi strappa la borsa e la porta via. Io non so con quale forza, ma io e la mia collega siamo riuscite a proteggere l’attrezzatura. Non senza contusioni. Giulia si ritrova un labbro rotto, a seguito di un pugno in faccia da un omone tanto grosso quanto cafone, e la mano sanguinante. Io mi ritrovo le mani nere oltre a diverse contusioni alla testa e alla schiena.

Intorno alle due inviate c’erano “circa 20 spettatori, passivi di fronte alle loro suppliche quando da terra chiedevano di smetterla […] Il prete, anziché fermare le bestie, inveiva contro di noi aiutandoli a strappare la cinepresa”. Poi l’arrivo dei carabinieri ha evitato il peggio: “Dopo ore di caserma, due denunce, il deposito delle riprese come prova dell’agguato, la nostra giornata è finita. Non era l’immagine che avrei voluto dare della mia terra. Ma se questa è.. allora non posso fare altro che testimoniare l’inciviltà e sperare di cambiare qualcosa”.

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