Lisa Kudrow ha definito "brutali" e "cattivi" gli sceneggiatori di Friends

Allusioni sessuali e trattamenti irrispettosi: l'attrice ha descritto un luogo di lavoro decisamente inquietante.

“Cattivo” e “brutale”; così Lisa Kudrow, in un’intervista con il Times, ha definito il comportamento degli sceneggiatori di Friends, la sit-com diventata icona pop che, fra il 1994 e il 2004, le ha dato grande popolarità nel ruolo di Phoebe Buffay.

Non un rinnegamento nei confronti di quell’esperienza, ma un vero e proprio j’accuse nei confronti degli uomini che lavoravano dietro le quinte al progetto.

“Non dimenticate che stavamo registrando davanti a un pubblico dal vivo di 400 persone – ha spiegato l’attrice – e se sbagliavate una delle battute degli autori o non ottenevate la risposta perfetta, loro erano capaci di dire cose come: ‘Ma questa stronza non sa leggere? Non ci sta nemmeno provando. Ha mandato a puttane la mia battuta'”.

Kudrow ha anche aggiunto che, nella stanza degli sceneggiatori, composta da 12-15 membri dello staff, per lo più uomini, “i ragazzi restavano svegli fino a tardi a discutere delle loro fantasie sessuali” sulle sue co-protagoniste Jennifer Aniston e Courteney Cox.

L’attrice, che in passato ha anche detto di aver ricevuto battute sessiste da una guest star della trasmissione, senza però mai rivelarne il nome, ha spiegato di aver assunto un atteggiamento distaccato rispetto agli episodi cui assisteva.

“Ma questi ragazzi – e lì dentro c’erano soprattutto uomini – stavano seduti fino alle 3 del mattino cercando di scrivere la serie, quindi il mio atteggiamento era: ‘Dite pure quello che volete su di me alle mie spalle, tanto poi non ha importanza'”.

Page Six ha contattato i rappresentanti di Aniston, Cox e dei co-creatori Marta Kauffman e David Crane, senza ricevere risposta, così come il team che lavorava per lo show mandato in onda da Nbc non ha al momento risposto alle accuse.

Tuttavia il comportamento degli sceneggiatori di Friends era già stato messo in discussione nel 2004, quando l’ex assistente degli sceneggiatori Amaani Lyle aveva intentato una causa contro la Warner Bros. Television, accusando gli autori di molestie sessuali e razziali.

Il caso era allora giunto alla Corte Suprema della California, che si è pronunciata contro Lyle, affermando che il comportamento rozzo e volgare era “una parte necessaria dell’ambiente di lavoro”.

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