"Ho sempre paura di sbagliare": il monologo di Lodovica Comello sulla maternità

La conduttrice ha affiancato Nicola Savino a Le Iene, dove ha parlato di come la sua vita sia completamente cambiata da quando è diventata mamma di Teo, nato a marzo 2020 in pieno lockdown.

Per la puntata del 23 novembre la conduttrice per una sera de Le Iene è stata Lodovica Comello. Al fianco di Nicola Savino, ha indossato per la prima volta il completo nero e, come le sue colleghe, è stata protagonista di un monologo su un argomento che la tocca da vicino. La maternità. La presentatrice e il marito Tomas Goldschmidt, infatti, a marzo 2020 (in pieno lockdown) sono diventati genitori di Teo, il loro primo figlio. Lodovica ha iniziato scusandosi con il pubblico:

“Vi chiedo scusa ancora prima di iniziare. Mio figlio è la cosa più importante della mia vita. Da quando sono diventata madre non sono più quella di prima: sono stanca, sbattuta, e purtroppo di questa cosa se ne accorgono tutti. “Povera, si vede che non dormi, sei sciupata”. Io preferirei che la gente sia un po’ meno sincera, perché se tu dici “sei sciupata” le mie orecchie sentono “sei un cesso””,

ha detto, ironizzando sul fatto che alle neomamme viene spesso fatta notare una certa stanchezza sui loro volti. Un altro aspetto della vita da genitori che la conduttrice ha sottolineato è il fatto che i bambini diventino sempre argomento di conversazione:

“Anche la mia vita sociale è cambiata, perché esco poco e parlo solo di mio figlio. E se si sta parlando di altro io trovo comunque il modo di dire “Ma sai che anche Teo…”. Io non so perché faccio così. Risultato? Non sono più interessante come una volta”.

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In compenso, però, da quando è diventata mamma Lodovica ha sviluppato quelli che lei chiama superpoteri: “Cucino, mangio, mi depilo, annaffio e scrollo Instagram con un braccio mentre con l’altro tengo mio figlio“, ha detto. Un racconto in cui, sicuramente, molte madri (e padri) si ritrovano completamente. Ma la conduttrice ha espresso anche le sue paure, che accomunano tutti i neogenitori: la paura di fallire, di non fare la cosa giusta, di crescere i bambini nel modo sbagliato:

“Tutte queste cose che ho imparato non bastano, perché trovo sempre qualcuno che sa come si fa la mamma meglio di me. Come se io in ogni momento non mi stessi già chiedendo: “Ma che cosa sto facendo?”. Perché ho sempre paura di sbagliare, di non mantenere una promessa o di deludere mio figlio. La paura che si accorga che io, che gli ripeto tutte le sere di non avere paura, ho paura. E comunque per gli altri noi mamme siamo sempre o troppo rigide o troppo permissive, troppo scollate o troppo sciatte, lavoriamo troppo e siamo assenti o non lavoriamo da troppo e stiamo troppo a casa. Non è un po’ troppo? Vedi Teo, io potrò essere tutte queste cose ma alla fine chi se ne frega di quello che dicono gli altri. In questo viaggio siamo io e te, tutti e due in cammino. Ognuno ha il suo, ma ci teniamo per mano”.

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