Solo oggi, a distanza di diversi mesi dalla sua morte avvenuta il 12 gugno 2023, Marina Berlusconi ha deciso di uscire allo scoperto e di raccontare delle ultime ore di suo padre Silvio Berlusconi, che si è spento al San Raffaele di Miano a causa della leucemia che gli era stata diagnosticata tempo prima, anche se lui non ne aveva parlato ufficialmente. La primogenita dell’ex presidente del Consiglio ne ha parlato nella prefazione del libro scritto da Paolo Del Debbio, In nome della libertà, in libreria dal 9 aprile 2024.

Nel suo scritto, pubblicato parzialmente dal Corriere della Sera, emerge come le condizioni del politico siano peggiorate nell’arco di poche ore. “Gli avevo fatto visita la sera precedente, venerdì 9 giugno – si legge – Era stata una serata molto dolce e affettuosa, l’avevo visto bene, la speranza che il male gli concedesse ancora un po’ di tempo si era riaccesa. Tornai il giorno dopo, trovai purtroppo un altro uomo. Abbandonato su una poltrona, molto affaticato, cupo, sofferente. Per me fu un colpo tremendo, anche se mi imposi, come facevo da tempo, di mantenere il sorriso. Si fece accompagnare dalla poltrona al tavolo. Quel tavolo al quale sia durante il primo che durante il secondo ricovero non aveva mai smesso di lavorare”.

A quel punto Silvio Berlusconi, pur essendo affaticato, ha scelto di mettersi all’opera e scrivere un suo testo, che ha oggi per la sua primogenita un grande significato: “Vedi, Marina, la vita è così, fai, fai e poi te ne vai – ha detto lui a Marina Berlusconi in quelle ore – Quello che compare in queste pagine è l’ultimo scritto di mio padre. Lo buttò giù in una stanza d’ospedale poche ore prima che la mattina del 12 giugno si separasse dalla vita. È un documento che mi pare al tempo stesso tragico e grande. E io credo, come spiegherò più avanti, che per mostrarlo non ci fosse occasione migliore di questo libro di Paolo Del Debbio, un libro sull’attualità e sulla forza delle idee che hanno guidato tutto l’impegno di mio padre, sui valori e le convinzioni che sono stati la bussola costante della sua lunga esperienza politica, ma direi della sua intera vita”.

Ripensare a quei momenti non può che generare commozione in Marina Berlusconi: “Finì la prima pagina, me la passò, lessi. E mi cascò il mondo addosso. Perché mi resi conto che quello che stava scrivendo era il suo lascito ideale, il suo testamento, la sintesi delle convinzioni e dei valori che lo avevano sempre accompagnatoha detto ancora l’imprenditrice Sapevo che la fine era vicina, ma rendermi conto parola dopo parola che ne era pienamente consapevole anche lui mi costrinse ad alzarmi e ad allontanarmi per qualche secondo, per riuscire a controllare la tempesta devastante dei miei sentimenti. Lui continuò a scrivere, e quando ebbe finito chiese di essere riaccompagnato a letto. Io restai lì impietrita, facendo finta di non aver compreso quello che entrambi avevamo compreso benissimo”.

A distanza di mesi lei è convinta di come sia importante diffonderle proprio ora: “Quelle parole non contengono nulla di inedito, ma mi piace condividerle con quanti a mio padre hanno voluto bene, con quanti hanno creduto in lui e continuano a credere nelle sue idee. E non soltanto con loro. Anche con quanti non l’hanno amato ma non possono non riconoscerne l’unicità. Lui, ne sono certa, avrebbe voluto così” – ha concluso.

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