“Dobbiamo avere ancora pazienza per evitare che una festa si trasformi in un potenziale rischio per i partecipanti”. Così il Presidente del Consiglio Mario Draghi, durante il question time di ieri alla Camera, ha affrontato il discorso della ripartenza per i matrimoni, finora unico settore escluso dai decreti attualmente in vigore.

Assieme a coprifuoco e riapertura dei centri commerciali nel fine settimana probabilmente quello delle nozze sarà il nodo principale su cui verterà il prossimo decreto, atteso per il 17 maggio e che dovrebbe entrare in vigore il lunedì seguente, il 24, anche perché ci sono decine di coppie di futuri sposi in attesa di capire se e quando potranno festeggiare il loro matrimonio (ricordiamo che le celebrazioni non sono mai state sospese, a essere proibite, finora, semmai, feste e ricevimenti post celebrazione).

Draghi ha spiegato, durante l’intervento alla Camera, di capire il desiderio di programmazione degli sposi e anche degli addetti del settore, ma anche che l’approccio del Governo alle riaperture sarà graduale.

Capisco la preoccupazione di chi si accinge a sposarsi – ha detto il Presidente del Consiglio – Il festeggiamento è un desiderio che abbiamo avuto tutti ma è fondamentale avere pazienza per evitare che una occasione di gioia e spensieratezza si trasformi in un potenziale rischio per i partecipanti. La questione del settore di cerimonie sarà all’attenzione della cabina di regia di lunedì per dare certezze a chi ha subito danni economici significativi.

Con questo Draghi ha anticipato di fatto lo stanziamento di 200 milioni di euro per anno in corso e di ulteriori indennizzi nel nuovo decreto sostegni; nel frattempo, ci sono delle linee guida per la ripartenza dei matrimoni già approvate dalla Conferenza delle Regioni, che devono passare al vaglio del Cts e del Governo per capirne l’eventuale fattibilità o le possibili integrazioni, ed emergono anche le prime date per una possibile ripresa degli eventi: si parla del 15 giugno nelle zone gialle, ma su questo punto nessuno sembra volersi sbilanciare più di tanto.

Stando alle indicazioni contenute nelle linee guida, queste sarebbero le restrizioni imposte agli sposi e ai partecipanti alle cerimonie per l’estate 2021:

L’autodichiarazione e il Covid manager

Per partecipare alla festa ogni ospite dovrà autodichiarare di aver preso visione del protocollo anti-contagio della location, confermare il mancato contatto con persone positive al virus nei 14 giorni precedenti e l’assenza di sintomi influenzali o febbre. Verrà comunque misurata la febbre all’entrata, con il divieto di entrare per persone con più di 37,5°.

Potrebbe essere inserita anche la figura del Covid manager (uno ogni 50 invitati), che dovrà fornire a invitati e operatori tutte le informazioni sulle norme di sicurezza, assicurarsi che vengano rispettate, e mantenere l’elenco dei partecipanti per i 14 giorni seguenti al ricevimento, così da favorire il tracciamento se dovesse essere individuato un focolaio.

Le mascherine

Mascherine obbligatorie per gli ospiti e gli sposi nelle sale interne, con l’eccezione di quando si è seduti al tavolo, e all’esterno laddove non sia possibile rispettare una distanza superiore al metro.

Anche i fotografi dovranno indossarla se staranno a meno di un metro da ospiti e invitati; i gruppi musicali, invece, dovranno avere una distanza dal pubblico di almeno tre metri, e indossare la mascherina solo qualora debbano spostarsi nelle aree comuni come bagni o bar.

Balli ed esibizioni

Sono consentiti all’esterno e all’interno laddove sia possibile rispettare la distanza interpersonale di un metro.

Distanziamento dei tavoli

I tavoli dovranno essere distanziati di due metri o due metri e mezzo, e le sedute devono essere distribuite in modo da rendere possibile il distanziamento tra i commensali di almeno un metro, fatto salvo i tavoli composti da conviventi.

Il buffet

Ci sarà, ma non sarà possibile effettuare il self service: le portate dovranno essere servite da un cameriere, mentre il self service è consentito solo nel caso di monoporzioni, evitando assembramenti.

Monoporzioni anche per salse, pane, cracker e grissini, che verranno serviti direttamente attraverso pinze. Si suggerisce anche l’uso dei segnaposto per rendere stabili le postazioni ai tavoli. Oggetti come borse o giacche dovranno essere imbustate e riposte nel guardaroba.

Le bomboniere

Non si potrà prendere le bomboniere dal tavolo all’uscita come avveniva negli anni passati, ma dovranno essere gli sposi a consegnarla agli invitati, dopo aver igienizzato le mani.

Saranno preferibili le feste all’aperto, e laddove sia al chiuso è obbligatorio il ricambio d’aria, con porte, finestre e vetrate aperte; dovrà essere verificata l’efficacia degli impianti, mentre i condizionatori dovranno obbligatoriamente escludere la funzione di ricircolo d’aria. Nei bagni, infine, obbligo di mantenere in funzione continua l’estrattore d’aria.

A queste indicazioni, come detto, potrebbero aggiungersi ulteriori integrazioni da parte del Cts; l’ipotesi più accreditata, fra quelle sul tavolo, è quella del green pass per sposi e invitati, ovvero certificazione di avvenuta vaccinazione, di guarigione dal Covid o tampone da effettuarsi 48 ore prima dell’evento.

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