La vera storia di Jeffrey Dahmer, il cannibale di Milwaukee, e delle sue vittime

Mostro – La storia di Jeffrey Dahmer è la serie Netflix di Ryan Murphy che racconta la parabola agghiacciante del serial killer, che uccise 17 adolescenti e giovani tra razzismo sistemico e incompetenza degli agenti di polizia.

Per gli amanti del dark e del thriller è appena sbarcata su Netflix Mostro – La storia di Jeffrey Dahmer, la serie che racconta la parabola agghiacciante del serial killer Jeffrey Dahmer, conosciuto in tutto il mondo come “il mostro di Milwaukee”, che tra il 1978 e il 1991 uccise 17 adolescenti e giovani uomini, prima di venire arrestato dalla polizia e ammazzato in carcere da un altro detenuto nel 1994. A firmare la serie è Ryan Murphy, già responsabile di successi come Glee, Pose e Hollywood.

Il regista ha deciso di raccontare la storia di uno dei più efferati serial killer degli Stati Uniti. Dhamer nacque a Milwaukee nel 1960 e visse un’infanzia segnata dall’innesco di problemi psichici. Ad appena 18 anni compì il primo di una lunga serie di omicidi, caratterizzati da atti necrofilia e cannibalismo, che compiva sui corpi delle vittime squartati. Jeffrey Dhamer infatti invitava le vittime nella casa dei genitori dove viveva solo, le drogava e abusava sessualmente di loro, dopo averle uccise.

La prima vittima, Steve Hicks, era un autostoppista di 19 anni. Altre di loro le adescò in alcuni locali gay che frequentava. Tra questi: Steven Tuomi, americano di 25anni, Jamie Doxtator, 14enne di origini nativo-americane, Richard Guerrero, 22enne bisessuale di origini messicane, Anthony Sears, Konerak Sinthasomphone e tanti altri.

Una catena di delitti spietati, compiuti tra razzismo sistemico (quasi tutte le vittime, adescate nella comunità gay, erano afroamericane) e l’incompetenza dimostrata dagli agenti di polizia.

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