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Niccolò Bettarini dopo l'accoltellamento: "Gli amici mi hanno salvato la vita"

"Da questa esperienza esco più forte di prima, con la consapevolezza di aver rischiato tanto" ha aggiunto Niccolò Bettarini, figlio di Simona Ventura e dell'ex calciatore Stefano.
niccolò bettarini

Niccolò Bettarini, figlio di Simona Ventura e dell’ex calciatore Stefano, parla per la prima volta dopo l’accoltellamento subito domenica scorsa all’uscita da una discoteca di Milano dove si trovava in compagnia di alcuni amici e della sua fidanzata, anche lei coinvolta in questa brutta vicenda (fortunatamente, nel suo caso, niente di grave). Quattro i fermati che se la sarebbero presa con lui in quanto “figlio di”: Niccolò Bettarini, tra l’altro, era intervenuto solo per difendere un amico accerchiato dagli aggressori perché aveva osato chiedere scusa per un fatto risalente a mesi prima.

Il figlio della Ventura, dunque, rompe il silenzio e affida a un post su Facebook la prima foto dall’ospedale e queste parole.

Non sono mai stato bravo a raccontarmi. Ma, ora che sto migliorando, sento che sia giusto e doveroso dire diverse cose. Innanzitutto voglio in questo momento ringraziare la mia famiglia che mi è sempre stata vicino, nei momenti felici come in quelli brutti. Nessuno come lei ha saputo trasmettermi quella forza che mi ha permesso di non mollare mai. Sono un ragazzo fortunato e, mai come ora, sento veramente di esserlo, non solo per il fatto di essere qui a scrivervi questo post, ma anche perché so di avere degli amici che mi hanno salvato la vita. Sono cresciuto credendo nell’amicizia, è un valore fondamentale nella mia vita e farei qualunque cosa se degli amici fossero in difficoltà.

La svolta inquietante nell'accoltellamento di Niccolò Bettarini

La svolta inquietante nell'accoltellamento di Niccolò Bettarini

Il peggio sembra essere passato. Niccolò Bettarini poi aggiunge:

Sarò sempre grato al pronto intervento dell’ambulanza e del trauma team dell’Ospedale Niguarda di Milano. Da questa esperienza esco più forte di prima, con la consapevolezza di aver rischiato tanto. Ringrazio, inoltre, la questura e le forze dell’ordine per il lavoro che stanno svolgendo. Grazie a tutti per l’affetto che ci avete dimostrato. Ricordate sempre di essere voi stessi ma soprattutto, ricordate chi siete.