
Michael B. Jordan ringrazia la madre, Sean Penn diserta: cosa è successo agli Oscar 2026
Trionfano Sinners e Una battaglia dopo l'altra, ma fra le cose successe al Dolby Theatre di Los Angeles spicca l'assenza di Sean Penn.

Trionfano Sinners e Una battaglia dopo l'altra, ma fra le cose successe al Dolby Theatre di Los Angeles spicca l'assenza di Sean Penn.

È stata una serata che non ha deluso le aspettative, quella che si è svolta nella notte italiana al Dolby Theatre di Los Angeles, ormai da anni tradizionale palcoscenico della notte degli Oscar.
Se per la statuetta al Miglior Film non ci sono state grosse sorprese, uno dei momenti più emozionanti della serata è stato il discorso di Michael B. Jordan, vincitore del premio come Miglior attore per la sua interpretazione in Sinners, film di Ryan Coogler tra i favoriti anche all’Oscar, che si presentava con ben sedici nomination e una serie di riconoscimenti già ottenuti nel corso dell’anno passato.
Il 39enne attore, già interprete di Creed e Il diritto di opporsi è salito sul palco visibilmente emozionato, rivolgendo le prime parole alla madre, Donna Davis, seduta in platea: “Dio è buono… Mamma, come va? Grazie per avermi dato lo spazio per essere visto”.
Per Jordan anche una menzione per gli altri attori neri che lo hanno preceduto come vincitori di Oscar, da Halle Berry a Jamie Foxx: “Sono qui per le persone che sono venute prima di me” e ancora “Sono qui insieme ai miei antenati, vi sento. Avete scommesso su di me, e io ci ho creduto e continuerò a crederci”.
Michael B. Jordan è il sesto attore nero a ricevere il premio come Miglior attore, il primo a vincerlo per aver interpretato due gemelli.
Ma nel corso della serata impossibile notare anche la grande assenza, praticamente già annunciata, di Sean Penn, anche lui vincitore dell’Oscar, il terzo in carriera, stavolta nella categoria Miglior attore non protagonista per il suo ruolo in Una battaglia dopo l’altra; a ritirare il premio per lui Kieran Culkin, vincitore lo scorso anno e quindi quest’anno designato ad annunciare la stessa categoria: “Penn non è qui con noi perché non ha potuto o non ha voluto, quindi ritirerò io il premio al suo posto”.
Non è stata, come detto, un’assenza a sorpresa, anzi il suo forfait era praticamente annunciato da settimane, anche a seguito di altri episodi già verificatisi nel corso della stagione; secondo il New York Times, l’attore potrebbe addirittura essere in Ucraina. Del resto, proprio Penn ha provocatoriamente dichiarato qualche tempo fa di voler fondere le proprie statuette per tramutarle in proiettili da inviare all’Ucraina.
Non è stato il primo a disertare la cerimonia degli Oscar per protesta: basti pensare a Marlon Brando, che nel 1973, vincitore per Il Padrino, mandò sul palco l’attrice e attivista nativa americana Sacheen Littlefeather a rifiutare il premio per protestare contro il trattamento dei nativi americani a Hollywood e nel cinema.
Di sicuro, però, il Dolby Theatre ha perso un discorso che sarebbe senz’altro stato memorabile, come quello tenuto da Sean Penn dopo la vittoria per avere interpretato Harvey Milk, sul “ripensamento dell’eredità morale” a cui ha invitato tutti coloro che, in California, si erano opposti al matrimonio omosessuale.

Tra gli altri vincitori degli Oscar segnaliamo Paul Thomas Anderson per il film Una battaglia dopo l’altra, in gara con ben 13 nomination;
Jessie Buckley è invece la Migliore attrice protagonista di questa stagione per il suo ruolo in Hamnet, pellicola storica e drammatica di Chloé Zhao grazie alla quale si era già aggiudicata Golden Globe e BAFTA.
Oscar a sorpresa per Amy Madigan, che vince la statuetta come Migliore attrice non protagonista per il ruolo della Zia Gladys in Weapons di Zach Cregger, ringraziando nel suo discorso il compagno Ed Harris.
È invece norvegese il miglior film straniero: si tratta di Sentimental Value di Joachim Trier. Trionfa invece KPop Demon Hunters nella categoria Miglior film di animazione. La pellicola, candidata a due premi, ha vinto anche per la Migliore canzone originale.
Grande delusione quest’anno per il cinema italiano, escluso dalla corsa alla statuetta, per cui era stato proposto Familia di Francesco Costabile.

Giornalista, rockettara, animalista, book addicted, vivo il "qui e ora" come il Wing Chun mi insegna, scrivo da quando ho memoria, amo Barcellona e la Union Jack.
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