Omicron 5 ha fatto risalire i contagi: secondo l’ultimo bollettino pubblicato dalla Protezione Civile e dal Ministero della Salute, infatti, si è toccato il record dal 27 aprile scorso (83 mila contagiati), e di questo passo la nuova ondata potrebbe portare i positivi a quota due milioni entro fine luglio, un numero che potrebbe chiudere il Paese.

Il tasso di occupazione delle terapie intensive è salito al 3%. Anche se questo dato rimane molto al di sotto della soglia di emergenza, Agenas (Agenzia Nazionale per i Servizi Sanitari Regionali) ha rimarcato che si tratta dello stesso dato di un anno fa: inoltre, il problema principale al momento sono i 767 mila contagiati in quarantena, che rappresentano solo il numero ufficiale, in quanto i reali positivi sarebbero almeno il doppio.

Ma come mai ci sono tutti questi positivi “nascosti”? La procedura da attuare quando un paziente ha una diagnosi di tampone positivo è avvisare il medico di famiglia e il Ministero: invece sono tantissime le persone che decidono di non farlo perché attualmente il virus è meno aggressivo e tende a fermarsi alle vie respiratorie superiori. Di solito chi sceglie di segnalarlo al medico lo fa per motivi di lavoro.

I contagi continuano a salire nonostante il caldo, ed è qualcosa di anomalo: la risposta va ricercata nel fatto che l’ultima variante di Omicron è molto contagiosa: “Contro quella caratteristica non può fare molto l’estate, cioè il periodo caldo nel quale si vive di più all’aperto“, ha spiegato a Repubblica Fabrizio Pregliasco, epidemiologo di Milano.

Da non sottovalutare, poi, la crescente mancanza di attenzione per le misure di protezione, come le mascherine.

Di fronte a questa situazione, il Governo sta ora valutando l’ipotesi di eliminare la quarantena, ovvero l’isolamento domiciliare, almeno per gli asintomatici, come riporta La Stampa. E questo, in realtà, già accade: molti, infatti, continuano a uscire nonostante la positività, anche perché non comunicano l’esito del tampone.

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Se l’obiettivo è convivere con la pandemia e passare a una condizione endemica, che i positivi asintomatici possano uscire di casa, magari con la mascherina, rappresenta un segno di normalità”, ha detto alla stampa il sottosegretario alla Salute Andrea Costa.

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