Quello che Salmo ha scritto su Selvaggia Lucarelli offende tutte le donne

Il rapper, sul suo profilo Instagram, ha fatto un excursus del suo ultimo anno e riferendosi al concerto del 2021 in Sardegna, live criticato dalla giornalista perché fatto nel pieno della pandemia, ha risposto a un utente cambiando il cognome della donna con un insulto: "S*carelli".

Ancora una volta, l’ennesima e purtroppo non sarà neanche l’ultima, un uomo non riesce a controbattere a un critica fatta da una donna senza cadere in frasi sessiste. Questa volta è stato Salmo a non essere riuscito a sostenere una discussione senza insultare.

Il rapper, sul suo profilo Instagram, ha fatto un excursus degli ultimi 365 giorni, commentando così: “È stato l’anno più difficile della mia vita. Concerto abusivo, album, recitare nella serie tv, dirigere la colonna sonora, fare un nuovo album, preparare il live per San Siro”. Subito dopo alla domanda di un utente: “Quale concerto abusivo?”, il cantante risponde “Chiedi a Selvaggia Su*arelli”.

Una risposta che arriva dopo un anno dal live fatto in Sardegna nel 2021, concerto fortemente criticato da tanti perché fatto in piena pandemia, e su cui anche Selvaggia Lucarelli aveva detto la sua, senza aver risposta dal rapper, almeno finora.

Non conosco Salmo, lo ritengo anche bravo. Un anno fa mi ero permessa di dire che il suo concerto ad Olbia fatto senza autorizzazioni, con una pandemia che faceva ancora molte vittime, era stato un errore.

Non ha mai risposto nel merito – aggiunge la giornalista – ma perfino a distanza di tempo, la schifosa battuta sessista storpiando il mio cognome come l’hater medio non ha saputo tenersela. Seguono migliaia di like e “Ahaha”. Avanti così. Forse tra due millenni i maschi riusciranno a rispondere a una donna guardando oltre il proprio pisello. Forse.

La frase sessista di Raimondo Todaro ad Alessandra Celentano (ribadita anche in un post)

Salmo però pare non aver colto, e nonostante sia evidente il tono e il sessismo di quel ‘Su*arelli’, che nasconde invece una mentalità ben precisa, sessista e patriarcale, ha replicato ancora cercando di dare un altro significato alle sue parole, usando la vecchia (e ormai noiosa) storia che vedrebbe le donne lagnarsi quando vengono offese, fare le vittime per un nonnulla:

Non piangere Selvaggia. Mi hanno storpiato il cognome mille volte. Per favore falla finita con sta roba del sessismo che non c’entra nulla. Il vittimismo da opinioninstagram è passato ormai. Forse.

Ma, fermo restando il fatto che una persona possa stare antipatica o si possa non gradire le sue parole, davvero facciamo ancora così tanta fatica a confrontarci con le donne senza cadere nella banale retorica sessista che, di volta in volta, tende a dare loro dell’insco**bile, della zoc**la, o, come in questo caso, della succhiaca**i?

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