La campagna del sindaco di New York contro "Don't say gay", la legge anti-LGBT+

Il democratico Eric Adams si è schierato apertamente contro il disegno di legge di Ron DeSantis e ha lanciato un'iniziativa per contrastare la limitazione dei diritti nello stato della East Coast.

Gli Stati Uniti si stanno dimostrando sempre meno tolleranti nei confronti della comunità LGBT+. A dimostrarlo sono i dati: soltanto nel 2021 sono stati presentati circa 250 disegni di legge anti-LGBT+, e almeno 17 sono diventati effettivamente leggi. L’ultima in ordine di tempo è la cosiddetta legge “Don’t Say Gay“, varata al governatore della Florida Ron DeSantis, che vieta l’insegnamento nelle scuole di argomenti riguardanti l’orientamento sessuale o l’identità di genere. M non tutti gli Stati sono della stessa opinione, come ha dimostrato il sindaco di New York Eric Adams.

Quest’ultimo, sulla scia delle numerose leggi che limitano i diritti e la libertà della comunità LGBT+, ha lanciato una campagna a sostegno di quest’ultima, invitando i cittadini della Florida a trasferirsi nella sua città, qualora non si sentissero più i benvenuti nel proprio Stato. Si tratta di una campagna pubblicitaria e digitale, con cartelloni e schermi posti in almeno cinque città della Florida, Fort Lauderdale, Jacksonville, Orlando, Tampa e West Palm Beach, con messaggi apertamente schierati contro i provvedimenti di DeSantis.

TikTok: in difesa della comunità LGBTQ+, vietati deadnaming e misgendering

“Il disegno di legge 2Don’t Say Gay” della Florida è l’ultima guerra culturale vergognosa ed estremista che prende di mira la comunità LGBTQ+. Oggi diciamo alle famiglie che vivono nel timore di questa discriminazione sponsorizzata dallo stato che avrete sempre una casa a New York City”,

ha dichiarato Eric Adams, primo cittadino di New York, democratico e afroamericano. “La gente dice un sacco di cose ridicole a New York. “Don’t Say Gay” non è una di queste“, recita uno degli slogan presenti sui cartelloni. “Quando altri stati mostrano i loro veri colori, noi mostriamo i nostri“, si legge su un altro. O ancora: “New York City è viva. E così è la libertà di parola“. La campagna, lanciata il 4 aprile 2022, continuerà fino al 29 maggio.

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