Stuprate, costrette a sfilare nude e assistere all'uccisione della famiglia: la persecuzione dei Kuki

Un video che mostra due donne indiane di etnia Kuki, stuprate e costrette a sfilare nude e a vedere la famiglia uccisa, ha sollevato lo sconcerto in India.

Nelle ultime ore sui social sta girando in tutto il mondo il video di due donne, stuprate da un gruppo di uomini dell’etnia rivale Meitei, costrette a sfilare in strada nude, per poi assistere all’uccisione del padre e del fratello di una di loro sotto gli occhi indifferenti della polizia.

L’accaduto risale ai primi di maggio di quest’anno, ed è avvenuto nella regione indiana del Manipur, teatro di violenti scontri etnici e sociali.

Il video mostra le due donne trascinate e palpeggiate da una folla di uomini che poi le spingono in un campo. Il Forum dei leader tribali indigeni (ITLF) ha dichiarato in un comunicato stampa che le atrocità sono state commesse in un villaggio del distretto di Kangpokpi contro donne della comunità tribale Kuki-Zo.

Il video, girato dagli aguzzini delle due donne di etnia Kuki, è diventato il simbolo della denuncia verso la persecuzione che subiscono le donne indiane nella regione del Manipur.

Come riporta la BBC, la polizia ha dichiarato di aver aperto un caso di stupro di gruppo e di aver arrestato un uomo, aggiungendo che altri uomini saranno presto arrestati.

Il video risale al 4 maggio, nei primi giorni delle violenze nello stato nordorientale del Manipur, che hanno portato a 142 morti e creato una vera e propria emergenza umanitaria, con oltre 60 mila persone evacuate da villaggi. Le violenze traggono origine dall’odio tra i membri della comunità tribale maggioritaria Meitei e la tribù Kuki, violenze che hanno portato alla completa segregazione dei Kuki.

Il fatto che il primo arresto sia stato effettuato solo ora, più di due mesi dopo che l’attacco era stato denunciato alla polizia, non ispira fiducia nelle autorità, tanto più perché i volti degli aggressori sono chiaramente visibili nel video, che ha anche sollevato interrogativi sul fallimento dello Stato nel fornire assistenza ai sopravvissuti e ha costretto il primo ministro Narendra Modi a fare una dichiarazione sulla violenza etnica che sta lacerando il Manipur.

Giovedì, la sessione del Parlamento a Delhi è stata interrotta perché i legislatori hanno chiesto un dibattito sulla questione. Il primo ministro Modi ha dichiarato che l’incidente ha “fatto vergognare l’India” e che “nessun colpevole sarà risparmiato”.

Quello che è successo alle figlie del Manipur non potrà mai essere perdonato”, ha detto Modi, rompendo il suo silenzio sul Manipur dopo più di due mesi dallo scoppio delle violenze.

La leader del Partito del Congresso Priyanka Gandhi Vadhra ha dichiarato che “le immagini di violenza sessuale contro le donne del Manipur sono strazianti”.

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