Non bastava il Covid-19 a tenere in allerta il nostro Paese, ora diventa fondamentale anche difendersi dal vaiolo delle scimmie, che si sta diffondendo sempre di più. Il Ministero della Salute ha diffuso una serie di linee guida a cui attenersi in questa fase, indicando quali siano le Regioni e le categorie di persone che dovrebbero muoversi sin da ora per prevenire l’insorgere della malattia.

Almeno per ora sembra essere da escludere l’idea di una campagna di vaccinazione di massa, come accaduto per il Coronavirus, soprattutto perché le dosi di vaccino a disposizione risultano essere insufficienti.

Sulla base dei primi riscontri, in Italia sono arrivate 5.200 dosi, a cui se ne aggiungeranno presto altre 11 mila, in arrivo entro la fine di agosto 2022.

I sieri saranno così somministrati al “personale di laboratorio con possibile esposizione diretta a orthopoxvirus, alle “persone gay, transgender, bisessuali e altri uomini che hanno rapporti sessuali con uomini (MSM)”, che rientrano in alcune categorie particolari: “storia recente (ultimi 3 mesi) con più partner sessuali; e/o partecipazione a eventi di sesso di gruppo; e/o partecipazione a incontri sessuali in locali/club/cruising/saune; e/o recente infezione sessualmente trasmessa (almeno un episodio nell’ultimo anno); e/o abitudine alla pratica di associare gli atti sessuali al consumo di droghe chimiche (Chemsex)” . 

Vaiolo delle scimmie, per l'Oms è emergenza globale

L’idea del dicastero è quella di iniziare la profilassi nelle Regioni in cui sono stati riscontrati il maggior numero di casi, ovvero Lombardia, Lazio, Emilia Romagna e Veneto. Nello specifico, la Lombardia avrà duemila dosi, il Lazio 1200, l’EmiliaRomagna 600, mentre al Veneto ne toccheranno 400.

Quasi tutte le persone colpite dal vaiolo delle scimmie sono uomini compresi tra i 20 e 71 anni; solo 159 di loro hanno fatto viaggi all’estero nell’ultimo periodo. Il vaccino Jynneos, come ha sottolineato il Ministero, risulta essere uguale a tutti gli altri quanto a sicurezza, efficacia e effetti collaterali, quasi sempre con reazioni nella sede di iniezione e reazioni sistemiche comuni tipiche dei vaccini risolvibili nell’arco di pochi giorni.

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