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Fedez: "Il successo mi ha imborghesito: sono diventato ciò che ho sempre odiato"

"Inevitabilmente sono diventato ciò che ho sempre odiato": l'autocritica a cuore aperto di Fedez intervistato da Maurizio Costanzo.

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Quanto è rimasto di quel bambino? “Sicuramente sono cambiato”.

Comincia così, “L’intervista” di Fedez con Maurizio Costanzo del 17 settembre scorso.

Il rapper si apre e non evita il confronto sulle proprie contraddizioni:

Il successo mi ha cambiato mi ha reso ciò che sono nel bene e nel male. Ciò che volevo essere e ciò che non avrei mai voluto essere. Mi ha reso anche un po’ ciò che ho sempre odiato.

Senza risparmiarsi giudizi pesanti:

Da piccolo avevo delle convinzioni, anche degli […].
Inevitabilmente sono diventato ciò che ho sempre odiato.

Il riferimento è, ovviamente, al suo venire da “classi subalterne“, da un’“estrazione politica fortemente connotata“:

Inevitabilmente il mio imborghesimento artistico e personale mi ha fatto diventare un po’ una contraddizione vivente.

Si parla della lunga gavetta nei centri sociali e del perché oggi tornare a suonare in quegli ambienti sarebbe impossibile.
E poi si parla dei “figli di”, che il rapper dichiara di aver sempre detestato, in nome della meritocrazia:

Per retaggio e per percorso di vita, essendo una persona che si è creata tutto con le sue mani e che si è trovata davanti ai propri occhi persone non meritevoli che, senza meriti, venivano messe davanti.

Chissà se Fedez saprà applicare questa visione anche al piccolo Leone.

(fonte: video.mediaset.it)