“65mila gravidanze legate a stupro dopo il divieto d’aborto negli Usa”: la stima dell'ONG

È la stima di una ONG locale, che rivela anche come gli aborti legali non siano stati effettuati neppure in quegli Stati la cui normativa concede eccezioni per i casi di gravidanze conseguenza di stupri.

Quasi 65mila gravidanze associate a stupri negli Stati USA che hanno tolto il diritto all’aborto. È quanto emerge dalla ricerca condotta daPlanned Parenthood of Montana, una ONG americana pro-aborto, che ha rilevato l’impressionante numero di gravidanze seguite a violenze sessuali nel periodo compreso tra luglio 2022- quando la Corte Suprema del Paese ha abrogato la legge allora in vigore sull’interruzione volontaria di gravidanza, la Roe v Wade del 1973, consentendo agli Stati l’autonomia di decidere se lasciare l’aborto legale o meno – e il gennaio 2024.

Praticamente nessuna delle gravidanze citate nello studio sarebbero state interrotte con un aborto legale negli Stati non abortisti – 14 finora -, anche in quelli la cui legislazione prevede eccezioni nei casi di gravidanze conseguenze di uno stupro.

Secondo la ONG in questi Stati si sarebbero verificati 519.981 stupri associati a 64.565 gravidanze durante i mesi in cui il divieto era in vigore. Circa 5.586 gravidanze in seguito a stupro (9%) si sono verificate in Stati con eccezioni per la violenze sessuale e ben 58.979 (91%) in Stati senza eccezione, di cui 26.313 (45%) nel solo Texas.

Tra gli Stati che da subito hanno eliminato il diritto a interrompere la gravidanza ci sono, fra gli altri, Utah, South Dakota, Kentucky, Louisiana, Oklahoma, Missouri, Arkansas e il già citato Texas.

Esaminando i dati dei Centri statunitensi per il controllo e la prevenzione delle malattie sugli episodi di stupro tra il 2016 e il 2017, gli studiosi hanno stimato la percentuale di stupri che hanno avuto come conseguenza una gravidanza a livello nazionale, per poi usare i dati messi a disposizione dalle forze dell’ordine per stimare il numero di gravidanze seguite a uno stupro in ogni Stato dopo la riformulazione della normativa sull’aborto.
Come detto, anche negli Stati che ancora prevedono un’eccezione alla legge in caso di stupro meno di una dozzina sono state le interruzioni di gravidanza effettuate, anche a causa della mancanza di fornitori di servizi di aborto, come spiegato da Samuel Dickman, di Planned Parenthood of Montana. “La maggior parte degli stati con eccezioni in materia di stupro richiedono una certa quantità di segnalazioni alle forze dell’ordine – ha inoltre aggiunto – Questa è una decisione che molte sopravvissute allo stupro scelgono di non prendere”.

Proprio il fatto che spesso gli stupri non vengano neppure denunciati per paura dello stigma sociale potrebbe essere un fattore che porta a pensare che i dati sulle gravidanze potrebbero essere sottostimate. Tutto questo mentre il diritto all’aborto è sempre più in discussione anche in altri Stati, compreso l’Italia, dove una recente proposta di legge ha chiesto che venga imposto alla donna che si reca in ospedale per una Ivg di far ascoltare il battito del feto prima di intervenire.

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