L’Afghanistan è ormai sull’orlo del baratro.

La combinazione micidiale di siccità, conflitto armato, COVID-19 e crisi economica ha  portato più della metà della popolazione (circa 22,8 milioni di persone) a soffrire la fame, secondo una nuova valutazione del World Food Programme (WFP). La situazione sta diventando insostenibile e gli aiuti finanziari scarseggiano. “Siamo ormai al conto alla rovescia per la catastrofe”, ha detto alla BBC il direttore esecutivo del WFP David Beasley.

Molti afghani non riusciranno a superare l’inverno a meno che non venga intrapresa un’azione urgente. In grave pericolo sono i più piccoli: 3,2 milioni di bambini sotto i cinque anni potrebbero soffrire di malnutrizione acuta. Un pediatra dell’ospedale di Kandahar, Zainullah Zermal, ha dichiarato: “Abbiamo più di 70 bambini malnutriti qui e il numero è in crescita”.

Con l’aumentare della disperazione, il numero di mendicanti nelle principali città dell’Afghanistan (compresi i bambini) è aumentato perché i residenti urbani, per la prima volta, soffrono di tassi di insicurezza alimentare simili a quelli delle comunità rurali.

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Tra le testimonianze raccolte dal WFP c’è quella di un uomo, Ishaq: “Prima lavoravo e riuscivo a portare a casa del cibo. Non era mai molto, ma ce la cavavamo. Ora non c’è più lavoro e non possiamo permetterci di mettere da parte niente. Ce la caviamo con cibi molto semplici come il pane, il tè, la zuppa di patate…cerchiamo di tirare avanti finché questi problemi non verranno risolti”.

Il WFP sta lavorando instancabilmente per migliorare la condizione del popolo afghano: “Il mese scorso, il WFP in Afghanistan è riuscito a sfamare 4 milioni di persone ed è sulla buona strada per sfamarne 5 milioni, il che è fantastico”, ha affermato Jean-Martin Bauer, uno specialista della sicurezza alimentare.

Ma i finanziamenti attuali sono una goccia nell’oceano. Per far fronte alle crescenti esigenze, il WFP avrà bisogno di 220 milioni di dollari al mese. E non sarà facile ottenerli, dal momento che la Banca mondiale e il Fondo monetario internazionale hanno sospeso i pagamenti.

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Una situazione davvero impossibile da gestire. Basti pensare che una nazione è considerata dipendente dagli aiuti quando il 10% o più del suo prodotto interno lordo proviene da aiuti esteri; nel caso dell’Afghanistan, secondo la Banca Mondiale, circa il 40% del PIL è costituito da aiuti internazionali.

“Sono più di cinque mesi che non ricevo il mio stipendio”, ha detto alla BBC un insegnante di Herat. “La vita è dura. Vendo tutto ciò che abbiamo in casa. Vendiamo i nostri animali, tagliamo i nostri alberi per vendere la legna”.

“La gente qui è povera”, ha detto un uomo a Kandahar. “Ieri ho visto una donna che stava rovistando tra i bidoni dell’immondizia dell’albergo locale, raccogliendo il cibo avanzato. Le ho chiesto perché lo facesse e lei ha detto che non aveva altra scelta, stava cercando di trovare cibo per i suoi bambini.”

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