Chi pensa che i videogiochi siano un hobby che può impigrire gli adolescenti e avere effetti negativi sulla loro socialità forse si ricrederà sapendo di Animal Crossing: New Horizons, una serie di videogiochi simulatori di vita sviluppati da Nintendo EAD e pubblicati dalla stessa Nintendo a partire dal 2001.

Sia chiaro, non intendiamo dire che i videogames siano privi di effetti negativi: come vale per ogni altra cosa, anche nel loro caso è l’abuso a renderli deleteri, esattamente come accade per i social e i fenomeni a essi collegati, come il vamping, ad esempio.

Questo videogioco in particolare, ha avuto una funzione molto positiva per tantissime persone: le ha aiutate a elaborare e ad accettare un lutto.

Trattandosi di simulazione di vita, infatti, i giocatori possono letteralmente ricostruire scenari e situazioni che ricordano loro le persone care scomparse, facendo in modo che esse “rivivano” in quelle scene.

In ogni gioco della serie il giocatore si stabilisce in un villaggio abitato da animali antropomorfi, in cui pian piano può costruire il proprio mondo, in tempo reale, grazie all’orologio e al calendario interni della console; così facendo il passare del tempo nel gioco riflette quello della realtà, e ciò si vede, ad esempio, al mutare delle stagioni.

Animal Crossing ha inoltre un altissimo livello di personalizzazione, quindi il nome e il sesso del personaggio possono essere scelti dal giocatore all’inizio dell’avventura, e l’aspetto può essere modificato comprando abiti e accessori, o cambiando l’acconciatura. In questo modo ogni giocatore può “disegnare” il personaggio che gli ricorda la persona scomparsa, facendola rivivere attraverso il gioco.

Su Reddit molti utenti discutono proprio di questa possibilità, e del grande sollievo che hanno tratto dal gioco Nintendo.

Mia nonna è morta nel 2018 e mia madre è morta subito dopo la mezzanotte del 1° gennaio di quest’anno [il 2020, ndr.] – scrive Jay Lee, dalla Georgia – Erano migliori amiche e adoravano sedersi su sedie a dondolo e guardare il mondo quando erano in vacanza. Spero che questo posto gli piaccia.

Il post adesso è stato eliminato dal social, ma lo scenario creato vedeva infatti proprio due sedie a dondolo posizionate su una riva, di fronte al mare.

Fonte: Reddit @heathenistic_animal

Mentre realizzavo quel memoriale, nel gioco, sentivo che era stupido, meno significativo di una cosa della vita reale, ma allo stesso tempo piangevo mentre lo facevo e ogni volta che lo vedevo, perché significa molto. È qualcosa che sono stato in grado di fare per lei quando non sono stato in grado di fare qualcosa nel mondo reale.

Qualcuno ha invece realizzato un piccolo memoriale per un amico scomparso, usando all’interno del gioco anche foto vere.

Un papà ha pensato al figlio nato morto per realizzare un ambiente che lo facesse sempre pensare a lui.

Anche gli amici a quattro zampe, ovviamente, sono omaggiati dai giocatori di Animal Crossing, come questo ragazzo, che ha costruito una vera e propria lapide per il suo gatto, Zorro, morto perché purtroppo, a causa del lockdown, nessuno ha potuto portarlo dal veterinario.

C’è anche chi nel gioco trova una vera e propria valvola di sfogo, e un modo per ritrovare nei piccoli dettagli le persone care che non ci sono più.

Mio padre è morto qualche ora fa. Non riuscivo a dormire, così ho deciso di andare a caccia di tarantole. Sono stato accolto da questo spettacolo mentre camminavo su un’isola deserta. Sono le piccole cose.

Sappiamo che affrontare il dolore derivante da un lutto è una delle cose più intime e personali che ci siano, e nessun modo è giudicabile in quanto “giusto” o “sbagliato”. Trovare sollievo nel ricreare in un videogioco un panorama tanto caro a una persona amata che non c’è più, o un vero e proprio memoriale, è una delle tante maniere per alleviare la sofferenza e sentirsi meno soli in un momento difficile. Quindi, in questo caso, che ben vengano i videogiochi, se aiutano a sentirsi meno soli quando ci si sente profondamente abbandonati.

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