
Disturbi mentali: in meno di 40 anni il numero di persone che ne soffre è raddoppiato
I dati emergono da un recente studio; preoccupante anche la situazione dei giovanissimi e delle donne.

I dati emergono da un recente studio; preoccupante anche la situazione dei giovanissimi e delle donne.

In meno di quarant’anni le diagnosi di disturbo mentale sono raddoppiate, tanto che oggi si stima che siano circa 1,2 miliardi le persone nel mondo che ne soffrono di disturbi mentali.
A rivelarlo uno studio condotto dai ricercatori dell’Institute for Health Metrics and Evaluation (Ihme) in collaborazione con l’University of Queensland e pubblicato sulla rivista The Lancet, che ha collocato i disturbi mentali al primo posto tra le principali cause di disabilità a livello globale, superando le malattie cardiovascolari, il cancro e le patologie muscolo-scheletriche.
12 i disturbi mentali finiti con particolare attenzione sotto i riflettori; le diagnosi vanno lette anche nell’ottica della disabilità provocata,m visto che, nel 2023, i disturbi mentali hanno rappresentato circa 171 milioni di anni di vita persi a causa di disabilità in tutto il mondo, collocandosi al quinto posto tra le principali cause di morbilità.
L’aumento è stato trainato soprattutto dai disturbi d’ansia e depressione maggiore, classificatisi rispettivamente all’11° e al 15° posto su 304 malattie e lesioni nel mondo. Dal 2019 la prevalenza standardizzata per età della depressione maggiore è cresciuta di circa il 24%, mentre i disturbi d’ansia hanno registrato un incremento superiore al 47%, raggiungendo il picco negli anni successivi alla pandemia di Covid-19.

“Questi trend in aumento potrebbero riflettere sia gli effetti persistenti dello stress legato alla pandemia, sia fattori strutturali di lungo termine come povertà, insicurezza, abusi, violenza e declino delle connessioni sociali – ha spiegato Damian Santomauro, professore associato al Queensland Centre for Mental Health Research e assistant professor affiliato all’Ihme – Affrontare questa sfida crescente richiederà investimenti costanti nei sistemi di salute mentale, un accesso più ampio alle cure e un’azione globale coordinata per supportare al meglio le popolazioni più a rischio”.
Lo studio analizza anche la situazione tra i giovani, evidenziando che i disturbi mentali nelle fasce soprattutto tra i 15 e i 19 anni abbiano un impatto sproporzionato sul benessere psicologico. Le diagnosi possono avvenire in tutte le età, ma i disturbi più comuni cambiano nel corso della vita.
Nell’infanzia sono più frequenti disturbi come autismo, ADHD, disturbo della condotta e disabilità intellettiva, con una maggiore incidenza nei maschi. Durante l’adolescenza, invece, aumentano soprattutto i casi di ansia e depressione maggiore.
Rispetto alla situazione femminile, invece, a livello globale, nel 2023 le donne con un disturbo mentale sono state circa 620 milioni, contro 552 milioni di uomini, e hanno anche registrato un maggior numero di anni di vita persi a causa di disabilità o morte prematura. Tra i fattori che spiegano questa differenza ci sono anche violenza domestica e abusi sessuali.
Dal punto di vista geografico, i tassi più alti si osservano nelle regioni ad alto reddito (Europa occidentale, Australasia), ma si registrano aumenti anche in Africa subsahariana occidentale e in alcune aree dell’Asia meridionale.
Infine, emerge un forte problema di accesso alle cure: secondo le stime del Global Burden of Disease, solo circa il 9% delle persone con depressione maggiore riceve un trattamento adeguato a livello globale, e in molti Paesi la copertura è inferiore al 5%. Solo pochi Stati ad alto reddito superano il 30%, evidenziando grandi disuguaglianze nell’assistenza sanitaria.

Giornalista, rockettara, animalista, book addicted, vivo il "qui e ora" come il Wing Chun mi insegna, scrivo da quando ho memoria, amo Barcellona e la Union Jack.
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