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Dj Fabo, il governo difende la legge contro l'aiuto al suicidio

"Noi sosterremo l'incostituzionalità di un reato del 1930", queste le parole dell'avvocato Filomena Gallo, vice-presidente dell'Associazione Luca Coscioni.
dj fabo

Colpo di scena. Il Governo italiano ha deciso di costituirsi davanti alla Corte Costituzionale nel procedimento sollevato dalla Corte di Assise di Milano nell’ambito del processo a Marco Cappato per la morte di Fabiano Antoniani, meglio conosciuto come Dj Fabo che ha deciso di recarsi in Svizzera per mettere fine alla sua esistenza, per porre fine al suo dolore. A rendere noto questa decisione è stato il vice-presidente dell’associazione Luca Coscioni Filomena Gallo. I giudici – come scrive l’agenzia di stampa Ansa.it – avevano deciso di trasmettere gli atti alla Consulta per valutare la legittimità costituzionale del reato di aiuto al suicidio contestato all’esponente dei Radicali.

Queste le parole dell’avvocato Filomena Gallo, vice-presidente dell’Associazione Luca Coscioni:

Prendo atto della decisione del Governo Gentiloni di costituirsi davanti alla Consulta in difesa della costituzionalità del reato di aiuto al suicidio […] noi sosterremo l’incostituzionalità di un reato del 1930. La scelta del Governo è, oltre che del tutto legittima, anche pienamente politica visto che l’Esecutivo avrebbe potuto altrettanto legittimamente agire in senso opposto e raccogliere l’appello lanciato da giuristi come Paolo Veronesi, Emilio Dolcini, Nerina Boschiero, Ernesto Bettinelli e sottoscritto da 15.000 cittadini, che chiedevano al Governo italiano di non intervenire a difesa della costituzionalità di quel reato.

E, invece, il Governo ha decido di difendere quella legge, che prevede il reato di aiuto al suicidio, dando mandato all’Avvocatura di Stato di costituirsi in tale procedimento che potrebbe cambiare il futuro del nostro Paese. Cappato, in altre parole, è accusato di aver accompagnato Dj Fabo in Svizzera inducendolo al suicidio assistito: comportamento che, in Italia, stando alla normativa vigente, è assolutamente vietato.

Una vicenda talmente delicata, quella di Dj Fabo, che ha messo a dura prova sia il pm che la Corte di Assise di Milano la quale, non condividendo del tutto il contenuto della legge contro l’aiuto al suicidio, ha posto la questione dinanzi alla Corte Costituzionale.