"Sono stata abusata a 8 anni. Non piccola abbastanza per dimenticare" la dolorosa confessione di Elisa

La cantante ha parlato per la prima volta dell'abuso sessuale subito da bambina, parlando anche della separazione da Andrea Rigonat come della cosa che l'ha "segnata per sempre".

Elisa si prepara a tornare sulla scena musicale con un nuovo progetto discografico, Kintsugi, in uscita il 27 novembre. Un album che rappresenta molto più di un ritorno artistico: un viaggio personale attraverso il dolore, le ferite del passato, la crisi e la rinascita. In occasione della Festa del Cinema di Roma è stato presentato anche il mediometraggio Kintsugi, un progetto che unisce musica, immagini, danza e corpo per raccontare un percorso di trasformazione interiore.

Del resto, la parola Kintsugi descrive proprio l’antica tecnica artigianale giapponese che consiste nel riparare oggetti di ceramica rotti utilizzando una lacca mescolata a polvere d’oro, d’argento o altri metalli preziosi.

In un’intervista al Corriere della Sera, la cantautrice ha scelto di raccontarsi senza filtri, parlando di alcuni degli eventi più dolorosi della sua vita: l’abuso sessuale subito quando aveva appena otto anni e la fine della relazione con il marito Andrea Rigonat, dopo diciassette anni insieme.

Elisa racconta l’abuso sessuale subito da bambina: «Avevo otto anni»

Tra le confessioni più dolorose dell’intervista c’è quella relativa alla violenza sessuale subita durante l’infanzia. Elisa ha raccontato pubblicamente per la prima volta un’esperienza che ha lasciato un segno profondo nella sua vita.

“Da piccola ho subito un abuso sessuale. Avevo otto anni. Non piccola abbastanza da poterlo dimenticare, ammesso sia mai possibile”, ha dichiarato la cantante. Un’esperienza difficile da raccontare e persino da nominare, che, come ha spiegato, l’ha segnata per sempre.

Oggi la cantante triestina sta cercando di affrontare anche il senso di colpa che spesso accompagna chi ha subito una violenza: “Sto imparando a non colpevolizzarmi – ha spiegato – Sto facendo un lavoro di pulizia, certi ingombri non si rimuovono, ma si può sistemarli nel posto giusto, cambiare loro posizione e destinazione. Non lo avevo mai fatto”.

La sua intenzione è anche quella di trasformare il racconto personale in un messaggio di solidarietà e consapevolezza, rivolto a tutte le persone che hanno vissuto esperienze simili.

“Voglio cercare di essere utile alle tante ragazze e donne, e ai tanti ragazzi, che hanno subito la violenza sessuale», ha spiegato. E ha aggiunto: «È una missione collettiva, liberarsi da questo assurdo, straziante, senso di colpa per una violenza subita».

Un impegno che si traduce anche nel sostegno a Una, nessuna, centomila, il movimento contro la violenza sulle donne che Elisa ha contribuito a fondare.

Elisa e Andrea Rigonat si sono separati dopo 17 anni insieme

Nell’intervista la cantautrice ha parlato anche della fine della relazione con Andrea Rigonat, musicista e suo storico compagno di vita e di lavoro. La separazione è avvenuta nel settembre dell’anno precedente, dopo diciassette anni trascorsi insieme e una famiglia costruita con i loro figli.

“La rottura tra mio marito e me è avvenuta a settembre dell’anno scorso, dopo diciassette anni vissuti insieme”, ha raccontato Elisa. Una decisione che non aveva mai immaginato di dover affrontare e che ha rappresentato un ulteriore momento di profonda trasformazione personale.

“Ci sono dei figli, era un legame fortissimo che non avevo messo in preventivo di chiudere, mai”, ha confidato. La fine del matrimonio l’ha spinta a guardarsi dentro, a porsi domande nuove e ad affrontare verità che fino a quel momento aveva preferito non toccare.

Proprio da questo percorso è nato anche Kintsugi, un progetto nel quale la dimensione privata e quella artistica si intrecciano profondamente.

Kintsugi, il nuovo album di Elisa tra dolore e rinascita

Il nuovo disco Kintsugi, in uscita il 27 novembre, nasce proprio dal bisogno di raccontare una crisi personale e il cambiamento che ne è seguito.

“Questo progetto, il disco e il film, nasce dal bisogno di raccontare sinceramente una crisi individuale, il suo attraversamento verso un grandissimo cambiamento”, ha spiegato Elisa al Corriere della Sera.

La cantante ha raccontato di aver attraversato un dolore profondo, non legato al proprio ruolo di artista, ma alla sua dimensione più intima e personale. La musica le ha permesso di dare una forma a quello che stava vivendo, senza nascondere le fragilità.

Per un periodo aveva persino pensato di ritirarsi dalle scene e proteggersi dal mondo, perché non riusciva più a scrivere nuove canzoni senza affrontare alcune verità dolorose.

Poi qualcosa è cambiato: “Quando poi ho deciso di far cadere i recinti, tutto si è riaperto, ho ritrovato energia e libertà. Personale e creativa”.

 

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