Nel cuore del Messico, cinque attiviste di un gruppo femminista noto come le Hermanas del Valle (le Sorelle della Valle) si travestono da religiose (pur non essendolo) mentre coltivano la canapa sulla loro tenuta. Confezionano rimedi medicinali e gustano sigarette a base di cannabis con l’obiettivo di promuoverne la legalizzazione, sottraendola completamente al controllo del traffico illecito di sostanze stupefacenti.

Queste donne fanno parte di di un gruppo internazionale, Sisters of the Valley, fondato nel 2014, che sostiene i poteri curativi della cannabis e intende farli conoscere il più possibile. E diffondere questo sapere in abiti da suora, in uno Stato in gran parte Cristiano come il Messico, è un vero atto di ribellione.

“Nel momento in cui sarà legale il problema finirà, smetterà di essere cruento”, ha detto “sorella” Bernadette, in un video pubblicato da La Repubblica e curato da Eleonora Giovinazzo. “Ed è anche per questo che non vogliamo il divieto dell’autocoltivazione per il consumo”. Quel che stanno cercando di fare è, in definitiva, puro attivismo.

“Quello che stiamo cercando di fare è attivismo con la pianta per rimuovere questo stigma”; ha continuato Bernadette. “Quello che ho sempre desiderato e sui cui scommetto è riprenderla dal narcotraffico per renderla legale“.

Oltre a questo gruppo di suore messicane, “l’ordine” è presente anche in California, nella Central Valley. Ma negli Stati Uniti, ha dichiarato Bernadette, le suore “sono regolari ed escono tranquillamente”. In Messico, invece, rischiano quotidianamente la vita.

“Non è così facile trasportare medicinali, anche se siamo protette legalmente. Bisogna fare attenzione, Dobbiamo mantenere un profilo basso. Ci sono molti interessi, perché non vogliamo avere conflitti con il narcotraffico né con il sistema giudiziario”.

“Quello che vogliamo fare è risolvere alcuni problemi di salute esistenti e capire cosa può offrire la pianta”, ha dichiarato Alehli Paz, ricercatrice e chimica.

Il gruppo di suore è molto attivo sui social e pubblicano regolarmente video delle loro attività di coltivazione. Tengono inoltre seminari e prendono parte a eventi sulla cannabis. Con il loro lavoro riescono a guadagnare circa 10.000 dollari all’anno. Davvero poco se consideriamo che le “sorelle” statunitensi possono arrivare a 500.000.

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